1541-cogni | cogno-faces | facev-manif | mansu-racco | racqu-svelt | t'-zufol
grassetto = Testo principale
Parte grigio = Testo di commento
1 Intro| il dì 18 di gennaio del 1541, regnante lo Illustrissimo
2 | 18
3 Dis1 | modo che Celso fu forzato abbandonar l'impresa e andarsene con
4 Dis2 | collottola alle reni si abbassa, vuole essere poco affonda,
5 Dis2 | difficile a raccontare; nell'abbassarsi vorrebbe far certe rughe
6 Dis1 | in se medesimo, par che abbassi gli occhi come per paura
7 Dis2 | o per acquistarle o per abbelirle o per mantenerle ci affatichiamo
8 | abbian
9 Dis2 | donna molto sontuosamente si abbigli d'oro e di perle e di ricchissime
10 Dis2 | e che questa arte dello abbigliare e vestire e acconciare le
11 Dis2 | nostre pari hanno il modo di abbigliarsi con i sassi d’Oriente o
12 Dis2 | lunghi, risplendenti e bene abbigliati, e’ bisogna trovar la persona
13 Intro| costoro. In questo mezo abbinmi per raccomandato e in questo
14 Dis2 | insinché la starà dove me; poi abbisele cura il marito. Ma diteci
15 Dis2 | materia e non furon finite, ma abbozate e lavorate con l'ascia,
16 Dis2 | ella sia di quella ubertà e abondanza che sa ognuno, non però
17 Dis1 | maschi e per l'altra femine. Accadde che questi così fatti omaccioni
18 Dis2 | rincalzati; e se per sorte accadesse che la punta della Lingua
19 Dis2 | bambagia. E questo è quanto ne accadeva dirvi delle braccia o delle
20 Dis1 | amorosi assai beneficio accaggiono mutuamente tra gli amanti
21 Dis1 | che basta loro per esser accarezate e anche per esser tenute
22 Dis1 | voi vedete bene che e' n'accecò e non riebbe la vista insino
23 Dis1 | quinci or quindi, par che accenda di sé maggior desiderio
24 Dis1 | nelle quali, come avemo accennato di sopra, ha posto Iddio
25 Dis1 | belleza de' membri scoperti e accessoriamente de' coperti; di poi vedremo
26 Intro| è niente, devevano pure accettare la buona volontà; senza
27 Dis1 | Gualterotto de' Bardi, e consorte accettissima del gentilissimo e modestissimo
28 Dis2 | avendo avuto tanta bella accia, non è gran fatto che egli
29 Dis1 | come è il sudore e altri accidenti, la gli fortificò coi peli
30 Dis1 | più alte parti del corpo acciò che di quivi più agiatamente
31 Dis2 | succosa, in una proporzione accommodata, dove si posa lo agile e
32 Dis1 | accozati e ristretti e accomodati insieme; il qual splendore
33 Dis1 | molto alla mano e molto accomodato alle voglie degli amici,
34 Dis2 | vecchia, che era venuta per accompagnare a casa non so chi di quelle
35 Dis2 | nel mezo delle Grazie, accompagnata dai suoi Amorini, cinta
36 Dis2 | dello abbigliare e vestire e acconciare le donne è perduta. Che
37 Dis2 | portavano in capo certe acconciature che si chiamavan cappucci;
38 Dis1 | riceva molta offensione, acconsentendo alla percossa. Entro al
39 Dis2 | avuti la Dea della belleza s'accordassero tutti; nondimeno non mancò
40 Dis1 | sante.~MONA AMORRORISCA. Accordatevi pur tutte a darmi la baia.
41 Dis2 | pochi son che non se ne accorgano; e non è altro che voler
42 Dis2 | l'occhio a fatica se ne accorge; con un color candidissimo
43 Dis1 | cosa pochi nondimeno si accorgeranno, perciò che, come dice il
44 Dis2 | voi la vedete, che voi vi accorgerete s'io vi dico il vero o s'
45 Dis2 | fanciulla mia! Or non ti accorgi tu ch' e' si ciancia teco,
46 Dis2 | coi brodoni scempi! Non s'accorgon elleno che quel fodero fa
47 Intro| che la se ne sia potuta accorrere per cenni; ma ditele che
