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Vittorio Alfieri
Merope

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


'l-giung | giunt-risor | risos-vuol

                                                 grassetto = Testo principale
     Atto,  Scena                                grigio = Testo di commento
1 | 'l 2 | 6 3 1,2| nato, a lui lo scettro~ abbandonar non ben potea, soltanto~ 4 3,3| Polidoro~ son io: Messene abbandonnai, quand'altri~ la serva fronte 5 4,2| Sì dolce~ padre amoroso abbandonnare!... Ah! s'io~ teco un 6 2,2| genitori cadenti,~ disobbediti, abbandonnati, posti~ in angoscia mortale; 7 1,1| aveva a Polidoro appresso,~ abbandonò... Quell'infelice vecchio,~ 8 2,5| padre: "I grandi mai~ non abbassarti a invidiar; son essi~ più 9 2,4| MEROPE. Di vesti?...~EGISTO. Abbiette.~MEROPE. Fuggitivo?...~ 10 1,2| nemica~ cotanto fa? Tu mi abborrisci; e il vuole,~ più che il 11 5,2| deggio.~ Merope viene alle abborrite nozze~ sol perch'è madre; 12 1,2| Troppo il sai tu, quant'è abborrito il tuo~ giogo: né gioia, 13 1,2| oltre ogni trono amai;...~ e abborro te...~POLIFONTE. Deh! Merope, 14 4,6| Scena 6~MEROPE. Ch'io d'abbracciarti almeno, e di baciarti~ mi 15 1,3| sol messaggio~ mai non mi accadde intercettar finora;~ né 16 3,3| colui...~POLIFONTE. Ti accechi,~ Merope, tanto? Io mai 17 2,2| ei di lontano~ con man mi accenna, ch'io gli sgombri il passo.~ 18 4,2| speme ancora: Polifonte acceso~ non è d'ira soverchia; 19 5,3| tacer, Messeni, alto stupore acchiude~ di mia troppa dolcezza. 20 4,3| vendicarle il figlio ti accingevi~ con pompa tanta, sperandolo 21 5,3| vedrai tra breve: in me te accogli intanto,~ duri a serbar, 22 1,3| Scena 3~POLIFONTE. - Accorta invan; sei madre: e verrà 23 3,3| che negavi?~MEROPE. Oh mal accorto~ tiranno tu! creder potevi 24 2,2| dumi, assai fa schivo~ d'accostarvisi l'uomo. Il modo spiacque~ 25 1,2| a raddolcir l'ira tua acerba? Il fero~ tuo duol, ch'io 26 4,5| che nel tiranno entrò d'acquistar tempo,~ e non si accrescer 27 1,2| ottimo re. Tu dunque ai tempi adatta~ te stessa omai: ben lo 28 5,3| figlio, m'odi:~ riedi: sì addentro or non scagliarti; ah! lascia,~ 29 1,3| Merope vidi~ molti anni addietro, se non lieta, involta~ 30 2,3| core.~ Più che nol pensi, addolorato io stava;~ ma tanto or più, 31 1,3| In piena~ fidanza forse addormentar la madre~ potrò, mentr'io 32 4,3| rabbia omai: già già mi adira~ contro me stessa ogni indugiar. 33 2,2| il loco, ad uno appena~ adito : sul fiume alto scoscende~ 34 2,3| mia difesa~ fui sforzato adoprar, di man gliel trassi...~ 35 1,2| raddolcir tua sorte io non m'adopro?~ Qual si può far d'error 36 1,3| cova in petto~ speme che adulta ogni più si faccia~ d' 37 3,2| da me sofferto; e tanti affanni e tanti;~ perch'io tutto 38 2,4| entri a parte del mortale affanno,~ in cui miei genitori?... 39 2,3| sei tanto più dunque~ d'affarlieve. A te costui si 40 2,2| ginocchia al suol: sua destra afferro~ con ambe mani; ei freme 41 2,3| udrei. Tu, scevra~ d'ogni affetto, stupore in ciò non poco~ 42 4,5| deh! mel concedi: in me ti affida; un qualche~ tempo otterrò, 43 1,2| POLIFONTE. Sfogo di madre afflitta,~ ben giusto egli è. Meco 44 5,3| stato?~POLIDORO. O figlio, affrena~ il tuo furor...~POLIFONTE. 45 1,2| torre: ma la foga~ come affrenar de' vincitor soldati?~ Ebri 46 4,1| Ahi figlio ingrato!~ forse affrettasti il suo morir tu stesso!...~ 47 3,2| e tremo~ e il credo, e agghiaccio: e d'un martìr non esco,~ 48 4,3| soglie ovunque~ del par si aggira il trucidato sposo:~ tosto 49 3,2| saper non posso ove ti aggiri?~POLIDORO. Oh! quanta,~ 50 2,2| ma il delitto tuo~ quindi aggravasti, anco tu stesso il vedi:~ 51 2,3| pena mai, che la vergogna agguagli?~MEROPE. Alto cor tu racchiudi 52 3,2| false larve, o vere,~ m'agitan sempre. Al sonno io più 53 5,3| e stava~ travestito, in aguato generoso,~ l'ora aspettando 54 3,1| Scena 1~POLIDORO. Coll'alba io giungo: assai ventura 55 5,2| comun mensa, e di ospitale albergo,~ si apprestan mezzi, ad 56 5,3| fin vincemmo~ Madre, ti allegra; in fuga intera a darne~ 57 5,3| sguardi, alle inaudite~ alte sue prove, ed al mio immenso 58 3,2| scherno preso~ dai grandi alteri, e di repulse infami~ avvilito... 