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LE
SCELTE IMPORTANTI
Ritornata
a casa, Elisabetta in poco tempo riacquista la salute e cambia stile di vita.
Sollecitata dalla madre e dalla famiglia, rientra nel giro della vita mondana
romana, facendosi notare per raffinatezza di tratto e bellezza. Il cambiamento
repentino costa ad Elisabetta: non è una ragazza molto portata all’esteriorità.
Convenienze e regole familiari hanno però il sopravvento. La resistenza
iniziale si attenua. Balli, teatri, divertimenti, frequentazioni importanti,
ammiratori riempiono le sue giornate, senza escludere una certa pratica
religiosa, del resto consolidata nella sua famiglia.
Elisabetta
giudicherà questo periodo della sua vita come un “tradimento”. In realtà, al di
là di un certo raffreddamento spirituale, la sua coerenza morale non viene meno
e la sua sensibilità religiosa è in qualche modo salvaguardata. Vive come una
ragazza del suo tempo e del suo livello sociale, rispondendo alle aspettative
dei genitori e dell’ambiente con una particolare raffinatezza, per cui si fa
notare. Ha fascino, grazie ad un insieme di equilibrio, di gradevolezza
estetica, di dolcezza, di squisita femminilità, di cui fa partecipi gli altri
con disinvoltura e con una certa innata spontaneità. Calcolo ed esibizionismo
le sono infatti estranei, il che la rende agli occhi di molti coetanei ancor
più interessante.
Al di là delle
apparenze e delle convenienze, la situazione economica di casa Canori continua
però a peggiorare. Tommaso vive assediato dai creditori e in balia dei figli.
L’atmosfera familiare diventa tesa: discussioni e liti sono frequenti. Maria,
la sorella maggiore, scarica su Elisabetta tutta l’aggressività del suo
infelice carattere: la tratta come una serva, la insulta, acida e prepotente.
Questi
rapporti familiari difficili sono il doloroso rovescio della medaglia di questo
periodo della sua vita. Elisabetta sta scoprendo nuovi sentimenti e nuovi
desideri, coltiva nuovi sogni e aspettative. Si rende conto di perdere, a causa
dei dissesti economici della famiglia, interessanti opportunità per il suo
futuro. Soffre nel vedere i suoi genitori preoccupati e umiliati. La disturba
molto di non poter intervenire direttamente per risolvere la situazione e nello
stesso tempo si sente coinvolta e responsabilizzata.
Comincia
in questo periodo a rivelare, in maniera sempre più incisiva, i tratti
caratteristici della sua personalità: senso pratico nell’affrontare i problemi
e grande partecipazione emotiva; concretezza e finezza di spirito; equilibrio
di giudizio e intuizione psicologica.
Provengono
da questa dotazione personale certe scelte a sorpresa che caratterizzano la sua
vita, come quella, del matrimonio.
Un
generoso prelato, che ben conosce le qualità spirituali e i problemi economici
della famiglia Canori, propone di far entrare Elisabetta e Benedetta nel
monastero delle Oblate di S. Filippo ai Quattro Cantoni. Avrebbe lui sostenuto
tutte le spese. Quella di avviare al chiostro i figli meno garantiti delle
nobili casate era una soluzione tipica di quei tempi. Benedetta accetta e si fa
suora (giugno 1795) con il nome di Maria Serafina dello Spirito Santo.
Elisabetta no.
Non se la
sente di abbandonare i suoi genitori e di lasciare la famiglia in difficoltà.
Si rende conto, con grande realismo, di avere delle responsabilità precise. E
quindi comincia a coltivare l’idea del matrimonio sia per rispondere al suo
profondo bisogno di amare sia per venire incontro al desiderio e alle necessità
dei suoi genitori. Un buon partito avrebbe risolto molte cose, pensavano i
coniugi Canori, ed Elisabetta capiva bene le loro ragioni.
E così
quando il medico Francesco Mora, ricco e noto professionista, presenta in casa
Canori il figlio Cristoforo con chiare intenzioni di combinare il matrimonio,
Elisabetta prende in considerazione la proposta. Cristoforo, 23 anni, è un
ottimo giovane, colto, educato, religioso, ben avviato nella carriera di
avvocato. Piace ai suoi genitori e anche a lei. Conscia dell’importanza del
passo da compiere, dopo un breve periodo di riflessione e di preparazione, dà
il suo assenso.
Il 10
gennaio 1796, nella chiesa di Santa Maria in Campo Carleo,
la stessa dove era stata battezzata, si celebra il matrimonio: una cerimonia
sontuosa, una festa in cui i genitori degli sposi investono tutto il loro
prestigio di aristocratici. Elisabetta affascina tutti.
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