48 Dis2 | avanti alla Selvaggia, mi accorsi di quel suo mancamento.
49 Dis1 | meno le possono allungare e accortare come torna lor bene.~MONA
50 Intro| allontanandosi dal vero quanto si accostavano al precipitoso giudizio
51 Dis1 | modo, cioè.~MONA LAMPIADA. Accostiamoci un poco più qua, che meglio
52 Dis1 | conveniente, che ridonda da uno accozamento delle membra diverse l'une
53 Dis1 | belleza, o vero perfezione, accozati e ristretti e accomodati
54 Dis2 | folti o manco spessi, le accresce, le diminuisce, le allarga,
55 Dis1 | cominciato a ragionare, avendone accresciuta la voglia, ne avete ancora
56 Dis1 | voglia, ne avete ancora accresciuto l'animo; e tanto più ch'
57 Dis2 | prigione, s'alzino con una acerbeza e con una rigorosità, che
58 Dis2 | una picciola soggiogaia, acquista alla universal belleza pure
59 Dis1 | ventre con più facilità, acquistano tanto di belleza, tanto
60 Dis1 | assai più che colui che per acquistare fama pose il fuoco nel tempio
61 Dis2 | cose bisogna che noi o per acquistarle o per abbelirle o per mantenerle
62 Dis2 | quali per questa cagione si acquistaron que' nomi. Percioché, come
63 Dis2 | avendoli tali, par che ne acquisti grazia. Non di meno, l’uso
64 Dis2 | dalla qual cosa ella si acquistò il nome di imbalconata.~
65 Dis1 | tutte le altre membra. Lo acume della vista, quasi posto
66 Dis2 | pomo del mal consigliato Adamo. E percioché io ve la ho
67 Dis2 | chi è di bellissimi occhi addornata, come mona Lucida della
68 Intro| m’hanno bandito la croce addosso. Ma che domin sarà? Quando
69 Dis1 | belleza e di tutte le sue aderenzie, senza che io pensi aver
70 Dis2 | averle, poi che tu fai la adirata, che per quello amore io
71 Dis1 | come Alceste moglie del re Admeto, e altre che non ricuserebbono
72 Dis1 | casto, virtuoso, riverendo, admirando in ogni suo movimento, pieno
73 Dis2 | si possano imaginare vada adobbata, se ella con vago ordine
74 Dis1 | nel muovere, portare e adoperare così tutta la persona insieme,
75 Dis1 | ritornato, col pensier l'adora e con la mente si le 'nchina,
76 Dis1 | scrivere, voi servire e voi adorare. E per mostrarvi, donne
77 Dis1 | per non aver poi chi l'adorasse o per assicurarsi dello
78 Dis2 | da visi o fiori atti allo adornamento del viso. Usaronosi ancora
79 Dis2 | armario di tutte le virtù che adornano l'animo d'una gentildonna;
80 Dis1 | le voci che cascano dall'aere ripercosso da quelle; e
81 Dis1 | coloro che tutto il dì si affaticano per sapere, aver molta prosunzione,
82 Dis2 | abbelirle o per mantenerle ci affatichiamo con arte, industria e ingegno.
83 Dis2 | medesimo, anzi possiamo affermare per isperienza cotidiana
84 Dis1 | biasimare, me ne biasimi; ch'io affermo, non di mio capo, ma di
85 Dis2 | talora il labbro di sotto non affettatamente, ma quasi per inavertenza,
86 Intro| sole, e sia mancata quella affezione naturale che ogni uomo porta
87 Dis2 | pendere nel piccolo e nello affilato e dal suo principio e base,
88 Dis1 | arricciarsili i capegli, sudare e agghiacciare in un tempo, non altrimenti
89 Dis1 | Amelia, alla quale egli aggiugne gran grazia a quel suo bel
90 Dis2 | generino una sodeza, che, se vi aggravi su un dito, che la carne
91 Dis1 | vuol dire uno attillato aggregamento. Dante nella sua Collezione,
92 Intro| ella s' è mantenuta pe' gli agi.~Ed ecci chi dice che, col
93 Dis1 | corpo acciò che di quivi più agiatamente potessero esequir il loro
94 | agl'
