1541-cogni | cogno-faces | facev-manif | mansu-racco | racqu-svelt | t'-zufol
grassetto = Testo principale
Parte grigio = Testo di commento
501 Intro| che e' sono nomi a caso e cognomi a caso e massime quegli
502 | coll'
503 Dis2 | in forma di monili o vero collane, che la circondino; nello
504 Dis1 | darle principio, che in sul colle comparse la bella Gemmula
505 Dis1 | aggregamento. Dante nella sua Collezione, la quale, a comparazione
506 Dis1 | sono le Mammelle, come due colline di neve e di rose ripiene,
507 Dis2 | destri, che li mostri ben collocati e con debiti spazii e rettamente
508 Dis2 | balasci che a’ rubini, anzi si coloriscon con le rose imbalconate
509 Dis1 | dalla memoria della lor colpa ed esagitate dalla prova
510 Dis1 | Momo, non potendo in altro colpare la bella Venere, che e'
511 Dis1 | sul detto monte, sì che, colte da loro all'improvista,
512 Dis1 | Romane, che non altrimenti lo coltivano che si facciano il volto.
513 Intro| che mi hanno sempre potuto comandare, ch'io dovessi dar fuori
514 Dis1 | guance, quanto da quella che combacia il naso a quella che finisce
515 Dis2 | che quegli trecento che combatteron con Dario re de’ Persi sì
516 Dis1 | e piacque tanto in su la Comedia de' Villani, che tutto Prato
517 Dis1 | belleza meritano d'esser comendate e tenute carissime da ognuno;
518 Dis2 | dello scandalo; oramai io comincerò a credere che voi mi vogliate
519 Dis2 | maggior luminari; de’quali, cominciandoci alle Ciglia, aviamo a parlare
520 Dis1 | disdicessi, né voglio io cominciar adesso. Parlisi adunque
521 Dis2 | potremo con maggior facilità cominciarla; e la prima parte che noi
522 Dis2 | dieci o dodici e un mazo?" E cominciarono a por su, come voi vedete,
523 Dis1 | che rideva spesso, era commendata di quel ridere quanto di
524 Dis1 | ragionamenti, over ci date commiato; perciò che al calcio noi
525 Dis1 | dalla composizione, unione e commissione di più membri diversi e
526 Dis2 | veggiano i trafusoli, ma commodamente ripieni, in guisa che la
527 Dis1 | origine e fonte di tutti i commodi umani. Per lei si vede l'
528 Dis1 | quali furono formati o per commodo dell'uomo o per belleza
529 Dis2 | precipuo ornamento e un dolce compagno delle belleze della gola.~ ~[
530 Dis1 | Collezione, la quale, a comparazione del Convito di Platone,
531 Dis1 | principio, che in sul colle comparse la bella Gemmula dal Pozo
532 Dis2 | poi così passando io ho compiacciuto alla Selvaggia, ancor che
533 Intro| troppo renitente o tardo in compiacerle, io penso senza molta difficultà
534 Dis2 | ancor che ella a me non compiacesse mai d'un solo sguardo, io,
535 Dis1 | satisfatto al desiderio vostro compiutamente.~MONA LAMPIADA. Percioché
536 Dis2 | Piace la persona che è complessa, quando ch'ella getti fuori
537 Dis1 | considera, con ciò sia che la complession vostra sia molto più delicata
538 Dis1 | umori e di tutta la sua complessione. Con ciò sia adunque, per
539 Intro| è che in cosa che io mai componessi, non ho costumato porre
540 Dis1 | ombreggiare il corpo, il quale le comporranno di quella soavità del colore
541 Intro| quei che fan professione di comporre, daranno all'arme, con molte
542 Intro| veri figliuoli dell'aquila, comportare la chiareza del sole, e
543 Intro| che ai giorni passati io composi a requisizione d'una cosa
544 Dis1 | non ha a ridondare di più compositi in un medesimo o in un solo,
545 Dis2 | intenso desiderio di vedere la composizion di quella bella che Celso
546 Dis1 | occultamente risultante dalla composizione, unione e commissione di
547 Dis1 | loro perfezione ordinate, composte e proporzionate, elle saranno