59 | altr' 60 | altrimenti 61 1,2| consorte oltre ogni trono amai;...~ e abborro te...~POLIFONTE. 62 4,1| viver pur mi vien concesso) amaro~ a ogni modo ei sarammi: 63 4,2| tel giuro... Oh ciel! l'amata~ madre, che fa?... piange 64 3,2| me servivi così? così l'amavi?... -~ Ma, oimè! tu piangi? 65 2,2| sua destra afferro~ con ambe mani; ei freme indarno, 66 1,2| nulla al mondo temi,~ nulla ami, nulla speri: - e in vita 67 5,3| prove, ed al mio immenso amore?...~POLIDORO. Ed al mio 68 4,2| mert'io? Sì dolce~ padre amoroso abbandonnare!... Ah! s'io~ 69 5,1| di questo regio limitar l'ampiezza~ il soffre, ingresso libero 70 3,2| dato mi fosse! Infra gli amplessi, e il pianto,~ potessi almen ... 71 3,2| brama,~ d'apprendere, d'andare: o degna prole~ del grande 72 3,2| non v'ha persona; e sola andarne io soglio,~ pria del sole, 73 1,2| amici,~ tutti sossopra non andaro a un tempo?~ Barbaro; e 74 3,2| Or lo vegg'io mendico andarsen solo,~ inesperto, in balìa 75 2,2| corsi,~ senza saper dove mi andassi, al ponte.~ Ivi da' tuoi, 76 1,2| preda~ poscia alle fiamme andonne, in vita salvo~ da me il 77 4,2| quella tomba~ frattanto andrò...~EGISTO. Qual voce!...~ 78 4,2| omicida, assai sto presso. Andronne~ fors'anco assolto, che 79 3,3| in morte dagli stenti e angosce~ il volto: ma pur sono ognor 80 2,2| io gli sgombri il passo.~ Angustissimo il loco, ad uno appena~ 81 2,5| deserta. - Ma, già già si annotta:~ poiché l'uscir di qui 82 5,3| universal silenzio orrendo annunzia~ chiaro pur troppo il mio 83 3,2| sollievo solo; in te vivea l'antica~ mia consorte; in te solo 84 4,2| perfido cor l'ira tua giusta appaga~ Qual morte, e strazio, 85 4,3| trucidato sposo:~ tosto ei si appaghi. - A me quel ferro; io stessa,...~ 86 4,3| uccisi~ del suo sangue si appaghino;... e la mia;~ ch'io seguirolli 87 2,3| pena, che il re non mi apparecchia, io provo~ nel mio rimorso. 88 3,2| Regina~MEROPE. Oh! Chi m'appella~ qui di tal nome omai?... 89 5,3| ov'anco~ gli avi miei m'appellavano, mi seppi~ la via sgombrare. 90 3,2| vedere era la brama,~ d'apprendere, d'andare: o degna prole~ 91 1,2| ferro,~ quel ferro istesso appresentar mi dei;~ nol temo, il reca... 92 3,1| cielo,~ pria che al tirano, appresentarmi a lei!~ Null'altro io bramo. 93 2,4| balbettando, a dir Cefiso appresi.~ Quando ei poi mi dicea, 94 2,2| Scena 2~POLIFONTE. Vieni; ti appressa... Oh! giovinetto assai~ 95 | appresso 96 5,2| di ospitale albergo,~ si apprestan mezzi, ad ogni istante mille,~ 97 5,3| soffre brevità di tempo,~ apprestata al solenne atto rimiri.~ 98 4,3| orrendi~ strazi inauditi apprestategli: ei spiri~ infra tormenti 99 2,3| teco il lascio. A farti~ arbitra e donna d'ogni cosa, il 100 5,3| è questa.~POLIDORO. Oh ardir!~MEROPE. Che veggio?~EGISTO. 101 4,5| POLIDORO. Sì figlio... Ardisco~ nomarti ancora dell'usato 102 3,2| POLIDORO. Degno? Oh ciel! più ardita~ indole mai, più nobil, 103 2,2| o ch'io..." mi grida. Ardo di sdegno allora:~ "Ritratti 104 3,2| Cillene,~ Olimpia, Pilo, Argo, Corinto, Sparta~ io visitai, 105 1,2| darò. - Se traggi~ in me argomento di soffribil doglia~ dal 106 2,5| mai doglia~ quell'ucciso arrecare? Ov'ella affatto~ orba madre 107 2,3| omicide~ non io perciò meco arrecava: il ferro,~ che nel giovin 108 2,2| giovin l'aspetto; gli atti,~ arroganti, assoluti: ei di lontano~ 109 2,4| fiamma di puro incenso~ arsi davanti ai piccioli miei 110 1,2| POLIFONTE. Deh! Merope, mi ascolta. -~ Sceglier compagna al 111 3,3| dianzi~ a me il narrava; io l'ascoltava; e quasi~ innocente il credea; 112 4,2| pianto trapassai; ch'io vi t'asconda,~ infino a sera almeno. 113 3,1| Ma, alcun qui giunge;~ ascondiamci... Ma no; donna è che viene;...~ 114 2,2| voglio,~ non a malizia, ascriverti a sventura~ l'aver tu il 115 4,2| io fora; imposto~ m'è l'aspettare. Ma, perché celarmi?...~ 116 3,3| giustizia in breve...~MEROPE. Aspra la voglio, e pronta,~ e 117 4,3| figlio. Avvinto ei sia~ d'aspre catene; e a un sol suo cenno, 118 3,3| nozze,~ che in minacciarmi aspro servaggio, e morte?~POLIFONTE. 119 3,2| piè; da rei sicari~ ora assalito, e straziato, e ucciso...