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INTRODUZIONE
Siamo assai lieti di ricevere questa mattina i
membri del Consiglio Nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, venuti con
Monsignor Maverna, Assistente Ecclesiastico Generale, e col prof. Agnes, Presidente
Nazionale. È un’udienza molto significativa, crediamo, perché ha luogo
all’inizio dell’Anno Santo, mentre ferve il lavorio di formazione apostolica in
tutte le sezioni della vostra, benemerita Associazione: e ci pare perciò di
ricevere, con voi, tutta la grande e sempre diletta famiglia dell’Azione
Cattolica Italiana. Si rinnova così per il nostro cuore la consolazione di
altri indimenticabili incontri precedenti.
Vi diciamo ancora una volta la nostra fiducia e la nostra
speranza, nel nome di Cristo e della Chiesa. Vediamo sempre nell’Azione
Cattolica una organizzazione necessaria e piena di promesse d’un Laicato
cattolico volontario, scelto, attivo, per la cooperazione con la Gerarchia
della Chiesa: e ciò qualifica e distingue il posto che avete nella Chiesa.
Abbiamo tracciato, nel settembre del 1973, come un « decalogo » di questa
vostra presenza nella Chiesa, traendone i motivi dalla ricca tessitura
dottrinale e pratica delle norme dettate per l’Azione Cattolica (Cfr. AAS 65,
1973, pp. 535-543). Vi saranno, forse, suggeriti dall’esperienza, dei
ritocchi e dei perfezionamenti da fare allo Statuto di questa fedele e forte
istituzione: ma desideriamo intanto accennare e sviluppare uno di quei punti,
già allora trattati, che riteniamo importantissimo per la sua consistenza e per
la sua attività: intendiamo lo spirito di comunione, che nasce dalla
consapevolezza della parte di responsabilità che avete nella Chiesa.
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