95 Dis1 | lasciando l'altre due, pigliare Aglaia, la quale significa splendore,
96 Dis1 | sì diffusamente, che mona Agnoletta mia non ebbe altro che dire
97 Dis2 | belleza d'una donna di messer Agnolo Firenzuola~Discorso secondo~
98 Dis2 | per me che ho avuto buon ago da cavarmela.~SELVAGGIA.
99 Dis2 | genaio, quivi la neve d'agosto; quivi le Càrite, quivi
100 Dis2 | vedi a chi la me la aveva aguagliata! che tu se' ben una di quelle
101 Dis2 | nondimeno da’ poeti spesse volte aguagliato a lui; ché sapete che e’
102 Dis2 | nel grande; né deve esser aguza, né piatta; e nello aprirla,
103 Dis2 | percioché non è arricciato, né aguzo, ma tondo e colorito nel
104 Dis1 | preservamento di tutto il composto, aiutandosi l'uno l'altro e l'uno dell'
105 Dis2 | queste parti si possano aiutare con le bambagie e co' suoppanni
106 Dis1 | bocca la prima digestione e aiutarlo a passare nel ventre con
107 Dis2 | medesimo, e il quale più tosto aiutasse che e' togliesse la frescheza
108 Dis1 | la quale volubilità fu aiutata eziandio da quel puro liquore,
109 Dis2 | bianco, dico io, come lo alabastro per chi lo avesse a vedere
110 Dis1 | ve lo tenete caro, come Alceste moglie del re Admeto, e
111 Dis1 | virtuosamente, come Socrate Alcibiade il bello, come Achille Patroclo,
112 Dis1 | corpo.~Scrive Plutarco che Alessandro il Grande spargeva dalle
113 Dis2 | paradiso delle delizie e allaga d'una incomprensibile dolceza
114 Dis2 | accresce, le diminuisce, le allarga, le strigne, le allunga,
115 Dis1 | altrove ci si riserberemo ad allargarci nelle vostre lodi; e però,
116 Dis2 | come si vede nelle cose allegate. Il vermiglio è quasi una
117 Dis2 | scuro, cria una vista dolce, allegra, chiara, e mansueta; e nel
118 Dis2 | della vostra persona, quella allegreza dell'onesto e venerando
119 Dis2 | pronteza e dolceza del parlare allegro, arguto, onesto ed elegante.
120 | alli
121 Intro| sia quella dal raso nero, allontanandosi dal vero quanto si accostavano
122 Intro| vi dico di nuovo che e' s'allontanano dal vero e che e' sono nomi
123 Dis1 | dagli arcipressi e dagli allori, si stavano a ragionare
124 Dis2 | allarga, le strigne, le allunga, le scorta, secondo che
125 Dis1 | di sue lode bisognerebbe allungar troppo le parole. E fornita
126 Dis1 | più e una meno le possono allungare e accortare come torna lor
127 Dis2 | è riuscita la vaga cosa! Almanco io l'ho, e sien poi col
128 Dis2 | costumaron le gentil donne porvi alquanti fiori, ma piccioli e gentili,
129 Dis1 | e in sacrificio in su l'altare del cuore della bella donna.~
130 Dis1 | voi... Eccoci a coprir li altari; se voi non racconciate
131 Dis1 | universo, li pose nelle più alte parti del corpo acciò che
132 Dis2 | viso dilicato, come mona Altea dalle tre Gore; e chi il
133 | altrettanto
134 Dis2 | busto d'una donna che s'alza in su' fianchi; e quanto
135 Dis1 | con quel dolce gonfiamento alzandosi, mostrano di porsi in difesa
136 Dis2 | principio di quei manichi s'alzano un poco e poi discendono
137 Dis2 | secondo e vedete quello alzar del collo d'in sul corpo
138 Dis2 | percioché e' faceva mestiero alzare la parte avallata, con un
139 Dis2 | principio del solido del naso s'alzasse un poco poco di rilevato,
140 Dis2 | gentili, che la sollevassero e alzassero un poco, ma in modo che
141 Dis2 | voler uscire di prigione, s'alzino con una acerbeza e con una
142 Dis1 | armonie, questo la voltò e alzò verso il cielo; avendo quella
143 Dis1 | soave, così dolce, così amabile, così desiderabile, così
144 Dis1 | cosa che sia tra i subietti amabili, anzi l'hanno chiamata la
145 Dis2 | era fanciulla, noi non ci amaiavamo, come fanno al dì d’oggi
146 Dis1 | che desiderio di belleza; amandola è forza che noi la cerchiamo;
147 Dis2 | consorte, il suo dolcissimo amante. Che bella cosa è vedere
148 Dis1 | si è conchiuso di sopra, amar cosa che non sia o non ci
149 Dis1 | interviene così ad ognuno. La Amaretta tua, che pur quando la ride
150 Dis1 | Gracco nobile Romano per l'amata Cornelia, e come farei io
151 Intro| anche adesso quest'altra ambasciata con mio consentimento, che
152 Dis2 | che pur mostri partire ambodue le nari; le quali debbono
153 Dis2 | essere più depressa e più ammacata, viene avallare alquanto
154 Dis1 | infezione dello animo delle ammalate già dette, facilmente conoscerete
155 Dis1 | operazione debbe essere ammiranda e riverenda. Sì che per
156 Dis1 | stracco o più tosto divenuto ammirativo e stupido per la soverchia
157 Dis2 | quivi le Càrite, quivi gli Amori, quivi le lusinghe, quivi
158 Dis2 | Grazie, accompagnata dai suoi Amorini, cinta col balteo della
159 Dis1 | come è la sorella di mona Ancilia; però siam forzati a credere
160 Dis2 | belleze e l'arte è una sua ancilla; e per lo esempio nostro