~ 120 5,3| in sembianza di perfido assassino;~ io d'innocente sangue 121 2,4| A te la reggia~ sola assegno per carcere. Di nuovo~ udrotti 122 5,3| soltanto io pendo: ebbi il tuo assenso~ pur dianzi già; ritormel 123 4,3| e vana~ risibil prova, l'asserir d'un vecchio~ solo, ramingo, 124 4,2| bambino dalla vigil rabbia~ d'assetato tiranno mi sottrasse;~ ei, 125 1,2| poiché il figlio~ spento tu assèvri, e il credo;... almen ti 126 4,2| presso. Andronne~ fors'anco assolto, che innocente a un tempo,~ 127 2,2| aspetto; gli atti,~ arroganti, assoluti: ei di lontano~ con man 128 2,4| ti posso,~ giovinetto, né assolverti. Rimani~ entro la reggia 129 4,5| tu, prode, umili modi assumer, tali~ da trargli, o almen 130 5,3| io stesso: e brandi, ed aste,~ sparir farà questa mia 131 3,3| il sai; sempre a vederti astretta...~ Sì; vivo egli era; io 132 4,2| odio di tutti, or Polifonte astuto~ pietade finge del figliuol, 133 4,3| co' più de' tuoi quest'atrio sgombra; e sole~ restin 134 4,1| Imposto ha il re, ch'io qui l'attenda? È fermo~ dunque il destino 135 5,1| eseguire il suo voler, l'attendo.~ 136 4,5| suoi feroci patti~ ei ti atterrà per ora: ove tu il nieghi,~ 137 3,3| il promettesti; dimmi:~ l'atterrai tu?~POLIFONTE. Qual più 138 5,3| omaggio!~ e meco tutti or vi atterrate.~POPOLO. Eterna~ ti 139 4,2| un brando m'armi,~ forse atterrir mi lascierò da un vile~ 140 5,3| pensieri a parte~ questo augusto consesso, io 'l vo' de' 141 2,4| Io sol bevvi le prime aure di vita~ in Elide; a lui 142 2,2| eccesso tanto. Ove a sperar ti avanzi~ più nulla omai, se ingenuo 143 | avean 144 | avere 145 2,2| e il sono, ah! il son, d'avervi,~ miseri miei genitori cadenti,~ 146 | aveva 147 3,3| fratelli, di me, del soglio avìto.~ Se ciò non era, un solo 148 | avrai 149 | avrebbe 150 2,3| viso,~ nelle tenebre eterne avrian sepolto~ il fallo mio. Ma, 151 | avrò 152 2,3| ti prende;~ poich'io mi avveggio, o Merope, che impone~ freno 153 2,5| Or, più che tigre,~ mi si avventa adirata: or, più che madre,~ 154 4,4| tuo figliuol la favola si avveri;~ spento ch'io l'abbia, 155 2,2| e il feci. -~ Vedi, se avvezzo era a' delitti; ahi folle!~ 156 2,2| quando oggi al fin qui m'avviava. Un calle~ stretto e solingo, 157 4,1| tuoi giorni estremi~ ti avvicini pur troppo!... Ahi figlio 158 2,2| Non uso al sangue, io m'avvilii, temetti;~ che far, non 159 3,2| alteri, e di repulse infami~ avvilito... Oimè misera!... Or lo 160 3,2| sue picciole mani ei mi avvinghiava~ sì strettamente il collo; 161 4,3| uccisor del tuo figlio. Avvinto ei sia~ d'aspre catene; 162 3,1| volesti; a' miei canuti avvisi~ sordo... Ecco il frutto!... 163 4,6| abbracciarti almeno, e di baciarti~ mi sazi!...~EGISTO. O 164 3,2| ti riveggo... Al fine un bacio imprimo~ sulla sacra tua 165 4,3| vile, la tua mano impura~ bagnata hai tu del mio figliuol 166 2,4| EGISTO. Certo ne sono.~ Io, balbettando, a dir Cefiso appresi.~ 167 3,2| ucciso...~ Oh ciel!... mi balza ad ogni istante il core;~ 168 1,2| può: dunque cacciata in bando~ non hai per anco ogni speranza.~ 169 2,3| Alto cor tu racchiudi in basso stato:~ quasi il tuo dir 170 1,2| né preghi miei, nulla bastar può dunque,~ a raddolcir 171 2,2| te. Forse a salvarti~ sol basterebbe or dell'ucciso il nome.~ 172 4,3| me qual più vuoi strazio basti.~ Giusto è il tuo sdegno... 173 5,3| arrendo. -~ Ecco; la scure che bastommi a tanto,~ a terra io scaglio: 174 5,3| POPOLO. Oh generoso! Oh bello! È in tutto il padre.~MEROPE. 175 2,4| furò poi tutti.~ Io sol bevvi le prime aure di vita~ in 176 3,3| lasciarla intanto: in te non biasmo~ pietade omai: ma della 177 5,3| penda~ sul collo al tauro la bipenne sacra.~ Ecco la destra mia; 178 4,3| perire; e udillo di tua bocca spesso~ Messene tutta: ognun 179 1,2| che il vorrei. Quel primo~ bollor, che seco la vittoria tragge,~ 180 2,3| POLIFONTE. Ma, perché tanto~ bramosa tu, sollecita?...~MEROPE. 181 5,3| prova darovvi io stesso: e brandi, ed aste,~ sparir farà questa 182 5,3| al mio parlar do fine~ in brevi detti. - Odi tu dunque, 183 5,3| pompa,~ per quanto il soffre brevità di tempo,~ apprestata al 184 1,2| ai Messeni.~MEROPE. Ai buoni farti~ gradito? e chi il 185 4,2| osserva, se nessun qui c'ode.