3.1- Conoscere la propria realtà e negatività
Più in particolare secondo tale modello tutta la propria realtà interiore
(l’io cosiddetto attuale) va anzitutto riconosciuta, dunque
identificata anche e soprattutto nella sua componente
negativa, quella che non è subito in linea con il corrispettivo io ideale. Riconoscerla
vuol dire darle un nome preciso, capire ove si è particolarmente deboli,
identificare le aree delle proprie schiavitù e vulnerabilità.
Per tale motivo è evidente l’importanza di questa fase in un cammino
autenticamente educativo, ove la prima cosa da fare è, per l’appunto, conoscere
le inconsistenze, le aree della personalità particolarmente chiuse all’azione
dello Spirito, a livello conscio e inconscio, e ove dunque si deve lavorare, e
non limitarsi a …scomunicare e pretendere di distruggere, magari con
l’illusione d’esserci riusciti. Ovvio che più precisa è l’identificazione delle
proprie debolezze più efficace potrà poi essere il lavoro di purificazione e
conversione.
È a questo punto che dovrebbe scattare la seconda fase, quella della accettazione vera e propria. Che
forse è più chiara per ciò che non è rispetto a ciò che è.
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