|
N.
TREDICESIMA INTENZIONE.
Certamente,
se una concordia pressoché indissolubile connette le
estremità
finali dei primi elementi agli inizi dei secondi e
unisce
il calcagno di quelli che precedono alle teste di quelli
che
seguono immediatamente, tu sarai capace di abbracciare con la
mente
quell'aurea catena che si forma sempre tesa dal cielo alla
terra;
così pure, come puoi avere fatto una discesa dal cielo,
facilmente
potrai ritornare al cielo per una salita ordinata.
Possiamo
sperimentare un grande sollievo della memoria con questa
connessione
artificiale, la quale vale anche a presentare ordinate
le cose
che a loro volta di per sé non mantengono affatto la
successione
della memoria.
Proprio
questo si manifesta nel carme seguente: in esso,
comprendendosi
che l'Ariete avanza contro il Toro e questo, mosso
da un
diverso genere di azione, avanza contro i Gemelli e, poi,
questi,
mossi da una diversa e conseguente azione, si portano nel
Cancro
e, similmente, si verifica a turno negli altri segni
zodiacali,
accadrà che dalla vista di uno ci guadagneremo
l'incontro
dell'altro che segue immediatamente.
Il capo
del gregge, levatosi in ira su due piedi,
con
impetuosa fronte ferisce il re dell'armento.
Donde
vìndice, fuori di senno, spintosi il TORO assale
con
sfrenato colpo i fratelli GEMELLI.
Subito
le onde accolgono i fratelli giovani parenti.
Il
CANCRO si dirige ai rugiadosi prati.
Repente
in moto obliquo il Cancro, alunno delle onde,
s'accosta
al fiero volto del villoso LEONE.
Perciò
irritato s'alza il Leone sulle spalle crinite,
onde
vagante è apparsa alla rapace fiera la VERGINE.
L'assale:
ella fugge e folle con fugace passo
s'imbatte
nell'uomo che BILANCIA con un piatto persiano.
Questi
arde d'amore, e mentre incalza in cupidi abbracci,
lo
ferisce l'adunco pungiglione del duro VERME.
Mentre,
temendo la morte, ricorre alle mediche arti,
avverte
che dietro s'accosta un SAGITTARIO.
Questi,
offeso per la vergine che crede violentata,
con il
dardo, con cui assale costui, ecco ferisce il CAPRO.
Appena
di malanimo avverte confitto il ferro,
fugge
precipitoso alle rapide ACQUE.
Così il
capro infelice, trascinato dal gorgo delle acque,
è dato
come insolita esca agli immersi PESCI.
|