~EGISTO. Per quanto io 186 2,2| presso~ siam giunti: ei caccia un suo pugnal dal fianco,~ 187 1,2| nuova~ letizia può: dunque cacciata in bando~ non hai per anco 188 3,2| in privata rissa ucciso cadde,~ poi fu nell'onda per timor 189 4,3| tel giuro. Dal mio fianco~ cadea sfibbiato...~POLIDORO. 190 2,2| avervi,~ miseri miei genitori cadenti,~ disobbediti, abbandonnati, 191 3,3| il vegga~ vittima tosto cader sulla tomba~ dell'inulto 192 2,3| Che fia?~ Tu vieni a me? Cagion qual mai?...~MEROPE. La 193 1,1| sola speranza mia; sola cagione~ del mio vivere... O figlio, 194 2,2| con veloci piante~ venìa calcando, impaziente molto~ di porre 195 4,3| vo' mirarlo~ piangere a calde lagrime: non ch'una,~ mille 196 2,4| EGISTO. No: di pochi campi ei donno,~ cui per diletto 197 5,3| lordar gli fea. Mirate alto campione,~ eroe novello! Egli è d' 198 1,2| d'un sol tuo motto~ tutto cangiar tu puoi. Parriami oltraggio~ 199 2,4| vecchio il nome~ mai non cangiasse? di'.~EGISTO. Certo ne 200 5,3| parlommi. E che? già ti cangiasti? -~ Ma, se pur vuoi de' 201 2,4| e perché mai sua stanza~ cangiava?~EGISTO. Ei spesso a me 202 1,3| parmi,~ che oppressa più, cangiò contegno; il pianto,~ che 203 3,1| tu non volesti; a' miei canuti avvisi~ sordo... Ecco il 204 5,3| usi all'impero di guerrier canuto,~ signor vorreste un giovinetto 205 3,2| mio tugurio vile~ non ti capea. Benché del tutto ignoto~ 206 1,2| pur la sopporti. Ogni più cara cosa~ ti è tolta, dici; 207 2,4| reggia~ sola assegno per carcere. Di nuovo~ udrotti or ora; 208 3,2| morire; or di servil catena~ carco le mani e i piè; da rei 209 2,5| forse alcun altro avea,~ che caro l'era: o a' suoi disegni 210 5,2| un nodo inestricabile di casi,~ pietà mia stessa e malaccorta, 211 3,2| presso a morire; or di servil catena~ carco le mani e i piè; 212 4,3| Avvinto ei sia~ d'aspre catene; e a un sol suo cenno, ei 213 5,1| Scena 1~POLIFONTE. Cede Merope al fine. - Adrasto, 214 2,2| obbedire alle leggi; e a ceder solo~ ai più vecchi di me: 215 5,3| renda io primo. Al fin tu cedi: oh! lieto~ sia il giorno 216 4,3| giustamente disperata io cedo~ di spontaneo volere: e, 217 4,2| e in un mio stato a te celai: temetti~ la giovenil franchezza 218 4,2| l'aspettare. Ma, perché celarmi?...~POLIDORO. Tu mai non 219 3,3| vidi; il giuro.~ Se qui celato il tuo figliuol venìa~ solo, 220 4,3| spontaneo volere: e, s'anco in ceppi~ costor non mi stringessero, 221 1,1| tutta Grecia scorre~ di lui cercando: e più di lui non odo,~ 222 4,2| EGISTO. Invano~ il tenterei; cercato io fora; imposto~ m'è l' 223 3,2| avea,~ e ch'io poscia il cercava.~MEROPE. Ahi segno infausto!~ 224 | certi 225 2,4| nasconderti?~MEROPE. Deh! basta;~ cessa per ora. - Alle mie stanze 226 1,2| periglio, e le crudeli voglie~ cessar con esso: ecco il mio stato. 227 1,3| occhi~ corre in copia... Cessato il figlio fosse?...~ Ma 228 1,2| gran pianto, il possa. -~ Cessò il periglio, e le crudeli 229 4,2| POLIDORO. Oh! chi mi chiama?~EGISTO. Ah padre!~POLIDORO. 230 3,3| moribonda~ di pianto e di pietà, chiamar la madre...~ l'udiva; eppur 231 2,2| mi fai certa pietà; ma il chiede~ giustizia pur, ch'abbi 232 3,3| terribile: null'altro~ mai ti chiedei: favore ultimo, e primo,~ 233 3,2| Ardire~ già più non ho di chiederti... Ma, il voglio;~ sapere 234 5,3| troppa è in me di pace: ha chiesto~ Merope a me la vita sua; 235 4,1| pace~ ch'io ti tolsi; per chiuderti gli antichi~ occhi morenti: 236 3,2| sempre. Al sonno io più non chiudo~ palpèbra mai: ma se natura, 237 5,3| tu svolgerai dal sangue.~ Chiusa per sempre la tua madre 238 3,2| inesperto, in balìa di cieca sorte;~ sotto misere spoglie, 239 2,2| dolor, ma troppa è l'ira: io cieco,~ di man gli strappo il 240 3,2| la speme, il gran desio: Cillene,~ Olimpia, Pilo, Argo, Corinto, 241 3,1| compiono, al fianco io gliel cingeva, io stesso.~ Ahi sconsigliato 242 5,3| giace~ da me svenato; i cittadini in folla~ crescon vie più...~ 243 2,2| altri,~ torbidi figli di civili risse,~ meglio era assai 244 4,3| POLIFONTE. Adrasto,~ co' più de' tuoi quest'atrio 245 | cogli 246 3,3| che in un mar di sangue~ colà il trovai: mira; il ravvisa; 247 | colla 248 | colle 249 3,3| scellerato a che il serbavi,~ colpevol sei. T'era mestier quel 250 4,3| brando a me si porga: ai colpi~ riconoscer farommi.