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Angelo Beolco detto Ruzante
L'Anconitana

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  • ATTO QUINTO
    • Scena prima
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ATTO QUINTO

Scena prima

Tancredi, Ginevra, Teodoro e Isotta

 

TANCREDI Deh, perché, dolce Isota, moglie mia, non vi siete manifestata a me nel tempo, che siamo stati schiavi? Quanti lieti giorni abiam perduto! Le nostre passioni sariano state men gravi, almanco li primi fruti d'amore averissimo colti onestamente insiemme. Ma converà che, radopiando li amorosi abraziamenti, avanziamo quel che per adrieto abiam perduto. E siamo, come in volgar proverbio si suol dire, quatro corpi e una sol'anima. Non sarà cossí, madonna Genevra, cognata mia?

GINEVRA Signor ; e quanto per me, non pregarò Idio tanto de altra cossa, quanto che il rimanente di nostra vita sia in modo che tuti quatro de un medesimo volere viviamo. Cossí otessimo le noçe celebrare! Ma ne la patria nostra le celebraremo.

TEODORO E perché non deverò io pregare continuamente Idio? Qual compagnia mi potrà esser più a grado di questa? E moglie e sorella mi siete, una e l'altra.

ISOTTA Cossí Idio el viagio nostro prosperi, e lieti ove oggi intendiamo di andare ne conduca; come ch'io desidero, che de una medesima voluntà, de un medesimo desiere viviamo.

TANCREDI O cità gloriosa, che sei stata la fine de le nostre adversità e il principio di tanto nostro bene, il guiderdone che meritaresti non posso, né, se avesse più poter del poter de tuti gli omeni del mondo insiemme, potriadarte il guiderdone conveniente a tanto dono. Ma il Sommo Motore ne prego che lo ti renda, come quello a cui nulla è impossibile. E l'amor, la cortesia, la gentilezza, la magnificenzia de' tuoi signori, de' tuoi egregii citadini, de le tue nobillissime donne sempre inonore tenga, e te soto tranquila pace governi, e di abundanzia ti colmi, te difenda contra ogni furore de' tuoi inimici, ti guardi da ogni loro insidia; e più presto di ogni tuo lieto e pacifico stato si dogliano li mali vicini tuoi, che tu ad alcuno porti invidia. E il nome de li chiari spirti, che in te albergano, rimanga al mondo con eterna fama. Cità, per mille e mille opre famosa, rimante in pace.

[Partono].

 




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