161 Dis1 | non di quelle che sono ancille di Venere le quali, misticamente
162 | anco
163 Dis1 | estremità della detta linea, andando in su, si tiri il naso,
164 Dis2 | venerando aspetto vostro, quello andar grave e quel porger quei
165 Dis1 | forzato abbandonar l'impresa e andarsene con loro ad una bella merenda,
166 Dis1 | tali che non possa sperar d'andarvi; e per non giugner poi là
167 Intro| ne' finti nomi loro chi gl'andasse per il minuto scortecciando,
168 Dis1 | dinanzi sempre prostrati, andassero su per quella carpone. Alla
169 Intro| la via; e perché io sono andato attorno molto e sono stato
170 Dis2 | una grandeza in quella andatura, che e' par che la grasseza
171 Dis2 | loro in un tratto dinanzi e andossene in cucina. Onde Celso, poi
172 Dis2 | capelli di Verdespina; e così andremo cercando della fronte.~ ~[
173 Dis1 | bella gioia legata in vile anello. Or sia con Dio.~ ~[Degl’
174 Dis1 | pure:~ ~Gl’atti vaghi e gli angelici costumi.~ ~E ’l Boccaccio
175 Dis1 | impedita da alcuna sorte d'anguli, può guardare in tutte le
176 Dis1 | poi quel Cartaginese ad Anibale: "Gli Iddii non hanno dato
177 Intro| egli non è uomo, anzi un animale non ragionevole, cioè una
178 Dis1 | baci, atti a far passare le anime scambievolmente ne' corpi
179 Dis2 | con Dario re de’ Persi sì animosamente, che altro non gridan le
180 Dis1 | in sogno che di qui a due anni verrà ancor de’ fiori del
181 Dis2 | fannole parer maschere tutto l'anno. Considerate un poco mona
182 Dis1 | naso, quanto dalla coda anteriore di ciascuno degli occhi
183 Dis2 | che altro non gridan le antiche storie, mentre attendevano
184 Dis1 | Or notate. Appresso gli antiqui scrittori son celebrate
185 Dis1 | semplicemente, per figura di antonomasia, che noi per eccellenza
186 Dis2 | quale molto fu in pregio apo gli antichi. Deve essere
187 Dis1 | giudicato savio dall'Oracolo di Apolline, non mostrava, con tante
188 Dis1 | Bartolomea ha una bella gamba, l'Apollonia ha un bel piede, la Gemmetta
189 Dis2 | potete considerare, non appar grazia né belleza. Simili
190 Dis1 | che questa non è quistione apparentemente alla presente speculazione.
191 Dis2 | il mocol del naso, vuole apparire eziandio una certa dimensione,
192 Dis1 | chi altra a Prato si possa appellar bella.~Allora la Selvaggia,
193 Dis1 | sia così, ci sforza senza appello a starne alla sua sentenza.
194 | appena
195 Dis1 | per un naturale instinto e appetito di rappiccicarsi e rappiastrarsi
196 Dis1 | molte parti d'Italia, vi si appicca qualche preziosa gioia,
197 Dis1 | fonticella; come ha quella Appollonia che voi diceste l'altro
198 Dis2 | bella che e' non mi si possa appor qualche cosa, almeno io
199 Intro| abbiano volentier lette, apprezate e tenuto caro l'autore.
200 Dis2 | verzino picciola, ma non appuntata, né quadra. E mona Lampiada
201 Dis2 | ben una di quelle spine appuntate che entran tra la carne
202 Dis2 | aguza, né piatta; e nello aprirla, massime quando si apre
203 Dis2 | grazia, dalla banda dritta e aprirlo dalla manca, quasi ascostamente
204 Dis1 | palpebre mobili e facili ad aprirsi e a serrarsi e fortificate
205 Dis1 | con Dio.~ ~[Degl’orecchi] Apronsi poi gl'Orecchi nella più
206 Intro| come i veri figliuoli dell'aquila, comportare la chiareza
207 Dis2 | poco poco di rilevato, non aquilino, ch'in una donna comunemente
208 Dis2 | basso appaia sempre quello archetto bianco, e di sopra avanzi
209 Dis1 | orto, tutto coperto dagli arcipressi e dagli allori, si stavano
210 Intro| d'avere sì caro, anzi di arder per il desiderio grande
211 Dis1 | loro a divider le forze e l'ardire. E così senza più lo mise
212 Dis1 | men bella, io sarò manco ardito.~ ~Credete voi che, quando
213 Intro| queste formali parole: "Io ardo di incredibil desiderio
214 Dis2 | padrone a me, ch'io non arei a piatir tutto uno inverno
215 Dis1 | molto meglio che noi non aremmo saputo addomandare, ancor
216 Dis2 | sassi d’Oriente o con le arene del Tago; e però fu necessario
217 Dis2 | atto del salir del collo; d'argento, disse Omero quando parlò
218 Dis1 | delle Ciglia come con due argini che ritenessero ogni offensione;
219 Dis2 | di sofiste fecer questo argumento fra loro: "Se un picciolo
220 Dis2 | dolceza del parlare allegro, arguto, onesto ed elegante. Lo '
221 Dis1 | più facilmente che in su l'arido si rivoltano e volgono tutte
222 Dis1 | aveste letta l'orazione d'Aristofane, recitata nell'allegato
223 Dis1 | sane; ché, come ben dice Aristotele nel quinto dell’Etica, conosciuto
224 Dis1 | Altri han detto, che fu uno Aristotile, che ella è una certa proporzione
225 Dis2 | è un vaso, ma un sicuro armario di tutte le virtù che adornano
226 Intro| di comporre, daranno all'arme, con molte cose che e' ci
227 Dis1 | necessario alla perfetta unione e armoniale belleza di tutto il corpo.~
