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Pietro Aretino
Lo Ipocrito

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  • ATTO PRIMO
    • Scena I
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ATTO PRIMO

Scena I

LISEO padrone e GUARDABASSO famiglio.

LISEO. Parti che alcuno dei tanti ruba salario mi sia appresso? infine chi vuol esser mal servito tenga assai famigli; perocché nel porsi mente l'un l'altro, il padrone è lo intermedio de la loro poltroneria. Malanotte? Perdelgiorno? Guardabasso?
GUARDABASSO. Che si comanda?
LISEO. Che voi siate ladri, come infingardi!
GUARDABASSO. Cotesto mestiere ha tanti artigiani, che la metà muor di farne.
LISEO. Basta mo.
GUARDABASSO. Altro?
LISEO. Va', dimmi a messer Ipocrito, ch'io vorrei dirgli quattro parole.
GUARDABASSO. Non lo conosco.
LISEO. Quel che parlaadagio e sì pensato.
GUARDABASSO. Non mi ricordo.
LISEO. Che pende tra 'l prete e tra 'l frate.
GUARDABASSO. Lo pesco.
LISEO. Con un certo mantello stretto, spelato, e che si affibbia dinanzi.
GUARDABASSO. Un magro lungo?,
LISEO. Sì...ì...ì.
GUARDABASSO. Che affigge il viso in terra, e col brevial sotto al braccio?
LISEO. Tu l'hai.
GUARDABASSO. Dove il trovarò io?
LISEO. O per le chiese, o per le librarie.
GUARDABASSO. Vado per di qua.
LISEO. Sarò in casa.




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