~MEROPE. 251 2,2| non mi sapea: prima il coltello~ lanciai nel fiume; indi 252 2,4| donno,~ cui per diletto coltivar godea~ colle robuste libere 253 5,2| Fortuna a me destra finor, comincia~ a mostrarmisi or dunque 254 5,2| salva? -~ Ma, se con arte io cominciai, con arte~ proseguirò; fin 255 1,2| mi ascolta. -~ Sceglier compagna al mio destino io debbo.~ 256 2,4| Oimè! che dissi?~ Se tu il compiangi, egli è innocente; il tristo~ 257 5,2| ogni istante mille,~ di compier ciò, ch'or trar non posso 258 3,1| Or venti lune appunto~ compiono, al fianco io gliel cingeva, 259 5,3| di me, di voi vendetta~ compiuta a un tempo ebbi sol io: 260 4,5| madre!...~POLIDORO. Ma, compiuto ch'ei sia, risorgon molte~ 261 4,2| veggo,~ or rammento, or comprendo. Il nome tuo~ non è Cefiso.~ 262 3,1| avanzo del suo sangue: ma, compreso~ di ben altro terrore or 263 4,3| solo, ramingo, e da te compro: eppure,~ altre prove aspettando 264 4,1| se il viver pur mi vien concesso) amaro~ a ogni modo ei sarammi: 265 4,2| confessar, ch'io forse~ alla condanna di supplizio infame,~ come 266 2,4| lassa!~ che mai farò? - Né condannar ti posso,~ giovinetto, né 267 4,3| non mel dicesti? e nol confessa ei stesso?~ e non mel dice, 268 4,2| core,~ padre, in doverti confessar, ch'io forse~ alla condanna 269 1,2| perdonarmi mostri,~ puoi, tel confesso, or più gradito forse~ far 270 2,2| atterro: invan dibattesi; il conficco~ con mie ginocchia al suol: 271 4,3| POLIFONTE. Costui dunque~ il conoscea?...~MEROPE. Che udir? - 272 2,3| Fuggia?... - Ma tu, col conoscervi?~EGISTO. Affatto~ stranier 273 3,2| POLIDORO. ... Donna,... conosci... questo... cinto?~MEROPE. 274 2,3| securo~ io sto, qual uom conscio a se stesso in core.~ Più 275 5,3| a parte~ questo augusto consesso, io 'l vo' de' miei.~ Ragion 276 5,3| figlio,~ gli ultimi miei consigli. Al vincitore~ piega tu 277 4,3| genitor, che trucidato m'hai,~ contaminar tu il talamo?... Su, fammi~ 278 2,2| EGISTO. Pur troppo è ver, contaminato io vengo~ di sangue, e forse, 279 2,4| vivea felice, del suo aver contento,~ colla consorte e i figli.~ 280 1,2| Finor buon duce infra continue guerre~ videmi il campo; 281 3,2| era il fidarsi: appena~ il convenuto segno osai mandarti,~ per 282 5,3| troppa dolcezza. Appien convinti~ havvi il mio dir, ben veggo: 283 2,2| morte duro.~POLIFONTE. Odi: convinto~ di sparso sangue, il tuo 284 1,3| grado agli occhi~ corre in copia... Cessato il figlio fosse?...~ 285 3,2| Cillene,~ Olimpia, Pilo, Argo, Corinto, Sparta~ io visitai, con 286 2,3| dice il ver costui.~ Fuggia correndo per romito calle...~EGISTO. 287 2,2| assai~ tu se', per uomo di corrucci e sangue.~EGISTO. Pur troppo 288 2,2| com'era insanguinato, io corsi,~ senza saper dove mi andassi, 289 4,5| tu il nieghi,~ come a più corto mezzo, al sangue ei torna.~ 290 1,2| io quanto~ uom, che a te costa sì gran pianto, il possa. -~ 291 | costei 292 4,3| volere: e, s'anco in ceppi~ costor non mi stringessero, tu 293 3,3| già ne avesti del figliuol cotanta.~ 294 1,2| racquista; e te di te nemica~ cotanto fa? Tu mi abborrisci; e 295 1,3| in muto duol, qual di chi cova in petto~ speme che adulta 296 3,3| ascoltava; e quasi~ innocente il credea; quasi pietade,~ più che 297 3,3| mal accorto~ tiranno tu! creder potevi spento~ il mio figliuol, 298 4,5| unico figlio!... Appena~ credere il posso... E uccider io 299 4,3| sarà suo figlio? e il crederò? Soldati,~ si uccida tosto.~ 300 5,3| svenato; i cittadini in folla~ crescon vie più...~MEROPE. Messeni; 301 4,2| inganno; è il bianco~ suo crin; suoi passi; i panni suoi... 302 2,4| seco trasse,~ cui morte cruda gli furò poi tutti.~ Io 303 1,2| Cessò il periglio, e le crudeli voglie~ cessar con esso: 304 3,3| avria tuoi detti, a me più crudi,~ quando offri pace ed esecrande 305 2,4| Messene veder, quasi mia culla,~ poiché il padre vi nacque.~ 306 2,4| vedi in sul mio volto il cuore?~ Non entri a parte del 307 4,2| Oh fatal sorte!... Oh mie cure paterne!~ Deh, dimmi;... 