548 Dis1 | un picciolo, un grande, composti e uniti insieme dalla natura,
549 Dis2 | da friggere, si potrebbe comprare più un quatrin la libbra,
550 Dis1 | tortuosità accioché la voce compresa, per la difficultà della
551 Dis1 | di persona un poco alta e compressa. E se voi volete vedere
552 Dis1 | non ha le parti secondo le comuni misure della belleza, spargere
553 Dis1 | del tatto; le quali con la concava palma e con la flessibilità
554 Dis2 | esser grande, rilevato, non concavo, non in dentro; ché la concavità
555 Dis2 | ben quella che nel ciel concetta, nata nel mare, dalle onde
556 Dis1 | ragionamento di sopra, che conchiude che noi siamo la metà l'
557 Dis1 | altrui in se medesimo. E però conchiudendo, per non vi tener più sospesa,
558 Dis1 | potendo, secondo che si è conchiuso di sopra, amar cosa che
559 Dis2 | se ne va al letto. E però concludendo diremo che la natura è la
560 Dis1 | questo argomento e con questa conclusione dirò arditamente a questi
561 Dis2 | la belleza dei Denti non concorresse coll'essere piccioli, ma
562 Dis1 | sì che io ho caro che noi concorriamo in una medesima openione.~
563 Intro| lettera, male avrei potuto condurre questo dialogo a quella
564 Dis1 | nondimeno noi disideriamo confermarci nella nostra cognizione
565 Dis1 | volta nello specchio (per confessarne il vero) me lo soli creduto,
566 Intro| della virtù, in questo io confesso aver voluto descriver me
567 Dis1 | chi 'l sa non mi ha", mi conficano nella prima credenza che
568 Dis2 | che molte, e massime al confine delle guance, avendole alquanto
569 Dis2 | che nel corto; mostri al confino del petto un poco di fontanella,
570 Dis2 | voglion nel serrar della bocca congiungersi pari, che quel di sopra
571 Dis1 | pittura appresso dei Greci fu connumerata tra le arti liberali.~ ~ ~ ~
572 Dis1 | largamente; dove essa natura conobbe eziandio un'altra commodità,
573 Intro| porta alle cose sue e le conosca quasi per forestiere, veggiavi
574 Dis2 | quali le cercan piacere, non conoscano quegli imbratti, i quali,
575 Dis1 | persona di discorso. Or conoscendo la natura quanta grazia
576 Dis1 | nchina, e, quasi uno Iddio, conoscendola, se le dà in vittima e in
577 Dis1 | saprà, e chi non m'ha, lo conoscerà. Or torniamo agl'uomini
578 Dis1 | ammalate già dette, facilmente conoscerete la buona aria delle sane;
579 Dis1 | mostrerebbe sempre a chi non la conoscesse altrimenti, che ella è sorella
580 Dis1 | eziandio al di d'oggi ne conoscete qualcuno. Quelle ch'erano
581 Dis1 | libri, la quale noi non conosciamo, anzi non pure imaginiamo,
582 Dis1 | Venere, che dai poeti è conosciuta per madre di tutte le lascivie
583 Intro| ho nella imaginazione e conoscole col pensiero; e ne' finti
584 Dis2 | un buon iudizio naturale, conoscono anche eglino la perfezion
585 Dis1 | adunque questo proverbio: conscientia, mille testes; ch’importa
586 Dis1 | fonte; i quali gli antichi consecrarono alla bella Venere, perché
587 Dis1 | però le Grazie sono state consegnate per servitrici alla bella
588 Intro| non avessi studiato e in conseguenza non avessi qualche lettera,
589 Intro| proverbio antico, che non consente che al lion morto si svelga
590 Dis2 | esempio vostro.~SELVAGGIA. Consentianvi che voi diciate il vero;
591 Intro| altra ambasciata con mio consentimento, che la guardi molto bene,
592 Dis1 | trasparente, si conforta e conserva nella sua chiareza, per
593 Dis1 | dilata in voi e in voi più si considera, con ciò sia che la complession
594 Dis2 | profilo pare una befana; e considerandola io una mattina che ella
595 Dis1 | questo passo e degna di gran considerazione, così per esser cosa vera,
