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| Paolo VI Udienza generale 26 marzo 1975 IntraText - Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale
Capoverso grigio = Testo di commento
1 | 161
2 | 17
3 | 2
4 3 | la Comédie, CEuvres XII, 237). Invece nella rappresentazione
5 | 28
6 | 3
7 | 4
8 | 56
9 | 98
10 | a
11 5 | mirando), dove la profondità abissale del male, il peccato nella
12 3 | che cinematografico, ci abitua con soverchiante interesse;
13 5 | tragico, commenta un critico acuto e indiscusso, pure lui compianto (
14 | agli
15 2 | permanente. « Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo;
16 | alle
17 5 | Padre, se è possibile, allontana da me questo calice amaro!,
18 | almeno
19 | altresì
20 5 | allontana da me questo calice amaro!, e quel ” consummatum est ”
21 5 | compianto e sagace Silvio D’Amico)? « Dramma si potrebbe definire:
22 5 | profondità eccelsa dell’Amore, nella sua onnipotenza vivificante
23 | anche
24 | ancora
25 5 | che con la più eroica angoscia, riassume la più grande
26 7 | per noi celebrato in quest’anno di grazia! con la nostra
27 7 | di grazia! con la nostra Apostolica Benedizione.~
28 3 | folgorati dalle misteriose apparizioni di Gesù risorto. Il linguaggio
29 3 | fisica ed attuale umanità di associarci agli avvenimenti e ai sentimenti
30 3 | sappiamo, ci diverte, ci assorbe forse, ma non ci inganna
31 2 | che s’impone alla nostra attenzione, aspetto sommamente interessante,
32 2 | questo il primo aspetto dell’atto liturgico, che s’impone
33 3 | dobbiamo in certo modo esserne attori, o almeno dobbiamo metterci
34 2 | rapporti con Dio, trova ovvio e attraente: è proprio della religione
35 3 | consente alla nostra fisica ed attuale umanità di associarci agli
36 3 | che si inserisce nella attualità, nella vita vissuta.~
37 6 | conosce il soffrire; S. AUGUSTINI Ad Galatas, 28; etc).~
38 5 | un dramma, si chiede un Autore moderno espertissimo in
39 3 | umanità di associarci agli avvenimenti e ai sentimenti ai quali
40 1 | significato oggettivo dell’avvenimento, che tale celebrazione vuole
41 7 | con la nostra Apostolica Benedizione.~
42 6 | mystère pascale, 11.12; G. BEVILACQUA , L’uomo che conosce il
43 | bisogna
44 3 | ancora PASCAL, 11; cfr. BOSSUET, Sur la Comédie, CEuvres
45 6 | per noi, in noi! (Cfr. L. BOUYER, Le mystère pascale, 11.
46 5 | allontana da me questo calice amaro!, e quel ” consummatum
47 3 | celebrazione liturgica un carattere suo proprio, una dignità
48 2 | conferire ai fatti religiosi, caratterizzati da una divina presenza,
49 5 | riassume la più grande delle catastrofi » (Storia del Teatro drammatico,
50 5 | mistero che la dottrina cattolica qualifica fra tutti il più
51 4 | alla Liturgia. E allora, celebrando la Pasqua, il fedele è invaso,
52 3 | in sintonia con l’azione celebrativa da trasferire la nostra
53 3 | assistere alle cerimonie celebrative della Liturgia, ma altresì
54 7 | non sia indarno per noi celebrato in quest’anno di grazia!
55 3 | considerarci commensali dell’ultima Cena, presenti alla Via Crucis,
56 3 | non solo di assistere alle cerimonie celebrative della Liturgia,
57 3 | BOSSUET, Sur la Comédie, CEuvres XII, 237). Invece nella
58 5 | Cristo è protagonista, si chiama redenzione, il mistero che
59 4 | sua ora », come Egli la chiamò (Cfr. Io. 2, 4; 12, 23;
60 5 | Che cosa è un dramma, si chiede un Autore moderno espertissimo
61 3 | sempre insegnata dalla Chiesa, è diventata un programma
62 3 | moderno, sia teatrale che cinematografico, ci abitua con soverchiante
63 5 | forse graduazioni che ne classificano la violenza, la grandezza,
64 7 | Conclusione: colpevoli responsabili, spettatori,
65 5 | della morte e della vita si combatte in modo sbalorditivo (Cfr.