308 3,3| dagli anni il crine; e più curvato il tergo;~ e tinto in morte 309 4,3| suo rimasto figlio~ eri custode: or la tua fede forse~ t' 310 4,2| trovi: entro la reggia~ sto custodito... Ahi! che mi scoppia il 311 | da' 312 | dalle 313 3,3| allora...~POLIFONTE. Io dare a dritto~ potrei mercede 314 4,3| non ch'una,~ mille vo' dargli io stessa orride morti. -~ 315 3,1| Deh! come~ potrò mai darle io nuova orribil tanto?...~ 316 5,3| allegra; in fuga intera a darne~ vedi gli empi soldati: 317 1,2| di sposa allor man ti darò. - Se traggi~ in me argomento 318 5,3| EGISTO. Ben altra~ prova darovvi io stesso: e brandi, ed 319 4,2| Merope viene. Ella vuol darti~ morte; uccisor dell'unico 320 5,3| breve io riedo,~ Messeni, a darvi di me conto intero. -~ Tu, 321 1,2| soltanto~ perché l'urna gliel dava. - Ma, di madre,~ e di consorte 322 | davanti 323 4,3| Dunque, se spento il vuoi davver, null'altro~ più mi riman 324 4,3| Cresfonte all'ombra altra si debbe~ vittima omai.~MEROPE. 325 2,2| immota. Quando ei troppo~ debil si scorge al paragone, a 326 3,2| d'apprendere, d'andare: o degna prole~ del grande Alcide, 327 2,2| Vedi, se avvezzo era a' delitti; ahi folle!~ Così com'era 328 | delle 329 5,3| costoro il core~ noto esser demmi. È ver; ma, ad ogni costo~ 330 2,5| da tanto alta~ donna, or deserta. - Ma, già già si annotta:~ 331 | dessa 332 | dessi 333 | desso 334 4,3| guardie. Il popol anco~ per or dia loco;... ei tornerà... - 335 2,2| dico,~ l'atterro: invan dibattesi; il conficco~ con mie ginocchia 336 2,4| appresi.~ Quando ei poi mi dicea, che di Messene~ fuggito 337 2,5| vedi,~ Egisto; or vedi, se diceati vero~ il tuo vecchio buon 338 3,2| colpa...~MEROPE. Ah! mel diceva il core...~ in quella notte 339 2,4| non è. - Ma dianzi anco dicevi,~ che l'ucciso era d'Elide.~ 340 2,2| padre; ei, che null'altro diemmi,~ che i corrotti costumi; 341 5,3| scure.~MEROPE. Messeni, ah! difendetelo...~POLIDORO. Respiro...~ 342 4,5| nell'empio re far scema,~ la diffidenza alquanto; onde con l'armi~ 343 2,4| campi ei donno,~ cui per diletto coltivar godea~ colle robuste 344 5,3| Ma, quei che stanno a noi dintorno, udito~ forse han da te, 345 2,2| specchio m'era;~ or che dirà in udir, ch'io d'omicida~ 346 4,2| Ahi lasso!~ che fo?... che dirgli?... e che tacergli? - Ascondi~ 347 3,2| me! che far degg'io? che dirle?...~MEROPE. Fra te che parli? 348 2,5| che caro l'era: o a' suoi disegni forse~ stava aspettando 349 2,2| miei genitori cadenti,~ disobbediti, abbandonnati, posti~ in 350 4,3| una madre~ sì giustamente disperata io cedo~ di spontaneo volere: 351 3,3| sdegno saziarsi! Io volo~ a disporre ogni cosa: il giusto pianto~ 352 2,4| a me narrò, che interne~ dissension di questo regno a fuga~ 353 2,4| fea tristo... Oimè! che dissi?~ Se tu il compiangi, egli 354 5,3| voi tutti,~ voi tutti il dite. Entro mia reggia appieno~ 355 2,2| men giva errando per città diverse,~ quando oggi al fin qui 356 3,2| svelava...~MEROPE. Oh quai diversi affetti~ al tuo parlar provo 357 5,3| acchiude~ di mia troppa dolcezza. Appien convinti~ havvi 358 2,5| posso omai del mio destin dolermi,~ qual ch'io me l'abbia, 359 3,3| me la prendi: in libertà dolersi~ Merope lascia; e di mia 360 2,5| ove pur tragger veggo~ sì dolorosa vita da tanto alta~ donna, 361 2,2| sei.~EGISTO. Troppo mi dolse,~ sfuggito appena il colpo 362 2,4| pianto, singhiozzando, ei domandava~ la madre sua.~MEROPE. 363 4,3| non chieggo;~ deh! tu mel dona; deh!...~POLIDORO. Pensa, 364 2,4| No: di pochi campi ei donno,~ cui per diletto coltivar 365 5,3| a trucidar di furto: e dotta intanto~ fea nel ferir la 366 4,2| scoppia il core,~ padre, in doverti confessar, ch'io forse~ 367 2,3| POLIFONTE. Per me, s'io nol dovessi,~ tal reo per certo io non 368 3,2| fianco~ forse tu starti non dovevi sempre?~ Qual ferro lui 369 2,2| sparso sangue, il tuo dar tu dovresti~ immantinente, il sai; ma 370 2,3| par, ch'ei fosse~ non ben dritt'uom, se dice il ver costui.~ 371 1,2| duol non ode~ ragion, né dritti, ancor che veri. - Io bramo~ 372 3,2| pace?... Ah! non sai... Dubbi e terrori orrendi~ a mille 373 | due 374 2,2| l'altra,~ irta d'ispidi dumi, assai fa schivo~ d'accostarvisi 375 4,3| E che? dell'uccisor ti duole?...