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3. APERTURA ALLA REALTÀ PRESENTE
La fondamentale fedeltà, comunione allo Spirito Santo non
può peraltro dimenticare la conoscenza della realtà, anzi la esige. Occorre
conoscere le persone e le correnti di opinione, i gruppi sociali e le realtà
collettive. Non intendiamo tanto una conoscenza teorica, quanto una conoscenza
di vita. L’apostolo vuol essere il fermento nella società, ma si sa che la
prima condizione perché il lievito sia efficace è quella di restare unito alla
massa. Non è soltanto, questa, una responsabilità pedagogica, ma evangelica. La
Chiesa vi chiede di assumere le vostre responsabilità nel mondo contemporaneo
conservando la vostra identità, ma essendo intimamente presenti alla vita
sociale, culturale, politica e economica dei connazionali, senza tuttavia
dimenticare la dimensione universale delle varie realtà e la comunità
internazionale dei popoli.
L’apostolato di Azione Cattolica si realizza nelle
comunità ecclesiali e in quelle di ambiente. Partecipare e collaborare alla
missione della Chiesa significa offrire agli uomini il messaggio e la grazia di
Cristo, e altresì « animare e perfezionare l’ordine temporale con lo spirito
evangelico » ( [link] Apostolicam
Actuositatem, 5) Si richiede necessariamente la comunicazione
della Parola e dei Sacramenti, la formazione cristiana e la testimonianza della
vita per essere fermento e anima cristiana della società. Vi è qui un servizio
e un programma permanente di apostolato. E la comunione allo Spirito porta
all’unione vitale con Cristo, come quella dei tralci alla vite (Cfr. Io.
15, 4 ss.). È qui il significato profondo dell’Anno Santo, che deve condurre tutti
i figli della Chiesa a quella riconciliazione profonda con Dio e con i
fratelli, e a quel rinnovamento generoso, da noi voluto come suo scopo,
essenziale (Cfr. Apostolorum Limina, 1; 23 maggio 1974; AAS 66,
1974, pp. 292-294).
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