66 3 | 11; cfr. BOSSUET, Sur la Comédie, CEuvres XII, 237). Invece
67 3 | Dovremo così considerarci commensali dell’ultima Cena, presenti
68 5 | essere personaggio tragico, commenta un critico acuto e indiscusso,
69 3 | sensi, invade la fantasia, commuove forse lo spirito; ma siamo
70 2 | misticamente nel tempo; esso si compie oggi.~
71 3 | liturgico; ma se siamo veramente compresi del suo significato e delle
72 3 | Perciò è a noi concesso non solo di assistere alle
73 3 | programma favorito dal recente Concilio. Noi possiamo, sì, assistere
74 7 | Conclusione: colpevoli responsabili,
75 3 | distrazione dalla realtà concreta da noi vissuta (Cfr. ancora
76 2 | proprio della religione conferire ai fatti religiosi, caratterizzati
77 3 | Mediator Dei, 161), che conferiscono alla celebrazione liturgica
78 5 | pasch.: mors et vita duello conflixere mirando), dove la profondità
79 6 | BEVILACQUA , L’uomo che conosce il soffrire; S. AUGUSTINI
80 3 | forse lo spirito; ma siamo consapevoli che esso non ci riguarda
81 3 | diaframma trasparente, che consente alla nostra fisica ed attuale
82 3 | Liturgia, ma altresì ci è consentito, anzi raccomandato di prendervi
83 3 | diede origine. Dovremo così considerarci commensali dell’ultima Cena,
84 5 | calice amaro!, e quel ” consummatum est ” che con la più eroica
85 2 | Jésus). Il mistero pasquale continua misticamente nel tempo;
86 5 | spirituale, ontologica, cosmica) che la tragedia, di cui
87 5 | personaggio tragico, commenta un critico acuto e indiscusso, pure
88 3 | Cena, presenti alla Via Crucis, folgorati dalle misteriose
89 | cui
90 | dalle
91 | de
92 5 | Amico)? « Dramma si potrebbe definire: la rappresentazione scenica
93 3 | diversa la memoria, anche degnissima, presentata circa una grande
94 | dello
95 3 | liturgico vuol essere un diaframma trasparente, che consente
96 | dice
97 3 | momento e alla scena, che vi diede origine. Dovremo così considerarci
98 3 | ma con questa essenziale differenza, rispetto alla rappresentazione
99 5 | qualifica fra tutti il più difficile, dove il duello della morte
100 3 | carattere suo proprio, una dignità incomparabile; è una rappresentazione «
101 2 | estratemporale dei rapporti con Dio, trova ovvio e attraente:
102 1 | noi fedeli (ma potremmo dire: da ogni persona intelligente),
103 5 | drammatico, 11-12). Che cosa diremo noi allora quando sappiamo (
104 2 | presenza, anzi da un divino disegno, una virtualità permanente. «
105 4 | Così che il senso della distanza e dell’estraneità non esiste
106 3 | etimologico di diversione, di distrazione dalla realtà concreta da
107 3 | insegnata dalla Chiesa, è diventata un programma favorito dal
108 3 | 98 ss.). È parimente ben diversa la memoria, anche degnissima,
109 3 | nel senso etimologico di diversione, di distrazione dalla realtà
110 3 | profano, ben lo sappiamo, ci diverte, ci assorbe forse, ma non
111 3 | sottrarsi al fascino di quel « divertimento », nel senso etimologico
112 2 | divina presenza, anzi da un divino disegno, una virtualità
113 5 | partecipa pienamente . . . del dolore umano. Per questo sono sì
114 2 | fine del mondo; non bisogna dormire durante questo tempo »,
115 5 | redenzione, il mistero che la dottrina cattolica qualifica fra
116 3 | scena, che vi diede origine. Dovremo così considerarci commensali
117 | durante
118 5 | misura con la profondità eccelsa dell’Amore, nella sua onnipotenza
119 2 | la mentalità religiosa, educata al senso trascendente e
120 3 | tale memoria rivive in effetti suoi propri, sia esemplari,
121 5 | consummatum est ” che con la più eroica angoscia, riassume la più
122 3 | una grande personalità (p. es. di Socrate), da quella umana
123 3 | effetti suoi propri, sia esemplari, sia reali (Cfr. Mediator
124 1 | liturgica della Settimana Santa esige da noi fedeli (ma potremmo
125 4 | distanza e dell’estraneità non esiste nel fedele, che partecipa
126 5 | chiede un Autore moderno espertissimo in materia (il compianto
127 5 | rievocazione liturgica, esplode nella sua incomparabile
128 3 | interesse; ma con questa essenziale differenza, rispetto alla
129 | esserne
130 | est
131 6 | Veramente vi è di che rimanere esterrefatti e quasi paralizzati, se
132 2 | al senso trascendente e estratemporale dei rapporti con Dio, trova
133 | et
134 6 | AUGUSTINI Ad Galatas, 28; etc).~
135 | etc.