~ Pietà ne senti?... 376 3,3| omai, me sciogli. Altro non duolmi,~ che il non poter dar oggi 377 1,2| dicesti? Oh cor feroce! duolti~ di non avere i tuoi spietati 378 2,3| mio. Ma, credi, assai più dura~ pena, che il re non mi 379 2,4| Sapea dal padre~ le tue dure vicende: al pianger suo~ 380 2,2| pensiero~ m'è più che morte duro.~POLIFONTE. Odi: convinto~ 381 1,2| affrenar de' vincitor soldati?~ Ebri di sangue, i miei guerrier 382 5,3| vien meno quasi,~ per gli eccessivi affetti. Andiam; si tragga~ 383 2,2| come tu mai giungessi~ a eccesso tanto. Ove a sperar ti avanzi~ 384 | eccomi 385 | eccoti 386 5,3| sottrassi, io stesso;~ io l'educai...~EGISTO. Messeni, a terra 387 3,3| figlio del mio re: nudrito,~ educato l'ebb'io; per lui lasciata~ 388 5,3| taci.~ Già già il tiranno l'efferato sguardo~ su te...~POLIFONTE. 389 3,4| alcun sollievo al corpo egro non presti,~ né la vendetta, 390 4,1| intrepido lo aspetto. Emmi sollievo~ solo, il saper 391 4,5| persista~ in voler oggi l'empie nozze, io spero~ gran cose 392 3,1| ebbi,~ che non fui visto entrare. - O fera reggia,~ dopo 393 2,4| giovenili anni miei, desio m'entrava~ di Messene veder, quasi 394 2,4| mio volto il cuore?~ Non entri a parte del mortale affanno,~ 395 4,5| iniqua,~ che nel tiranno entrò d'acquistar tempo,~ e non 396 1,2| del nobil sangue~ degli Eraclidi nato, a lui lo scettro~ 397 | eran 398 5,3| Mirate alto campione,~ eroe novello! Egli è d'Alcide, 399 4,2| merto:~ troppo in lasciarti errai.~POLIDORO. ... Per lo gran 400 2,2| più mesi attorno~ men giva errando per città diverse,~ quando 401 2,2| vittima qui d'involontario errore,~ che posso io dirti, o 402 1,2| Meco il tuo sdegno appieno~ esala or tu. - Ma, che vuoi dirmi? 403 1,2| donde il tuo antico sdegno~ esca novella or tragge. Ognor 404 4,2| veggo: il passo,~ onde s'esce della reggia, è ingombro~ 405 3,2| agghiaccio: e d'un martìr non esco,~ se in un peggior non entro. - 406 3,3| crudi,~ quando offri pace ed esecrande nozze,~ che in minacciarmi 407 5,1| Merope, ch'io, presto~ ad eseguire il suo voler, l'attendo.~ 408 5,3| prevenir sue voglie,~ coll'eseguirle tacito, col farti~ umil 409 2,2| corrotti costumi; ei, ch'altro esemplo~ di onesta vita, e vivo 410 3,3| assai ben festi~ d'importi esiglio. A suddito ribelle~ pena 411 4,5| padre il senno, e lunga~ esperienza: in me si creda.~EGISTO. 412 5,3| fea nel ferir la mal sua esperta mano,~ con altra infame 413 4,2| te soltanto... A che ti esposi?... Ah; meco~ ritratti or 414 1,2| grazie a te renda pur anco espresse,~ del non m'aver tu tolto 415 | essa 416 5,3| il tuo aspetto.~EGISTO. D'esserlo giuro. Ma, s'io pur nol 417 | esserti 418 | essi 419 4,3| Messene tutta: ognun qui meco estima~ di sì importante fatto 420 2,4| Giovine egli è, di quella etade appunto...~ e quel contegno,... 421 5,3| or vi atterrate.~POPOLO. Eterna~ ti giuriam noi tutti: 422 2,3| fermo viso,~ nelle tenebre eterne avrian sepolto~ il fallo 423 1,2| tu. - Ma, che vuoi dirmi? eterno~ è in te il dolore? alla 424 4,2| POLIDORO. Oh inaspettato evento!~ tu forse ucciso hai lo 425 3,1| fermaglio suo; sculta d'Alcide~ evvi l'impresa: in man l'ebb' 426 3,1| dessa...~ Incontriamla.~ f~ 427 1,2| non vile ammenda, che al fallir mio resti.~ Finor buon duce 428 3,2| orrendi~ a mille a mille, e false larve, o vere,~ m'agitan 429 | fammi 430 1,2| increbber molto~ quegli uccisi fanciulli; ai quali io, privo~ di 431 2,4| tristo~ io solo il son; deh! fanne in me vendetta.~MEROPE. - 432 | fare 433 4,5| figlio...~MEROPE. Che non farei per lui? Qual dubbio?...~ 434 | farne 435 4,3| porga: ai colpi~ riconoscer farommi.~MEROPE. Oh detti! Oh vero~ 436 4,2| il giuro.~POLIDORO. Oh fatal sorte!... Oh mie cure paterne!~ 437 3,2| rispondi? Ah! colpa~ del fato è sol; deh! mi perdona: 438 4,3| estima~ di sì importante fatto e stolta e vana~ risibil 439 3,3| potersi trarre dalle orrende~ fauci di lunga morte... Ed egli, 440 4,3| arcano? Or via, vecchio, favella.~POLIDORO. Deh! per pietà...~ 441 2,3| che impone~ freno al tuo favellar l'aspetto mio,~ né so perché...~ 442 3,3| dianzi~ tranquillamente favellavi: or donde~ pietade in te, 443 4,4| solo.