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| Vittorio Alfieri Merope IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena 3 POLIFONTE. - Accorta invan; sei madre: e verrà giorno che tradirai tu del tuo cor l'arcano, tu stessa. - Ah sì! quel suo figliuol respira. Ch'altro in vita la tiene? Eppur, ch'io 'l credo spento, con lei finger mi giova. In piena fidanza forse addormentar la madre potrò, mentr'io pur sempre intento veglio... Ma il vegliar, che mi valse? un sol messaggio mai non mi accadde intercettar finora; né scoprir mai qual egli s'abbia asilo; se lungi ei sia, se presso: onde pensiero fermar non posso... Eppur, Merope vidi molti anni addietro, se non lieta, involta in muto duol, qual di chi cova in petto speme che adulta ogni dì più si faccia d'alta vendetta Or, quasi l'anno parmi, che oppressa più, cangiò contegno; il pianto, che in cor premeva, or mal suo grado agli occhi corre in copia... Cessato il figlio fosse?... Ma in cor tuttor vive ai Messeni il padre: né altrimenti poss'io trarnelo in parte, che costei meco riponendo in seggio. Oh quanta è impresa il mantenerti, o trono!
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