Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Vittorio Alfieri
Merope

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO SECONDO
    • Scena 5
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

Scena 5

EGISTO. ...Che mai sarà! Dentro il suo cor qual prova

            martìro al mio parlare? Or, più che tigre,

            mi si avventa adirata: or, più che madre,

            dolce mi parla; e tenera e pietosa

            mi guarda, e piange. A lei qual può mai doglia

            quell'ucciso arrecare? Ov'ella affatto

            orba madre non fosse, e da gran tempo,

            parria che a lei svenato avessi un figlio.

            Ma pur, chi sa?... forse alcun altro avea,

            che caro l'era: o a' suoi disegni forse

            stava aspettando alcuno; e quei... Ma invano

            io vo dicendo; io nulla so. - Ben vedi,

            Egisto; or vedi, se diceati vero

            il tuo vecchio buon padre: "I grandi mai

            non abbassarti a invidiar; son essi

            più infelici di noi". Vero è, pur troppo:

            né posso omai del mio destin dolermi,

            qual ch'io me l'abbia, ove pur tragger veggo

            sì dolorosa vita da tanto alta

            donna, or deserta. - Ma, già già si annotta:

            poiché l'uscir di qui m'è tolto, il piede

            nel regal tetto inoltrerò: di questo

            sangue mondarmi voglio. Ah! così tormi

            potessi il fallo mio! - Ma, giusto è il cielo;

            e tutto sa: puniscami, s'io il merto.

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by EuloTech SRL - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License