~ Del tuo figliuol la favola si avveri;~ spento ch'io 444 3,3| null'altro~ mai ti chiedei: favore ultimo, e primo,~ questo 445 3,3| donna~ del suo destin non ti fec'io?~MEROPE. Se reo~ dunque 446 4,5| Va' dunque tosto, o mio fedel: disponi~ di me: col figlio 447 4,3| a che costui, già tanto~ fedele a noi? Quasi a trionfo, 448 5,3| Ecco già in rotta del fellon gli sgherri...~MEROPE. Deh! 449 4,2| tornato il vede, in sua feral natura~ di sangue ei torna; 450 3,3| voglio a prova, io stessa,~ ferirlo; immerger mille volte io 451 3,1| Cresfonte il cinto!~ Questo è il fermaglio suo; sculta d'Alcide~ evvi 452 1,3| se presso: onde pensiero~ fermar non posso... Eppur, Merope 453 4,5| sposa ei pur possa, i suoi feroci patti~ ei ti atterrà per 454 2,4| sì;... che avrebbe~ ogni ferocia impietosito; in voce~ di 455 4,3| festi. -~ Stringete voi que' ferrei lacci; orrendi~ strazi inauditi 456 5,3| sia il giorno a noi! Da me festosa pompa,~ per quanto il soffre 457 2,4| innocente allora,~ spesso per te fiamma di puro incenso~ arsi davanti 458 1,3| finger mi giova. In piena~ fidanza forse addormentar la madre~ 459 3,2| esso!~ Ma periglioso era il fidarsi: appena~ il convenuto segno 460 4,3| or tu sommesso? Eri già fido~ tu di Cresfonte; al suo 461 3,3| sentivi,~ se di crudel desio figlia non era?~ Ah! sì; tuo messo 462 4,3| l'ombre del padre e dei figliuoli uccisi~ del suo sangue si 463 4,5| risorgon molte~ speranze allor. Finga il tiranno; io spero~ che 464 4,2| Polifonte astuto~ pietade finge del figliuol, che ucciso~ 465 4,3| assassin del mio figliuolo, e fingi~ volerlo spento? e mezzi 466 3,3| A te son noto:~ mirami fiso; del tuo re Cresfonte~ spesso 467 1,2| mai la vita, torre: ma la foga~ come affrenar de' vincitor 468 2,3| panni almen, che d'Elide le fogge~ mostravan più che di Messene.~ 469 4,3| ne arrechi tu, testor di fole antico?~ Un infame assassin, 470 5,3| svenato; i cittadini in folla~ crescon vie più...~MEROPE. 471 3,2| vidi: e di persona~ sì ben formato; e sì robusta tempra;~ e 472 2,2| pronto a soffrir son io. Forte m'incresce;~ ma più, se 473 4,2| celai: temetti~ la giovenil franchezza tua: ma come,~ chi preveder 474 | frattanto 475 4,3| Qual nuova ascolto~ iniqua fraude!... Ahi rio tiranno! or 476 2,2| afferro~ con ambe mani; ei freme indarno, io salda~ glie 477 3,2| Or lo veggio~ di mar fremente infra l'onde mugghianti~ 478 2,4| il cui feroce aspetto~ fremer mi fea qui dianzi. Assai 479 4,3| più mi riman da udire. A fren non tengo~ già più mia rabbia 480 3,2| MEROPE. Oh vista!~ di fresco sangue egli è stillante?... 481 2,2| contro altr'uom venirne,~ più frettoloso assai: son d'uom che fugge~ 482 2,2| frettoloso assai: son d'uom che fugge~ i passi suoi; giovin l' 483 3,3| tuo figliuol venìa~ solo, fuggiasco, in menzognere vesti,~ come 484 2,4| EGISTO. Abbiette.~MEROPE. Fuggitivo?...~EGISTO. Ratto,~ quasi 485 2,4| mi dicea, che di Messene~ fuggito s'era, e m'imponea ch'a 486 5,3| interporsi!...~ Ahi!... dove fuggo?... Ove son io?... Pietade,~ 487 3,3| terrore alto degli empi,~ fulmin del ciel, vendicator del 488 5,3| la invan superba fronte:~ fuor che a servir, nulla insegnarti 489 3,2| era il non poterti mai,~ fuorch'ei vivea, far nulla intender 490 2,4| trasse,~ cui morte cruda gli furò poi tutti.~ Io sol bevvi 491 3,2| sepolto nel sangue:~ uom fuvvi ucciso; ah! non v'ha dubbio; 492 3,3| sottratto~ fanciul, che pur fu generosa l'opra,~ ma del fin scellerato 493 3,2| sempre~ eran sue voglie e generose, e giuste. -~ Ah! mio figliuol, 494 3,2| ardente~ sua giovinezza, e i generosi spirti,~ chi sa fin dove 495 2,3| non mi vien tolta, a cor gentil qual puossi~ dar pena mai, 496 2,4| cor, già fin dai primi~ giovenili anni miei, desio m'entrava~ 497 2,4| ciel... Che parli?... -~ Giovine egli è, di quella etade 498 5,3| qual fossi io poscia~ duce, giudice, re, padre a voi tutti,~ 499 3,4| pur tanto brami,~ a veder giungerai.~MEROPE. - Pur ch'io la 500 3,3| POLIDORO. Pur troppo~ giungeva io tardi! Ah! me con esso 501 3,1| 1~POLIDORO. Coll'alba io giungo: assai ventura io m'ebbi,~


'l-giung | giunt-risor | risos-vuol

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