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Paolo Redi
Elisabetta Canori Mora

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  • LE SCELTE IMPORTANTI
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LE SCELTE IMPORTANTI

Ritornata a casa, Elisabetta in poco tempo riacquista la salute e cambia stile di vita. Sollecitata dalla madre e dalla famiglia, rientra nel giro della vita mondana romana, facendosi notare per raffinatezza di tratto e bellezza. Il cambiamento repentino costa ad Elisabetta: non è una ragazza molto portata all’esteriorità. Convenienze e regole familiari hanno però il sopravvento. La resistenza iniziale si attenua. Balli, teatri, divertimenti, frequentazioni importanti, ammiratori riempiono le sue giornate, senza escludere una certa pratica religiosa, del resto consolidata nella sua famiglia.

Elisabetta giudicherà questo periodo della sua vita come un “tradimento”. In realtà, al di di un certo raffreddamento spirituale, la sua coerenza morale non viene meno e la sua sensibilità religiosa è in qualche modo salvaguardata. Vive come una ragazza del suo tempo e del suo livello sociale, rispondendo alle aspettative dei genitori e dell’ambiente con una particolare raffinatezza, per cui si fa notare. Ha fascino, grazie ad un insieme di equilibrio, di gradevolezza estetica, di dolcezza, di squisita femminilità, di cui fa partecipi gli altri con disinvoltura e con una certa innata spontaneità. Calcolo ed esibizionismo le sono infatti estranei, il che la rende agli occhi di molti coetanei ancor più interessante.

Al di delle apparenze e delle convenienze, la situazione economica di casa Canori continua però a peggiorare. Tommaso vive assediato dai creditori e in balia dei figli. L’atmosfera familiare diventa tesa: discussioni e liti sono frequenti. Maria, la sorella maggiore, scarica su Elisabetta tutta l’aggressività del suo infelice carattere: la tratta come una serva, la insulta, acida e prepotente.

Questi rapporti familiari difficili sono il doloroso rovescio della medaglia di questo periodo della sua vita. Elisabetta sta scoprendo nuovi sentimenti e nuovi desideri, coltiva nuovi sogni e aspettative. Si rende conto di perdere, a causa dei dissesti economici della famiglia, interessanti opportunità per il suo futuro. Soffre nel vedere i suoi genitori preoccupati e umiliati. La disturba molto di non poter intervenire direttamente per risolvere la situazione e nello stesso tempo si sente coinvolta e responsabilizzata.

Comincia in questo periodo a rivelare, in maniera sempre più incisiva, i tratti caratteristici della sua personalità: senso pratico nell’affrontare i problemi e grande partecipazione emotiva; concretezza e finezza di spirito; equilibrio di giudizio e intuizione psicologica.

Provengono da questa dotazione personale certe scelte a sorpresa che caratterizzano la sua vita, come quella, del matrimonio.

Un generoso prelato, che ben conosce le qualità spirituali e i problemi economici della famiglia Canori, propone di far entrare Elisabetta e Benedetta nel monastero delle Oblate di S. Filippo ai Quattro Cantoni. Avrebbe lui sostenuto tutte le spese. Quella di avviare al chiostro i figli meno garantiti delle nobili casate era una soluzione tipica di quei tempi. Benedetta accetta e si fa suora (giugno 1795) con il nome di Maria Serafina dello Spirito Santo. Elisabetta no.

Non se la sente di abbandonare i suoi genitori e di lasciare la famiglia in difficoltà. Si rende conto, con grande realismo, di avere delle responsabilità precise. E quindi comincia a coltivare l’idea del matrimonio sia per rispondere al suo profondo bisogno di amare sia per venire incontro al desiderio e alle necessità dei suoi genitori. Un buon partito avrebbe risolto molte cose, pensavano i coniugi Canori, ed Elisabetta capiva bene le loro ragioni.

E così quando il medico Francesco Mora, ricco e noto professionista, presenta in casa Canori il figlio Cristoforo con chiare intenzioni di combinare il matrimonio, Elisabetta prende in considerazione la proposta. Cristoforo, 23 anni, è un ottimo giovane, colto, educato, religioso, ben avviato nella carriera di avvocato. Piace ai suoi genitori e anche a lei. Conscia dell’importanza del passo da compiere, dopo un breve periodo di riflessione e di preparazione, il suo assenso.

Il 10 gennaio 1796, nella chiesa di Santa Maria in Campo Carleo, la stessa dove era stata battezzata, si celebra il matrimonio: una cerimonia sontuosa, una festa in cui i genitori degli sposi investono tutto il loro prestigio di aristocratici. Elisabetta affascina tutti.




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