Parte, Capitolo
1 I, 1 | sol di sè stesso, e, come Seneca lo chiamò, un piccol Giove;
2 I, 2 | farvi udire il moralissimo Seneca dove spiegò qual fosse il
3 I, 2 | adorano!~ ~Ciò che il buon Seneca insegnò doversi fare, avea
4 I, 3 | come di peso? Di qui formò Seneca l'Aforismo: Sivis vacare
5 I, 3 | vivevano come quell'amico di Seneca non tamquami contempsissent
6 I, 4 | di mano del valentissimo Seneca, che vi rappresenti al vivo
7 I, 5 | loco detracturus, disse Seneca; neque enim poterat carcer
8 I, 6 | disse Epicuro riferito da Seneca) si in Phalaridis Tauro
9 I, 6 | quidquid animum evexit, disse Seneca etiam corpori prodest. Se
10 I, 6 | furore? Levem morbum (disse Seneca) dum putas facies, Omnia,
11 I, 6 | finissero di disputare. Seneca non fuggì egli una volta,
12 I, 6 | Vuol dire (e parla ivi Seneca del Savio infermo), ch'egli
13 I, 8 | pesi, non coll'astio di Seneca (che in questo e più tosto
14 I, 8 | mondo, oziosamente sedeva.~ ~Seneca non ha concetto, con che
15 I, 10| hic situs est. Eccovi da Seneca la ragione del detto: Vivit
16 I, 11| desidiosissimos videbis (disse Seneca) quidquid orationum historiarumque
17 2, 2 | altro avea quell'amico di Seneca: Si cadendum est mihi, coelo
18 2, 2 | questi, debbo ricordare con Seneca, che agamus bonum patrem
19 2, 13| prezioso libricciuolo di Seneca, de Otio Sapientis: Curiosum
20 2, 17| ancor qui vero il detto di Seneca: Speciosa, et magna contra
21 2, 18| i periodi de' pianeti.~ ~Seneca s'impazienta con certi Filosofi
22 2, 19| pluribus horis vivimus. Anzi Seneca, quel nobile ingegno, prendendo
23 2, 20| i meriti di coloro, che Seneca, adorando il punto in cui
24 2, 21| quella scimunita Arpaste di Seneca, che divenuta quasi repente
25 2, 26| quell'Albuzio riferito da Seneca. Non quidquid debet, sed
26 2, 26| elegantia. Ha quello, che Seneca controversista chiamò pugnatorum
27 2, 26| a tempo suo, come avvisò Seneca, aliquid tragice grande,
28 2, 27| abrupta. Anzi, come l'altro Seneca disse, non desinunt, sed
29 2, 27| maniera di giucare, che Seneca diede per pena degna dell'
30 2, 28| Hic spiritu acer (disse Seneca), qualem illum esse natura
31 2, 29| verissima l'osservazione di Seneca che le cose, che mentre
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