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| P. Amedeo Cencini, FDCC Dal modello della perfezione al modello dell’integrazione IntraText CT - Lettura del testo |
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Introduzione Al termine di questa prima parte un chiarimento importante per definire l’obiettivo della formazione ci viene da un confronto con il passato, e con quello che un tempo era considerato senz’alcuna incertezza l’obiectivus ad quem d’un programma formativo e della vita consacrata e sacerdotale in genere: la perfezione. Tale modello è giunto fino ai giorni nostri, se ancora la vita consacrata –in particolare- si chiama vita di perfezione e le congregazioni religiose sono considerate “Istituti di perfezione”, ma attraverso rivisitazioni anche sostanziali del concetto e della logica a esso sottesa. Vedi infatti quei modelli che si sono succeduti nell’evoluzione informale di questi ultimi decenni, in maniera più o meno informale, e che hanno lentamente modificato una certa idea di perfezione come fine del progetto formativo: il modello dell’autorealizzazione, dell’accettazione, e quello più attuale dell’integrazione.
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