136 3 | divertimento », nel senso etimologico di diversione, di distrazione
137 3 | tocca i sensi, invade la fantasia, commuove forse lo spirito;
138 3 | libero sempre di sottrarsi al fascino di quel « divertimento »,
139 5 | violenza, la grandezza, la fatalità, il mistero? « Non può essere
140 3 | è diventata un programma favorito dal recente Concilio. Noi
141 1 | Settimana Santa esige da noi fedeli (ma potremmo dire: da ogni
142 3 | significato e delle sue finalità, noi dobbiamo in certo modo
143 2 | sarà in agonia fino alla fine del mondo; non bisogna dormire
144 2 | permanente. « Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo; non
145 3 | che consente alla nostra fisica ed attuale umanità di associarci
146 3 | presenti alla Via Crucis, folgorati dalle misteriose apparizioni
147 5 | segna l’urto mortale di forze trascendenti e immanenti
148 | fra
149 6 | mystère pascale, 11.12; G. BEVILACQUA , L’uomo che
150 6 | soffrire; S. AUGUSTINI Ad Galatas, 28; etc).~
151 3 | una rappresentazione « sui generis », che si inserisce nella
152 5 | tragedia non registra forse graduazioni che ne classificano la violenza,
153 5 | classificano la violenza, la grandezza, la fatalità, il mistero? «
154 3 | per lo più, circa la sua gratuita irrealtà; tocca i sensi,
155 7 | celebrato in quest’anno di grazia! con la nostra Apostolica
156 5 | questo sono sì tragici il grido di Gesù: Padre, se è possibile,
157 | i
158 | III
159 5 | di forze trascendenti e immanenti non è forse tragedia? E
160 2 | dell’atto liturgico, che s’impone alla nostra attenzione,
161 3 | tosi presi da una specie di incantesimo, al quale l’incessante invadenza
162 3 | incantesimo, al quale l’incessante invadenza dello spettacolo
163 5 | testi teologici, che nella incommensurabile realtà spirituale, ontologica,
164 7 | mistero pasquale, non sia indarno per noi celebrato in quest’
165 5 | commenta un critico acuto e indiscusso, pure lui compianto (Renato
166 6 | nello svolgimento di questa ineffabile vicenda noi non sapessimo
167 3 | assorbe forse, ma non ci inganna circa la sua sostanziale
168 3 | partecipazione alla Liturgia, sempre insegnata dalla Chiesa, è diventata
169 3 | sui generis », che si inserisce nella attualità, nella vita
170 1 | potremmo dire: da ogni persona intelligente), una riflessione introduttiva
171 2 | attenzione, aspetto sommamente interessante, che la mentalità religiosa,
172 3 | abitua con soverchiante interesse; ma con questa essenziale
173 1 | intelligente), una riflessione introduttiva sul significato oggettivo
174 3 | irrealtà; tocca i sensi, invade la fantasia, commuove forse
175 3 | incantesimo, al quale l’incessante invadenza dello spettacolo moderno,
176 4 | celebrando la Pasqua, il fedele è invaso, sopraffatto anzi, dalla
177 | Invece
178 | Io
179 3 | più, circa la sua gratuita irrealtà; tocca i sensi, invade la
180 2 | Cfr. PASCAL, Le mystère de Jésus). Il mistero pasquale continua
181 6 | per noi, in noi! (Cfr. L. BOUYER, Le mystère pascale,
182 3 | spettatore vi è passivo e libero sempre di sottrarsi al fascino
183 3 | apparizioni di Gesù risorto. Il linguaggio liturgico vuol essere un
184 | lui
185 5 | profondità abissale del male, il peccato nella sua totalità
186 5 | moderno espertissimo in materia (il compianto e sagace Silvio
187 | me
188 3 | esemplari, sia reali (Cfr. Mediator Dei, 161), che conferiscono
189 2 | sommamente interessante, che la mentalità religiosa, educata al senso
190 3 | attori, o almeno dobbiamo metterci in sintonia con l’azione
191 5 | et vita duello conflixere mirando), dove la profondità abissale
192 3 | Crucis, folgorati dalle misteriose apparizioni di Gesù risorto.