228 Dis1 | contemplatori delle superne armonie, questo la voltò e alzò
229 Intro| d’altri; e nondimeno io arò tanto animo e tante forze,
230 Dis1 | accorgere quanto dispiacere arrechi seco la brutteza, che il
231 Dis1 | raccapricciarsili le membra, arricciarsili i capegli, sudare e agghiacciare
232 Dis1 | secondo il mio giudizio, non arriva saetta d'arco d'ingegno
233 Intro| settimo, alle cui lodi non arriverebbe mai penna d'ingegno, alla
234 Dis2 | Verdespina.~ ~[Delle ciglia] Arroge assai alla serenità già
235 Intro| stato assai al sole, io sono arrozito e però paio nero a questa
236 Dis1 | Greci fu connumerata tra le arti liberali.~ ~ ~ ~Vedete
237 Dis1 | utilità, uso, cagione, artificio e proporzione di tutte le
238 Dis2 | predicato con quelle vostre artificiose parole, e io non cederei
239 Dis2 | quanto più è chiuso e più ascende all'oscuro, tanto più è
240 Dis2 | e dalla parte da basso ascendendo verso il labro sino a meza
241 Dis2 | abbozate e lavorate con l'ascia, senza lima e senza scarpello.
242 Dis2 | non men volentieri di loro ascoltava le parole di Celso o simulava
243 Dis1 | dell'intelletto. Sì che ascondamisi pure la mia donna a senno
244 Dis1 | noi la troviamo (chi potrà ascondere cosa alcuna all'occhio del
245 Dis2 | aprirlo dalla manca, quasi ascostamente soghignando, o mordersi
246 Dis1 | ancor che da voi si possa aspettare ogni gran cosa; pur nondimeno
247 Intro| alla mia professione si aspetterebbe far cotali opere, ma gravi
248 Dis1 | vostre lodi; e però, tacendo, aspetteremo quello che voi diciate della
249 Intro| facevano, se merito bisogna assegnare a le mie vili e roze carte,
250 Intro| che chi dice male d'uno in assenza, nella cui bocca egli ride
251 Dis1 | potrebbe uomo terrestre assettarsi mai nella fantasia che la
252 Dis1 | sforza questa tacita legge, assettata, composta, regolata, graziosa;
253 Dis2 | e 'l dito grosso sia ben assettato, senza crespe e di vivo
254 Dis1 | poi chi l'adorasse o per assicurarsi dello stato, deliberò di
255 Dis1 | volesse entro volare; lo assiduo muovere delle quali, abbassandosi
256 Dis1 | molto deformi; non furono assodate con duri e solidi ossi,
257 Dis2 | che un pochetto si vadano assottigliando verso la cima, ma sì poco,
258 Dis2 | grossolane voi e credessi assottigliar voi, che ne ingrossate a
259 Dis1 | Io non me ne rido, anzi attendo dove voi vogliate riuscire.~
260 Dis1 | con le parole, lo voglio attener co' fatti, dico che dal
261 Dis1 | donne un pochetto troppo attentamente, non l'abbiate per male.
262 Dis2 | paesi; ma poi ognuno ha atteso a por su, sì che par talvolta
263 Dis1 | garbo e quasi vuol dire uno attillato aggregamento. Dante nella
264 Intro| e perché io sono andato attorno molto e sono stato assai
265 Dis1 | loro tanto sgarbate, tanto attose, che par pure un fastidio
266 Dis1 | giudizio, ha assai dello attrativo.~MONA AMORRORISCA. Voi fate
267 Dis2 | segnate, non intrigate, non attraversate; i monticelli, e di Giove
268 Dis1 | fragranzia soavissima; e non l'attribuisce ad altro che alla buona
269 Intro| persona mia, che lode m'ho lo attribuite? Ho detto lui essere uomo
270 Dis2 | inavertenza, che non paressero attucci o lezi, rare volte, rimessamente,
271 Intro| di voi, rispondete loro audacemente quello ch'io uso di dire
272 Dis2 | Erano i capei d'oro all'aura sparsi.~ ~E voi sapete che
273 Dis2 | senza l'ornamento degli aurati capegli, ad alcuno non piacerebbe,
274 Dis1 | illustrissima Margherita d'Austria, chi lascivamente, come
275 Intro| apprezate e tenuto caro l'autore. E vogliomi e posso vantare
276 Dis2 | trova scritto da fedelissimi autori; e tra voi è donna e da
277 Dis1 | secondo costui, la cui autorità a voi donne doverebbe bastare,
278 Dis1 | massimamente avendo rispetto allo auttore, che senza alcuna cagione
279 Dis1 | de’ Latini (e di quanta auttorità fussero i proverbi appresso
280 Dis2 | depressa e più ammacata, viene avallare alquanto più che l'altra;
281 Dis2 | mostra che le tempie sien più avallate che le non sono; e ponetevi
282 Dis2 | un dito, che la carne si avalli e si imbianchi nella parte
283 Dis2 | che ella sia stata molto avara e molto scarsa; percioché,
284 Dis1 | mie care, non siate così avare di dimostrarlo qualche volta;
285 | avendole
286 | avendoli
287 | avendone
288 | avendovi
289 Dis1 | obietto chiarissimo delli aventurosi occhi miei e per consolazione
290 Dis1 | intelletto nostro; nondimeno, per avercela voi così apertamente dimostrata,
291 Dis2 | le vostre dimostrazioni, averebbon forza di far parer bella
292 Intro| del fare un dialogo, non averebbono mai detta questa semplicità;
293 Dis2 | riso o senza parola, non averia a mostrar più che cinque
294 Dis1 | importa non avere aria e averla, ciò che significa quello
295 Dis2 | CELSO. Tu starai poco a averle, poi che tu fai la adirata,
