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Pietro Aretino
Lo Ipocrito

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  • ATTO QUINTO
    • Scena XX
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Scena XX

IPOCRITO, PRELIO e ZEFIRO.

IPOCRITO. Eccolo, egli è desso, sì certo.
PRELIO. Chi non è Re, o pazzo, diventi Ipocrito, e sarà da più, che non sono i pazzi ed i Re.
IPOCRITO. Quel che gli vien drieto è Zefiro; certo la mia carità è calamita delle turbe e però mi si fioccano a dosso.
ZEFIRO. Pur che la vada bene.
IPOCRITO. Prelio, Zefiro? Zefiro, Prelio?
PRELIO. Messere?
ZEFIRO. Padre?
IPOCRITO. Sveva è de l'uno et Annetta de l'altro con il consenso de la carità. Sicché andatevene in duomo, e statici così un poco, venitevene oltre con Tranquillo che si sta ivi aspettandovi.
PRELIO. Conosco ben chi voi dite.
ZEFIRO. Ed ancor io.




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