193 2 | mistero pasquale continua misticamente nel tempo; esso si compie
194 5 | negatrice e mortifera, si misura con la profondità eccelsa
195 3 | psicologia religiosa al momento e alla scena, che vi diede
196 2 | agonia fino alla fine del mondo; non bisogna dormire durante
197 5 | sbalorditivo (Cfr. seq. pasch.: mors et vita duello conflixere
198 5 | il conflitto segna l’urto mortale di forze trascendenti e
199 5 | difficile, dove il duello della morte e della vita si combatte
200 5 | sua totalità negatrice e mortifera, si misura con la profondità
201 6 | non sapessimo che Gesù è morto e risuscitato con noi, per
202 | ne
203 5 | peccato nella sua totalità negatrice e mortifera, si misura con
204 | nei
205 | nelle
206 | nello
207 | o
208 1 | introduttiva sul significato oggettivo dell’avvenimento, che tale
209 | ogni
210 | oh
211 5 | eccelsa dell’Amore, nella sua onnipotenza vivificante e risuscitante?~
212 5 | incommensurabile realtà spirituale, ontologica, cosmica) che la tragedia,
213 3 | alla scena, che vi diede origine. Dovremo così considerarci
214 2 | rapporti con Dio, trova ovvio e attraente: è proprio della
215 5 | tragici il grido di Gesù: Padre, se è possibile, allontana
216 6 | rimanere esterrefatti e quasi paralizzati, se nello svolgimento di
217 3 | liturgia, p. 98 ss.). È parimente ben diversa la memoria,
218 3 | raccomandato di prendervi parte. La partecipazione alla
219 3 | raccomandato di prendervi parte. La partecipazione alla Liturgia, sempre insegnata
220 7 | responsabili, spettatori, partecipi, salvati dal mistero pasquale,
221 6 | Cfr. L. BOUYER, Le mystère pascale, 11.12; G. BEVILACQUA ,
222 5 | sbalorditivo (Cfr. seq. pasch.: mors et vita duello conflixere
223 4 | E allora, celebrando la Pasqua, il fedele è invaso, sopraffatto
224 3 | realtà; lo spettatore vi è passivo e libero sempre di sottrarsi
225 5 | profondità abissale del male, il peccato nella sua totalità negatrice
226 | Perciò
227 2 | disegno, una virtualità permanente. « Gesù sarà in agonia fino
228 1 | ma potremmo dire: da ogni persona intelligente), una riflessione
229 5 | mistero? « Non può essere personaggio tragico, commenta un critico
230 3 | presentata circa una grande personalità (p. es. di Socrate), da
231 5 | quello che non partecipa pienamente . . . del dolore umano.
232 | possiamo
233 5 | grido di Gesù: Padre, se è possibile, allontana da me questo
234 | potrebbe
235 | potremmo
236 3 | consentito, anzi raccomandato di prendervi parte. La partecipazione
237 3 | memoria, anche degnissima, presentata circa una grande personalità (
238 3 | commensali dell’ultima Cena, presenti alla Via Crucis, folgorati
239 2 | caratterizzati da una divina presenza, anzi da un divino disegno,
240 3 | riferisce. Noi oggi siamo tosi presi da una specie di incantesimo,
241 2 | È questo il primo aspetto dell’atto liturgico,
242 3 | Cristo, in quanto Egli è principio sempre operante della nostra
243 3 | liturgica: che lo spettacolo profano, ben lo sappiamo, ci diverte,
244 3 | dalla Chiesa, è diventata un programma favorito dal recente Concilio.