296 | avermi
297 | averne
298 Intro| ricorderanno, in ogni modo l'averò caro. Io ho di più sentito
299 | avevo
300 Dis2 | percioché come il cielo, se avien che sia sereno, genera una
301 | avrà
302 Dis1 | avvenga che sieno ignoranti, avrebbono vagheza d'imparare sempre
303 | avrei
304 | avrò
305 | avute
306 Dis1 | sono una di quelle che, avvenga che sieno ignoranti, avrebbono
307 Dis1 | ben d'una cosa vi voglio avvertire che, se alcuno vi dicesse
308 Dis2 | diverso dalle guance; e però avvertiscano le donne, quando si lisciano (
309 Dis1 | le cose belle, io mi vo avvezando di qua con questi be' visi
310 Dis2 | si ritira, quanto più si azima, tanto par più vecchia;
311 Dis1 | nessun movimento, nessuna azione sia senza regola, senza
312 Dis2 | di tutto il viso, com'è l'azurro; e tolsero i fior cappucci
313 Dis1 | è la siede degli amorosi baci, atti a far passare le anime
314 Dis1 | passata nell'orto della Badia di Grignano, che allora
315 Dis2 | vicini, la poneva in sul balcone, come cosa nuova e rara;
316 Dis1 | Selvaggia, più tosto un poco baldanzosetta che no, rispose: – Poco
317 Intro| disse già mia madre, la balia mi tirò un poco troppo il
318 Dis1 | canta, ha dolceza; se ella balla, ha Venere in compagnia;
319 Dis1 | che fu la merenda, e’ si ballò e si cantò e fecesi tutte
320 Dis1 | palla talora, s'ella ci balza –. Allora disse mona Lampiada: –
321 Dis2 | fine seta o sottilissima bambagia. E questo è quanto ne accadeva
322 Dis2 | si possano aiutare con le bambagie e co' suoppanni e, per dirlo
323 Dis1 | facciamo i bambini o vero le bambine, e' ci bisognerebbe il braccio
324 Dis1 | Dunque, quando noi facciamo i bambini o vero le bambine, e' ci
325 Dis1 | può guardare in tutte le bande e più agevolmente che nessuna
326 Dis2 | ha in quello scambio una bandella, e può pur tenere una maza
327 Intro| tutte l’altre m’hanno bandito la croce addosso. Ma che
328 Intro| lion morto si svelga la barba.~Data in Prato il dì 18
329 Dis2 | come eziandio si vede nelle barbe degli uomini, le quali per
330 Intro| al presente, e non era sì barbuto com’adesso, ne sì brutto
331 Dis1 | belleza; e pur diciamo: "Mona Bartolomea ha una bella gamba, l'Apollonia
332 Dis2 | capegli o più alti, o più bassi o più crespi o più distesi
333 Dis1 | autorità a voi donne doverebbe bastare, tanto importa la dignità
334 Dis2 | tané, e di questo ce ne basterà due pennellate.~Il negro
335 Dis2 | avesse a vedere ignudo; a me basterebbe vederlo coperto con una
336 Dis1 | l'altro, anzi sia un loro bastione.~ ~[Delle guance] E le Guance,
337 Dis1 | romagnuolo e insino al raso di bavella. – Bene, Selvaggia – soggiunse
338 Dis1 | avvezando di qua con questi be' visi il meglio che io posso.
339 Dis2 | cosa, in profilo pare una befana; e considerandola io una
340 Dis1 | Sì, se e' riprendessero i begli solamente, i quali, nel
341 Dis1 | eccitino o risultino in questa bellezza; e pur veggiamo che gli
342 Dis2 | minore assai che non è il bellissimo e felicissimo esempio vostro.~
343 Dis1 | belle stanze di monsignor Bembo, in sua gioventù che quasi
344 | benché
345 Dis1 | e negocii amorosi assai beneficio accaggiono mutuamente tra
346 Dis1 | loro quella scortesia, come benigne risposero che avevano avuta
347 Dis1 | ordinata mona Simona de' Benintendi, savia e veneranda matrona
348 Dis1 | Convito di Platone, a fatica è bere un tratto, dice che la belleza
349 Intro| non ragionevole, cioè una bestia; e quando uno di questi
350 Dis1 | difficulti l'entrata a molte bestiuole che vi potrebbon volar dentro;
351 Dis2 | Considerate un poco mona Betola Gagliana, chi la pare; quanto
352 Intro| chiamato mona Ciona e mona Bettola –. Ed ecci chi non si è
353 Dis1 | fruir la sua leggiadria, il beversi con gli occhi la graziosa
354 Dis2 | raretti, non molto lunghi, non bianchi, ché oltre al far deformità,
355 Dis2 | umana; e oltre a ciò son bianchissime, con un poco d'ombra d'incarnato
356 Dis1 | fo io, che guardando il bianchissimo petto d'una di voi... Eccoci
357 Dis1 | posso. E s'alcuno mi vuol biasimar per questo, tal ne sia di
358 Dis1 | mi pare, non poter essere biasimato a ragione; che ben so che
359 Intro| sanno molto bene quanto sia biasimevole anzi dannoso non rinchiuder
360 Dis1 | ne vuol biasimare, me ne biasimi; ch'io affermo, non di mio
361 Dis1 | manchi nulla, dica ch'io biasimo le donne; il quale non ho
362 Dis1 | bella Venere, che e' le biasimò non so che sua pianella –.
363 Dis1 | la biancheza solamente, e bisognando che per la eccitazione della
364 Dis1 | bella perfettamente, e' ci bisognano molte cose, in modo che
365 Intro| n'è la figliuola di mona Biurra dalla imagine, che dicono
366 Dis2 | imbratti, come quella della Bovinetta del Maleficio, che, s'ella
