- 24 -
L’ESTASI
PROIBITA
In questa
drammatica situazione, Elisabetta ha un unico rifugio: una specie di stanzino
ricavato da un sottoscala, che essa, con il permesso della suocera, ha scelto e
attrezzato come luogo di preghiera. Nelle rare pause della sua pesante giornata
e soprattutto durante la notte – comincia a dormire pochissimo – prega,
tentando di nascondere a tutti quanto di straordinario le succede durante i
suoi colloqui con Dio.
“Il più
delle volte ero sorpresa dallo Spirito del Signore, che violentemente mi
rapiva, e non era in mio potere resistere alla sua forza; sicché ora mi
tratteneva distesa al suolo, ora dalla violenza balzava senza ritegno”. Saranno
le figlie, per prime e dopo qualche tempo, a scoprire il suo segreto.
È
certamente significativa questa capacità di Elisabetta di affrontare la sua
difficile condizione mantenendo una sostanziale integrità psichica, in modo da
salvaguardare le energie necessarie per svolgere i suoi compiti di madre e di
sposa e per dedicarsi alla preghiera e alla contemplazione.
È però
chiaro a tutti che Elisabetta sta profondamente cambiando. Il suo modo di fare
e di vestire, il suo continuo pregare, la sua messa e la sua comunione
quotidiane, la sua indifferenza per le apparenze creano disagio. È sempre una
donna molto bella e il suo stile nell’affrontare le difficoltà della vita ne
aumenta sottilmente il fascino. Ma le convenienze sociali impongono
comportamenti più consoni al nome della famiglia ed Elisabetta non le rispetta.
Glielo
fanno notare in tanti: parenti, ecclesiastici, amici di famiglia, direttori
spirituali, uno dei quali arriva a proibirle di andare in estasi. Elisabetta entra
in conflitto con se stessa, rendendosi conto che le osservazioni hanno un certo
fondamento. Non è certo persona disposta a “esibire” ad ogni costo la propria
diversità. Nello stesso tempo è profondamente convinta che lo stile di vita che
si pretende da lei non è economicamente e psicologicamente praticabile: è una
donna povera, tradita, e, per mantenere le figlie, ha ben altro cui pensare che
ai balli e ai divertimenti. E poi la superficialità della vita mondana non la
interessa: non le serve per resistere, infatti. Si preoccupa comunque di non
irritare la gente.
Per uscire
dall’incertezza si rivolge all’unico interlocutore “sbagliato”, a quel suo
Signore con cui intrattiene ormai un rapporto d’amore costante. La risposta che
ne ricava non ammette alternative: Dio non è affatto disposto a rinunciare a
lei, ma la assicura che incomprensioni, disagi, sofferenze finiranno.
|