245 | propri
246 5 | tragedia, di cui Cristo è protagonista, si chiama redenzione, il
247 3 | da trasferire la nostra psicologia religiosa al momento e alla
248 | può
249 5 | critico acuto e indiscusso, pure lui compianto (Renato Simoni),
250 | quale
251 | quali
252 5 | che la dottrina cattolica qualifica fra tutti il più difficile,
253 | quando
254 | quanto
255 | quasi
256 | quella
257 | quello
258 | quest’
259 3 | altresì ci è consentito, anzi raccomandato di prendervi parte. La partecipazione
260 2 | trascendente e estratemporale dei rapporti con Dio, trova ovvio e attraente:
261 1 | vuole non solo rievocare e rappresentare, ma in un certo senso rivivere.~
262 3 | propri, sia esemplari, sia reali (Cfr. Mediator Dei, 161),
263 3 | un programma favorito dal recente Concilio. Noi possiamo,
264 5 | protagonista, si chiama redenzione, il mistero che la dottrina
265 5 | tragedia? E la tragedia non registra forse graduazioni che ne
266 2 | attraente: è proprio della religione conferire ai fatti religiosi,
267 2 | religione conferire ai fatti religiosi, caratterizzati da una divina
268 5 | indiscusso, pure lui compianto (Renato Simoni), quello che non
269 3 | delle parole di Cristo, ma è resa operante la sua azione salvatrice (
270 7 | Conclusione: colpevoli responsabili, spettatori, partecipi,
271 5 | la più eroica angoscia, riassume la più grande delle catastrofi » (
272 1 | celebrazione vuole non solo rievocare e rappresentare, ma in un
273 3 | liturgica non è soltanto rievocata la memoria dei fatti e delle
274 5 | superlativa ed unica, della rievocazione liturgica, esplode nella
275 3 | sentimenti ai quali esso si riferisce. Noi oggi siamo tosi presi
276 1 | persona intelligente), una riflessione introduttiva sul significato
277 3 | consapevoli che esso non ci riguarda in realtà; lo spettatore
278 6 | Veramente vi è di che rimanere esterrefatti e quasi paralizzati,
279 3 | misteriose apparizioni di Gesù risorto. Il linguaggio liturgico
280 3 | questa essenziale differenza, rispetto alla rappresentazione liturgica:
281 5 | onnipotenza vivificante e risuscitante?~
282 6 | sapessimo che Gesù è morto e risuscitato con noi, per noi, in noi! (
283 3 | assistere come spettatori al rito liturgico; ma se siamo veramente
284 3 | nostra salvezza; tale memoria rivive in effetti suoi propri,
285 1 | rappresentare, ma in un certo senso rivivere.~
286 | s’
287 5 | materia (il compianto e sagace Silvio D’Amico)? « Dramma
288 7 | spettatori, partecipi, salvati dal mistero pasquale, non
289 3 | resa operante la sua azione salvatrice (Cfr. S. THOMAE Summa Theologiae,
290 3 | sempre operante della nostra salvezza; tale memoria rivive in
291 1 | liturgica della Settimana Santa esige da noi fedeli (ma
292 6 | ineffabile vicenda noi non sapessimo che Gesù è morto e risuscitato
293 | sarà
294 5 | vita si combatte in modo sbalorditivo (Cfr. seq. pasch.: mors
295 3 | religiosa al momento e alla scena, che vi diede origine. Dovremo
296 5 | definire: la rappresentazione scenica d’un conflitto » (Storia
297 5 | 23); e se il conflitto segna l’urto mortale di forze
298 3 | gratuita irrealtà; tocca i sensi, invade la fantasia, commuove
299 3 | associarci agli avvenimenti e ai sentimenti ai quali esso si riferisce.