367 Dis2 | dichiarazione, dico che le guance bramano una biancheza più rimessa
368 Dis1 | opinione e a chi piace la bruna e a chi la bianca; e interviene
369 Dis2 | lisciano (quelle dico che son brunette), percioché bene spesso
370 Intro| sono per dare esempio delle brutte. Ben è vero che alcuni di
371 Dis1 | dispiacere arrechi seco la brutteza, che il signore Alberto
372 Dis1 | che e' riprendono ancora i brutti, i quali doverebbono sempre
373 Dis2 | La Nencia mia ha un buco nel mento,~che rabbellisce
374 Dis2 | ho pure in questo fatta bugiarda, percioché la Persona io
375 Intro| palesandolo, mi faciano bugiardo. Or vedi dove queste l'avevano!
376 Dis1 | sguardi, che la Quadrabianca Buonvisa mi pare una leggiadra e
377 Intro| che oltre a questo, e' c'era chi diceva che e' si
378 Dis2 | d'Ercole quando strigne Cacco, ma quelle di Pallade quando
379 Dis1 | pericolo di quelle cose che cader potevano dalla fronte, come
380 Dis2 | quello che sta tuttavia per caderne in bocca; ma piace quello
381 Dis1 | per la cara Euridice, e Caio Gracco nobile Romano per
382 Dis2 | da poco coloro che con i calamistri, ferri atti ad intrecciarli,
383 Dis2 | viso, non altrimenti che la calcina o ’l gesso si faccia la
384 Dis1 | commiato; perciò che al calcio noi non serviamo per isconciare,
385 Dis1 | ventolino ci passeremo il caldo più piacevolmente che non
386 Dis1 | dalle persone grate, in cambio dei benefici già ricevuti;
387 Intro| degnissima duchessa di Camerino, non senza dimostrazione
388 Intro| quando io mi son mutata la camicia, e secondo che mi disse
389 Dis1 | come detto abbiamo, mentre camina per questo terrestre viaggio,
390 Dis2 | pure un piacere a vederla caminare.~CELSO. Le son di quelle
391 Dis1 | e' sarebbe deforme; al cammello lo scrigno fa grazia, alla
392 Dis1 | profonde valli che sono alle campagne, dove ravolgendosi la voce
393 Dis2 | corta, come mona Fiore dal Campanile; e chi è di bellissimi occhi
394 Dis1 | e difende li due vitali canaletti, chiamati canne, che respirano
395 Dis1 | sparse voci, per piccolo canaletto le diffonde nel gran vaso
396 Dis1 | alle guance convenga essere candide, candida è quella cosa che,
397 Dis2 | con bello ordine separati, candidi e allo avorio simili sopra
398 Dis2 | ne accorge; con un color candidissimo macchiato di rose, dove
399 Dis2 | alle vermiglie guance e al candor di tutto il viso, com'è
400 Dis1 | robinuzzi nella loro cima, come canelluzze del bello e util vaso; il
401 Dis1 | siede, ha vagheza; se ella canta, ha dolceza; se ella balla,
402 Dis2 | Un poco di fossicella nel canto che si disse all'altro ragionamento,
403 Dis1 | merenda, e’ si ballò e si cantò e fecesi tutte quelle cose
404 Dis1 | quale è di tutte l'altre capacissima, la vista pigliasse li obietti,
405 Dis2 | terso e crespo.~Erano i capei d'oro all'aura sparsi.~ ~
406 Dis2 | che ella udiva messa alla Capella avanti alla Selvaggia, mi
407 Dis2 | lo uom pigliare più ch’un capezol per volta, non può tirare
408 Dis1 | quattro gambe e con duo capi; laonde per aver costoro
409 Dis1 | troppo contento non può capire in una persona di discorso.
410 Dis2 | che paiono un quarto di capretto nello stidione, che vi si
411 Dis1 | e dove tu vedrai questo carattere V, si muove una linea quasi
412 Intro| Celso son io e che, per carestia di buon vicini, ch’io mi
413 Intro| requisizione d'una cosa a me carissima, in dichiarazione della
414 Dis1 | esser comendate e tenute carissime da ognuno; perciò che la
415 Dis2 | neve d'agosto; quivi le Càrite, quivi gli Amori, quivi
416 Dis1 | fece la mia sirocchia il carneval passato, che voi ne parlaste
417 Dis2 | l magro e tra ’l grasso, carnosa e succosa, in una proporzione
418 Dis2 | su' luoghi più rilevati, carnose e musculose; ma con una
419 Dis2 | precipuo ornamento, è sì carnoso che sospetto d'osso non
420 Dis1 | andassero su per quella carpone. Alla statura dell'uomo
421 Dis1 | vista, quasi posto in una carta pecora trasparente, si conforta
422 Dis1 | Omero prima, e poi quel Cartaginese ad Anibale: "Gli Iddii non
423 Dis2 | ma quando al fine della cartilagine e 'l principio del solido
424 Intro| non parere un uomo così a casaccio, subito che mando fuori
425 Dis1 | raccogliano le voci che cascano dall'aere ripercosso da
426 Dis2 | imbusto delle vesti che non caschino; che anche in questa parte
427 Intro| figliuoline ne' penetrali delle case, per tanto tempo almeno
428 Dis2 | baia affatto affatto de' casi miei! e pure ha ’l torto,
429 Intro| all'illustrissima signora Caterina Cibo, degnissima duchessa
430 Dis1 | constituito giudice di questa causa, giudicando ch'egli sia
431 Dis1 | e netteza della volontà, causata dal mal uso della ragione,
432 Dis2 | la moglie del Sarto de' Cavagli, che pare in faccia qualche
433 Dis1 | la sarebbe brutta, se un caval fusse senza peli, e' sarebbe
