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| Pietro Aretino Lo Ipocrito IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena IX MAJA e GUARDABASSO. MAJA. Chi fa i suoi fatti non
s'imbratta le mani. Io per me non son di quelle infingarde, che si stanno belle
in banca, comandando alle serve con voce imperialesca; ma faccio da me, vado da
me, e dico che da me vado e da me faccio, perocché chi non sa che il fuoco de l'amore, che porta a la roba la patrona, cuoce la carne
del pignatto, rifà i letti, spazza la sala, assetta le massarizie, risparagna
le cose e guarda la casa: madesì, che egli lo fa. Ecco che io ho acquetato il parentado
con invitarlo di mia mano, perocché ogni gatta ha il suo gennaro, ogni uno sta
in le superbie di volere essere pregato; ma Guardabasso vien fuora.
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