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La storia di un
matrimonio singolare
Si
erano sposati nel gennaio 1796. Cristoforo inizia a tradirla l’anno seguente.
Sette anni dopo, nel 1803, Elisabetta viene chiamata da Dio, e per 22 anni
percorrerà il cammino da Lui indicato, fino al 1825, anno della sua morte. È il
cammino che la trasforma e la rende donna “nuova” anche agli occhi di Cristoforo.
Cristoforo se ne innamora di nuovo, e si riunisce in modo nuovo a lei
percorrendo la sua stessa strada. Anche per lui sarà un cammino che durerà 20
anni, fino alla morte, avvenuta nel 1845. E al termine si ritroveranno insieme,
in Dio.
Possiamo
dire che la loro è una storia in tre tempi. Il primo, breve, in cui godono
insieme un amore felice. Il secondo, lungo 27 anni, in cui Cristoforo si
abbandona al tradimento ed Elisabetta invece inizia e porta a termine la fatica
di una ricostruzione della sua personalità, lasciandosi plasmare da Dio. Il
terzo, lungo 20 anni, in cui Cristoforo, dopo aver riscoperto la nuova
Elisabetta, se ne innamora per la seconda volta e vive con lei la fatica della
ricostruzione della sua vita e della sua personalità. I tempi sono sfasati. Ma
il risultato è ottenuto. Elisabetta non avrà la consolazione di ricongiungersi
al suo sposo in terra; ma avrà il conforto di aver costruito con lui un
rapporto molto più profondo e duraturo: quello che due sposi raggiungono
camminando sulla stessa strada che porta a Dio, e vivendo nella gioia della
contemplazione del suo Volto. Per l’eternità.
P.
Giordano Muraro O.P.
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