300 5 | modo sbalorditivo (Cfr. seq. pasch.: mors et vita duello
301 1 | celebrazione liturgica della Settimana Santa esige da noi fedeli (
302 5 | materia (il compianto e sagace Silvio D’Amico)? « Dramma si potrebbe
303 5 | pure lui compianto (Renato Simoni), quello che non partecipa
304 3 | almeno dobbiamo metterci in sintonia con l’azione celebrativa
305 3 | grande personalità (p. es. di Socrate), da quella umana divina
306 6 | L’uomo che conosce il soffrire; S. AUGUSTINI Ad Galatas,
307 3 | rappresentazione liturgica non è soltanto rievocata la memoria dei
308 2 | nostra attenzione, aspetto sommamente interessante, che la mentalità
309 | sono
310 4 | Pasqua, il fedele è invaso, sopraffatto anzi, dalla drammaticità
311 3 | ci inganna circa la sua sostanziale estraneità, e, per lo più,
312 3 | passivo e libero sempre di sottrarsi al fascino di quel « divertimento »,
313 3 | cinematografico, ci abitua con soverchiante interesse; ma con questa
314 3 | siamo tosi presi da una specie di incantesimo, al quale
315 3 | ci riguarda in realtà; lo spettatore vi è passivo e libero sempre
316 3 | fantasia, commuove forse lo spirito; ma siamo consapevoli che
317 5 | incommensurabile realtà spirituale, ontologica, cosmica) che
318 3 | teologico della liturgia, p. 98 ss.). È parimente ben diversa
319 | sue
320 | sui
321 | sul
322 3 | salvatrice (Cfr. S. THOMAE Summa Theologiae, III, 56, 1 ad
323 | suoi
324 5 | drammaticità, veramente superlativa ed unica, della rievocazione
325 3 | PASCAL, 11; cfr. BOSSUET, Sur la Comédie, CEuvres XII,
326 6 | quasi paralizzati, se nello svolgimento di questa ineffabile vicenda
327 3 | spettacolo moderno, sia teatrale che cinematografico, ci
328 5 | nelle parole, più nei testi teologici, che nella incommensurabile
329 3 | ad 3; VAGAGGINI, Il senso teologico della liturgia, p. 98 ss.).
330 5 | più nelle parole, più nei testi teologici, che nella incommensurabile
331 [Titolo]| TESTO DELL'UDIENZA~ ~
332 3 | salvatrice (Cfr. S. THOMAE Summa Theologiae, III, 56, 1 ad 3; VAGAGGINI,
333 3 | azione salvatrice (Cfr. S. THOMAE Summa Theologiae, III, 56,
334 3 | la sua gratuita irrealtà; tocca i sensi, invade la fantasia,
335 3 | riferisce. Noi oggi siamo tosi presi da una specie di incantesimo,
336 5 | male, il peccato nella sua totalità negatrice e mortifera, si
337 5 | umano. Per questo sono sì tragici il grido di Gesù: Padre,
338 5 | Non può essere personaggio tragico, commenta un critico acuto
339 2 | religiosa, educata al senso trascendente e estratemporale dei rapporti
340 5 | l’urto mortale di forze trascendenti e immanenti non è forse
341 3 | l’azione celebrativa da trasferire la nostra psicologia religiosa
342 3 | vuol essere un diaframma trasparente, che consente alla nostra
343 2 | estratemporale dei rapporti con Dio, trova ovvio e attraente: è proprio
344 | tutti
345 [Titolo]| TESTO DELL'UDIENZA~ ~
346 3 | considerarci commensali dell’ultima Cena, presenti alla Via
347 3 | es. di Socrate), da quella umana divina di Cristo, in quanto
348 3 | nostra fisica ed attuale umanità di associarci agli avvenimenti
349 5 | pienamente . . . del dolore umano. Per questo sono sì tragici
350 5 | veramente superlativa ed unica, della rievocazione liturgica,
351 6 | 11.12; G. BEVILACQUA , L’uomo che conosce il soffrire;
352 5 | se il conflitto segna l’urto mortale di forze trascendenti
353 3 | Theologiae, III, 56, 1 ad 3; VAGAGGINI, Il senso teologico della
354 3 | ultima Cena, presenti alla Via Crucis, folgorati dalle
355 6 | svolgimento di questa ineffabile vicenda noi non sapessimo che Gesù
356 2 | da un divino disegno, una virtualità permanente. « Gesù sarà
357 5 | Amore, nella sua onnipotenza vivificante e risuscitante?~
358 | vuol
359 | vuole
360 | XII