596 Dis2 | nutrimento. E inoltre, se voi considererete bene la natura della poppa,
597 Intro| per forestiere, veggiavi e considerivi i defetti, non come piatoso
598 Dis1 | sapeva dove. E quando io considero quelle parole che voi solete
599 Dis2 | il ritenuto pomo del mal consigliato Adamo. E percioché io ve
600 Dis1 | sentore, proposto ogni altro consiglio, non volendo però disfar
601 Dis1 | belleza, delle quali una ne consiste nella venustà e l'altra
602 Dis1 | scelerati, fuggono per lo più il consorzio di voi altre donne; che
603 Dis1 | che da essa natura è stato constituito giudice di questa causa,
604 Dis1 | posson insegnare, né la consuetudine la sa mostrare, non è osservata
605 Dis2 | figura.~ ~Ecco che anche i contadini, che son ripieni d'un buon
606 Dis1 | giugner poi là su e parere un contadino quando e' va a città la
607 Dis1 | cuore e le macerie della contaminata conscienza.~MONA AMORRORISCA.
608 Dis1 | che noi la contempliamo; contemplandola, che noi la fruiamo; fruendola,
609 Dis1 | inducente di sé disiderio di contemplarla e di fruirla; e però diciamo: "
610 Dis1 | creò come suo fine e come contemplatori delle superne armonie, questo
611 Dis1 | trovandola, che noi la contempliamo; contemplandola, che noi
612 Dis1 | sempre la veggio, sempre la contemplo, sempre di lei mi godo e
613 Dis2 | il suo, perciò vi voglio contentare. ~ ~Vedete che 'l principio
614 Dis1 | parecchi dì. Sì che, di grazia, contentateci, che ad ogni modo noi non
615 Dis2 | squisito o s’io son di gran contentatura, niuna è qui che meglio
616 Dis2 | non male; che s'ella si contentava che 'l suo petto servisse
617 Dis1 | di voi uomini, che non vi contenterebbe il mondo. Io udi’ dire una
618 Dis2 | sereno, genera una certa contentezza nello animo di chi lo mira,
619 Dis2 | porli; ché non è uom che si contenti così al primo; e forse in
620 Dis1 | che poco fa ragionavi in contenzione.~VERDESPINA. E pur la vostra
621 Dis1 | alcuno non gli può essere contesa, perciò che, quando è celata
622 Dis1 | la illustrissima signora contessa da Vernio, che con quella
623 Dis1 | potesse essere beatitudine continova, senza sospetto della sazietà,
624 Dis1 | malattia di animo, la quale continuamente le inquieta e le perturba.
625 Dis2 | delle belle donne di queste contrade e sammi male che ella non
626 Dis1 | mi parrà essere una cosa contrafatta. Oimè, oh, di coteste misure
627 Intro| che la non si riconosca a' contrasegni, i quali io ho celati il
628 Dis1 | io diceva di sì; e così contrastavamo donnescamente –. A cui disse
629 | contro
630 Dis2 | vi sapete, non le è parso convenevole l'andare a veglia; che me
631 Dis1 | proposito, che alle guance convenga essere candide, candida
632 Dis2 | quelle altre parti che si convengono alla integra perfezione
633 Dis2 | tanto pregato quanto si conveniva, che e’ seguitasse, dopo
634 Dis1 | e fuggono la intrinseca conversazione di noi altri; e queste debbiamo
635 Intro| cervelli tanto stillati, che si convertono in fumo il più delle volte,
636 Dis1 | quale, a comparazione del Convito di Platone, a fatica è bere
637 Dis1 | ritenessero ogni offensione; coperseli con due palpebre mobili
638 Dis1 | scoperti e accessoriamente de' coperti; di poi vedremo che cosa
639 Dis1 | mancato, voi così supplite copiosamente con le parole, che io facilmente
640 Dis1 | d'una di voi... Eccoci a coprir li altari; se voi non racconciate
641 Dis2 | Selvaggia, e non ti varrà coprirla), si disidera pur bianca
642 Dis2 | l'unghia; e se' verde, da cor più materia; e buon per
643 Dis1 | nobile Romano per l'amata Cornelia, e come farei io per quella
