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Scena VI
IPOCRITO e ZEFIRO.
IPOCRITO. La carità vi preoccupi.
ZEFIRO. Vi veggo con tutto il core.
IPOCRITO. Ufficio caritativo.
ZEFIRO. Non poteva incontrar persona più cara.
IPOCRITO. Chi ha in sé caritade, non può fare altrimenti.
ZEFIRO. Gran piacere mi saria che mi esperimentasse.
IPOCRITO. In carità ch'io lo credo.
ZEFIRO. Sempre ho desiderato la pratica vostra.
IPOCRITO. Anch'io mosso da l'affezione per consolarvi, metto a pericolo
l'anima; ché circa il corpo si potria quasi passare.
ZEFIRO. Fusse ciò che penso.
IPOCRITO. Pensate al dono de la carità.
ZEFIRO. Signor mio.
IPOCRITO. Sono un vermicello nel grado, ma gran Demone ne la caritade.
ZEFIRO. In voi consisto.
IPOCRITO. Par esser noto ad ognuno il conto che di me fa Liseo Rocchetti: so
che anche voi il sapete.
ZEFIRO. Sì.
IPOCRITO. Le sue figliuole sono anche mie in carità,
onde Annetta...
ZEFIRO. Oimè!
IPOCRITO. Mossa da quello amore, che move i lioni, non
che le verginelle... in carità, che io le ho compassione.
ZEFIRO. O padre!
IPOCRITO. E per non soffrire, che ella si distrugga,
mi riduco a portarvi questa da sua parte.
ZEFIRO. Zefiro felice!
IPOCRITO. Il suo cordoglio, che si è fidato de le mie esortazioni, mi ha spinto
a porvela in mano.
ZEFIRO. O tre e quattro volte beato!
IPOCRITO. In carità che ella è così.
ZEFIRO. Questo anello farà per ora fede de l'obbligo, che io vi tengo.
IPOCRITO. Non si dee rifiutare la carità.
ZEFIRO. Di mia ventura è suto scordarmi la carta, ch'io le avea scritto, da che
non accade mandargliene.
IPOCRITO. Vi lasciarò in la carità del Signore, perocché il patir del prossimo
mi tiene sempre in esercizio, onde non posso mancargli di caritade.
ZEFIRO. La risposta.
IPOCRITO. Ci riparlaremo.
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