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Giordano Bruno
Le ombre delle idee

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  • TRENTA INTENZIONI DELLE OMBRE.
    • A. TRENTESIMA INTENZIONE
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A. TRENTESIMA INTENZIONE

Ma come comprendi che tutte le differenze delle ombre si possono

infine ricondurre a sei fondamentali, nondimeno devi sapere che

tutte infine dovrebbero essere ridotte a una sola fecondissima e a

una generalissima fonte delle altre. Nel nostro proposito - ripeto

- una sola può essere l'ombra di tutte le idee, che accresce,

giudica e presenta tutte le altre con l'addizione, la sottrazione

e l'alterazione generalmente dette, come nell'arte materialmente

per mezzo del sostantivo soggetto, formalmente poi per mezzo

dell'aggettivo, che accolgono in se stessi gli elementi che

alterano, traspongono e universalmente diversificano. Una certa

analogia, infatti, ammettono la metafisica, la logica e la fisica,

cioè le cose prenaturali, naturali e razionali, come verità,

immagine e ombra. D'altra parte l'idea nella mente divina è in

atto totale simultaneamente compiuto e unico; nelle intelligenze

le idee sussistono con atti discreti; nel cielo sussistono in una

potenza attiva molteplice e successiva; nella natura a modo di

traccia come per un'impressione; nell'intenzione razionale a modo

di ombra.

Ecco l'esempio di una sola idea, la quale ha in atto infinite

differenze delle cose, e di una sola ombra nella possibilità

d'infinite differenze. La linea orizzontale A B riceve la linea C

D, che cade perpendicolarmente e forma due angoli retti. Ora, nel

caso che la linea perpendicolare s'inclini verso B, renderà

l'angolo da una parte acuto, ma dall'altra ottuso. Inclinata

sempre più in E, F, G, H, I, K e così via, darà gli angoli più

acuti di qua e più ottusi di .

[...]

Così risulta chiaro come nella possibilità di quelle due linee

rette ci siano infinite differenze di angoli acuti e ottusi.

Questa possibilità non differisce dall'atto nella prima causa, la

quale e nella quale è tutto ciò che può essere, dal momento che

essere e potere s'identificano in essa. Pertanto nel punto D

stesso le differenze degli angoli sono nello stesso tempo infinite

e una sola cosa. Nel motore celeste è in potenza attiva, come

nella mano che può muoversi al punto E, F, G e altri innumerevoli,

tuttavia non si muove; nel cielo, come in un misto di attivo e

passivo, come nella linea C D che può muoversi per formare questo

e quell'angolo; appunto in base a molte ragioni i Peripatetici

comprendono che il cielo ha l'atto misto alla potenza. Nei

movimenti conseguenti e nella materia è in potenza passiva,

significata per il punto D, che accoglie le innumerevoli

differenze di angolo acuto e di angolo ottuso attraverso il modo

di essere nella materia e nell'efficiente, e il modo che partecipa

dell'atto e della potenza, come appare chiaramente. Ciò che

abbiamo detto delle differenze degli angoli riferiscilo alle

differenze delle specie, che si dice sono come numeri. Per cui è

chiaro che qualsivoglia cosa si può raffigurare in tutte le cose e

per mezzo di tutte le cose.

 




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