644 Dis1 | fa nella piegatura d'un corno, d'una chiocciola marina
645 Dis1 | ripiene, con quelle due coroncine di fini robinuzzi nella
646 Dis1 | anime scambievolmente ne' corpi l'un dell'altro; e però
647 Dis1 | quando è celata all'occhio corporeo, è aperta a quello dell'
648 Dis1 | sì bella la mattina del Corpusdomini in San Domenico; della quale,
649 Dis1 | fuggirono, i quali pel troppo correre si disertarono tutti quanti;
650 Intro| risponderò quattro parole a correzione di costoro. In questo mezo
651 Dis1 | piegatura dei ginocchi, corrispondenti con le lor corde da' fianchi
652 Intro| Orazio, quelle monete che corrono e non i quattrini lisci
653 Dis1 | una mèta e un refugio del corso di tutte le umane fatiche;
654 Dis1 | ha del peregrino né del cortese. ~CELSO. Certo che lo sdegno
655 Dis2 | ebano, sottili e con li peli corti e molli, come se fussero
656 Dis2 | penda più nel lungo che nel corto; mostri al confino del petto
657 Intro| dove favellano le volpi e i corvi, da me, come sapete, pochi
658 Dis1 | manchin forse in qualche cosellina, secondo le misure di questi
659 Intro| ed Eccellentissimo Signor Cosimo Duca meritissimo di Fiorenza.~
660 Dis2 | polpa del dito quanto la costola d'un picciol coltello, senza
661 Dis1 | tanto più ch'io ne sono costretto da chi può costringer lui.
662 Dis1 | sono costretto da chi può costringer lui. Costui, oltre che è
663 Dis2 | avallata, con un poco d'arte costumaron le gentil donne porvi alquanti
664 Dis1 | atti vaghi e gli angelici costumi.~ ~E ’l Boccaccio nel medesimo
665 Intro| suo ornamento ricercassero cotai fioretti, che come esempi
666 Dis2 | affermare per isperienza cotidiana che ella sia stata molto
667 Dis1 | belleza e da natura sono creati per una evaporazione delle
668 Dis1 | particolari, unite nella creazione del tutto, spargeranno il
669 Dis1 | Platone nella sua Republica credemo, ché io per me li credo),
670 Dis2 | tenessi grossolane voi e credessi assottigliar voi, che ne
671 Dis1 | io sarò manco ardito.~ ~Credete voi che, quando io ve le
672 Dis1 | istanza, e ognun disse che credeva di sì, ma che non sapeva
673 Dis1 | CELSO. Verdespina gentile, credi tu però ch'io sia così vile
674 Dis2 | superficie delle mura; e credon forse queste semplicelle
675 Dis1 | confessarne il vero) me lo soli creduto, anzi mi è paruto essere
676 Dis1 | grosso, quel pie' picciolo creino, o vero eccitino o risultino
677 Dis1 | suono della voce entro vi cresca; come e' fa nella piegatura
678 Dis2 | cerchio all'oro terso e crespo.~Erano i capei d'oro all'
679 Dis2 | crudetta; e il tané, ma scuro, cria una vista dolce, allegra,
680 Dis1 | i messaggieri del core e crianvi dentro un certo piglio,
681 Dis1 | quale e’ voglion che si criino le veneree azioni; l'altra
682 Dis2 | Elena di Zeusi con cinque Crotoniate? E questo è un fortissimo
683 Dis1 | dipingere la bella Elena alli Crotoniati, di tutte le loro più eleganti
684 Dis1 | come farei io per quella cruda, la quale, non si volendo
685 Dis2 | Selvaggia, con quella pietosa crudeltà, che per forza si loda,
686 Dis2 | scureza e guardatura un po’ crudetta; e il tané, ma scuro, cria
687 Dis2 | tratto dinanzi e andossene in cucina. Onde Celso, poi che ognuno
688 Dis1 | di soggiogo, come ha la cugina della Amelia, alla quale
689 Dis1 | messe le radici sul terreno cultivato dalla virtù, si contenta
690 Dis2 | sobole gli spessi capegli cumulano il bel capo, o vero sparsi
691 Dis1 | altro che un guiderdone cumulatamente renduto dalle persone grate,
692 Dis1 | che respirano e mandano a cuocere il trito cibo alla pentola
