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Paolo Redi
Elisabetta Canori Mora

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  • Prefazione
    • Una donna nuova per un rapporto nuovo
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Una donna nuova per un rapporto nuovo

Ma tutto questo non la estranea dalla vita di ogni giorno. Dio non ha la gelosia e la possessività dell’uomo. Al contrario, quanto più è amato, tanto più dilata il cuore della creatura che lo ama e lo rende capace di un


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amore ancor più generoso e profondo. Elisabetta in questo rapporto con Dio acquista uno straordinario equilibrio che le permette di vivere intensamente l’estasi e la vita di famiglia, le visioni e il suo lavoro di “camiciaia” per pagarsi l’affitto e mantenere le figlie, il dono della guarigione e l’impegno faticoso con i poveri e gli ammalati, il dono della preveggenza e del consiglio e l’ubbidienza assoluta al confessore. Ma soprattutto vive con più intensità l’amore per Cristoforo, e ha la forza di non abbandonarlo anche quando continua a deluderla con promesse che non mantiene. Anzi, si sente ancor più unita e responsabile del suo destino. La casa è sempre aperta, per lui. E quando lascia le due stanzette e la soffitta in cui viveva con le figlie e riesce a trovare una sistemazione più dignitosa, la prima preoccupazione è di attrezzare uno studio dove Cristoforo possa esercitare la sua professione. Cristoforo sembra vivere distrattamente con loro, come chi ha il cuore e la testa altrove; ma lei non smette di metterlo al corrente e di chiedere il suo parere per ogni decisione che prende per sé e per le figlie: è sempre suo marito e deve sapere tutto. Così lo rende partecipe della vita della famiglia.

In realtà Cristoforo è colpito da questa forza interiore e da questa generosità; e osserva con stupore il cambiamento e i fatti straordinari che avvengono nella vita di Elisabetta. Ma non sa ancora decidersi a cambiare vita. Continua a mantenere la posizione di chi sta alla finestra, e si accontenta di guardare senza mai entrare nei fatti. È ancora legato alla sua amante: ma Elisabetta lavora su di lui, irradiando su di lui la bellezza che le viene dal contatto con Dio. Cristoforo la vede sempre più trasfigurata nella luminosità di Dio, e nello stesso tempo sempre più innamorata di lui e delle figlie. Sente che la sua Elisabetta sta vivendo una vita straordinaria. E poco alla volta ne resta affascinato. Quando l’ha sposata era stato preso dalla sua bellezza; e ora si accorge che c’è in lei una nuova bellezza che nasce e cresce e si irradia diventando il punto di riferimento di tante persone che si rivolgono a lei per consiglio, per conforto, per aiuto.

 

In una delle ultime misteriose malattie di Elisabetta, Cristoforo passerà al suo capezzale ore ed ore. Parlano; ma più frequenti sono i silenzi. Per Elisabetta sono silenzi pieni di gioia per la presenza del suo Dio e del suo Cristoforo; per Cristoforo sono momenti di riflessione e di pentimento, in cui incomincia a risentire l’eco lontana della Sua voce. Elisabetta lo sta trascinando insensibilmente nella direzione della mèta a cui lei è ormai quasi giunta. Ma la distanza che li divide è molto grande. Il problema ormai non è più la sua vicinanza alla donna di cui si è innamorato e per la quale ha tradito Elisabetta per tutta la vita; ma è la sua distanza da Dio. È che Cristoforo ritroverà la sua Elisabetta e si riunirà a lei per sempre.

 

 




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