434 Dis2 | bella la moglie di Iacopo Cavallaccio; che, se io, per dir di
435 Dis1 | un poco di ragioncella, cavar voi d’error, se ci fuste,
436 Dis2 | che ho avuto buon ago da cavarmela.~SELVAGGIA. Or sì che mi
437 Dis1 | vede far tutto 'l dì nelle caverne, nelle spelonche e nelle
438 Dis2 | artificiose parole, e io non cederei né a Elena, né a Venere,
439 Dis1 | fanno un gran peccato a celar tanto bene; ma perciò che
440 Dis1 | contesa, perciò che, quando è celata all'occhio corporeo, è aperta
441 Dis1 | gli antiqui scrittori son celebrate due Veneri: una, figliuola
442 Dis1 | eccellenti statue dei più celebrati scultori che fussero stati
443 Dis1 | delle cose superflue del celebro e delle altre parti del
444 Dis1 | inalzandosi con una incredibile celerità, non solo non impedisce
445 Intro| sia potuta accorrere per cenni; ma ditele che guardi il
446 Intro| piatoso padre, ma come severo censore. Toglievami oltre a di questo
447 Dis2 | termina, alla parte del ceppo, dove e' comincia, ma con
448 Dis2 | gli uomini, ai quali le cercan piacere, non conoscano quegli
449 Dis1 | forza che noi la cerchiamo; cercandola, che noi la troviamo (chi
450 Dis1 | tornare nel primo stato, cercano la loro metà, ch'era un
451 Dis1 | divenutone disideroso, per cercarla e per fruirla stia sempre
452 Dis2 | qual più bello e più vero cercate voi che quello di mona Lampiada?
453 Dis2 | piante, che, mentre che e’ cercava d'un orto dove porle, le
454 Intro| è delle quattro; sì che cerchine minutamente, che la ci si
455 Dis2 | di fine oro: ~Tessendo un cerchio all'oro terso e crespo.~
456 Dis1 | cavernette la purgazione del cerebro; i quali offici, così utili
457 | certamente
458 Intro| che certi di questi nostri cervelli tanto stillati, che si convertono
459 Dis2 | nondimeno non mancò chi i cesi lodasse, che sono pendenti
460 Dis2 | le paian le rose della cetera che Davitte portava alla
461 Dis2 | tosto paiano orli di raso chermisino che di velluto rosso, orlati,
462 Dis2 | scender con maggior tratto. Chiamanla i nostri poeti serena, e
463 Dis1 | motteggiando, gli vennero a chiamare; in modo che Celso fu forzato
464 Intro| detto che tu ti lisci e t'ha chiamato mona Ciona e mona Bettola –.
465 Dis2 | certe acconciature che si chiamavan cappucci; e percioché quei
466 Dis1 | Prato una Pistolese, che si chiamerà Lena, che porterà seco la
467 Dis1 | averà questa parte, noi lo chiameremo bello, se non d'una generale
468 Dis1 | quella temperanza che noi chiamiamo belleza. Dico occultamente,
469 Dis1 | adunque, a voler che si chiamin belle, conviene il candore
470 Dis1 | della testa (e notate che io chiamo testa tutto quello che è
471 Dis2 | fiori da mammole; e però le chiamò il Poliziano mammolette
472 Intro| vero (che è verissimo, e chiamone in testimone il gran vescovo
473 Dis1 | posta inanzi per obietto chiarissimo delli aventurosi occhi miei
474 Dis2 | festone intorno al viso o una chintana; ma anche l'acque e’ lisci
475 Dis1 | piegatura d'un corno, d'una chiocciola marina o d'una tromba torta,
476 Dis2 | Tanta è la dignità della chioma, che ancor che una bellissima
477 | chiunque
478 Dis2 | qual colore quanto più è chiuso e più ascende all'oscuro,
479 Dis1 | perdiamo tempo in queste ciance; seguitate il vostro ragionamento,
480 Dis2 | ti accorgi tu ch' e' si ciancia teco, semplicella? Tanto
481 Dis1 | io mi dolgo di lei, io mi ciancio; perciò che nel vero io
482 Dis1 | utilità, o vero l'uso di ciaschedun membro in particolare, di
483 | ciascun
484 | ciascuna
485 Dis1 | a Roma la gran meretrice Cicilia Viniziana; e queste così
486 Dis2 | accompagnata dai suoi Amorini, cinta col balteo della lascivia,
487 Dis2 | svelto e più gentile e manco cintura bisogna a stringerlo, come
488 Dis1 | solete usare alcuna volta, cio è: "Chi mi ha nol sa e chi '
489 Dis2 | e' vennero poi certe mone Ciolle , le quali, senza considerar
490 Dis2 | monili o vero collane, che la circondino; nello alzarsi vuol distendersi
491 Dis1 | nostra figura, le linee della circonferenza, in questo modo, cioè.~MONA
492 Dis2 | lui riceve e quanto quella circonflessione lo fa bello, rilevato e
493 Dis1 | bianco, un nero, un retto, un circonflesso, un picciolo, un grande,
494 Dis2 | vorrebbe far certe rughe circulari, in forma di monili o vero
495 Dis2 | pupilla poi, salvo quel circuletto che l'ha nel mezo, non vuole
496 Dis1 | contadino quando e' va a città la prima volta e non avere
497 Dis2 | guisa che fa l’arco verso la cocca, e tanto dolcemente, che
498 Dis1 | che volgarmente si chiama cocuzolo; la quale figura vorrebbe
499 Dis1 | frequenze; come ben fa la cognata della Selvaggia, di che
500 Dis1 | alle meccaniche azioni e cognizioni come noi, e quelle medesime
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