693 Dis1 | ogni banda, oltre a che cuopre e difende li due vitali
694 Dis2 | atto e con un poco poco di curvatura; scalze, nette, ben tenute,
695 Dis1 | vaso dello intelletto, a custodia della memoria, posta nello
696 Intro| purità della mia conscienza, dando licenza ingenuamente a chi
697 Dis1 | temenza, ch'io non fo lor danno alcuno; che il fo solo per
698 Intro| quanto sia biasimevole anzi dannoso non rinchiuder le nuove
699 Dis1 | attillato aggregamento. Dante nella sua Collezione, la
700 Intro| professione di comporre, daranno all'arme, con molte cose
701 Dis2 | quasi un nodo in un dito, darebbe grazia, anzi sarebbe la
702 Dis2 | trecento che combatteron con Dario re de’ Persi sì animosamente,
703 Dis1 | Celso ad aprir la bocca per darle principio, che in sul colle
704 Dis1 | Accordatevi pur tutte a darmi la baia. Sai tu come ell’
705 Dis1 | non ne farà parola, gli ho dati fuori, come vedete.~Ritrovandosi
706 Dis2 | le rose della cetera che Davitte portava alla festa di San
707 Dis1 | conversazione di noi altri; e queste debbiamo credere che sien quelle
708 Dis2 | a basso dolcemente, come debbon fare le braccia Ma del vaso
709 Intro| forze dell'ingegno sono debili, la eleganzia è niente,
710 Dis2 | mostri ben collocati e con debiti spazii e rettamente misurati;
711 Dis2 | che non è quello del mio debole ingegno, se ben l'esempio
712 Dis2 | cervello, che significherebbon deboleza di cervello; le quali tanto
713 Dis2 | colore non è quel bianco che declina al pallore, ma colorito
714 Dis1 | del mezo; dalla quale e' declinano verso la linea triangolare
715 Dis1 | stesso, e, veggendo un volto decorato di questa celeste grazia,
716 Dis1 | quella grata unione, quel decoro, quella temperanza che noi
717 Intro| quegli Ragionamenti ch'io dedicai già all'illustrissima signora
718 Dis2 | che tra le tre bellissime Dee, bellissima giudicata, ne
719 Intro| veggiavi e considerivi i defetti, non come piatoso padre,
720 Dis1 | fusse senza peli, e' sarebbe deforme; al cammello lo scrigno
721 Dis1 | le sarebbono state molto deformi; non furono assodate con
722 Intro| in loro che le rendesse degne di questo onore; alle quali,
723 Intro| illustrissima signora Caterina Cibo, degnissima duchessa di Camerino, non
724 Dis2 | pro ti faccia e a chi è degno alcuna volta di rimirarlo.
725 Intro| rescritti di mia mano e deliberato di metterli in luce; ne
726 Dis1 | assicurarsi dello stato, deliberò di fenderli tutti pel diritto
727 Dis2 | spalanca il paradiso delle delizie e allaga d'una incomprensibile
728 Dis1 | proporzionata grandeza, non delono passare sette e mezo; alla
729 Dis1 | è una favola di Platone denota che ella è piena di misteri
730 Dis1 | dimostra ne la sodeza e densità della carne, forza è che
731 Dis2 | quella parte, per essere più depressa e più ammacata, viene avallare
732 Dis1 | fuggiti. Quegli che erano o descenderono da quegli che erano maschi
733 Dis2 | E percioché io ve la ho descritta di mano in mano con lo esempio
734 Intro| descriver me medesimo e ho descritto il vero, ne' ne voglio dare
735 Dis1 | ciò che ne disse Apuleio, descrivendo la sua Fotide, io mi riserberò
736 Intro| io confesso aver voluto descriver me medesimo e ho descritto
737 Dis2 | Le Guance non accadrebbe descriverle altrimenti, percioché noi
738 Dis1 | dolce, così amabile, così desiderabile, così riguardevole e dilettevole
739 Dis1 | tutte quelle cose che noi desideriamo, che noi le amiamo e non
740 Dis1 | maschi da tramendue le parti, desiderosi di tornare nel primo stato,
741 Dis1 | tratto il secondo, cioè desideroso; percioché una cosa che
742 Dis1 | forza volgere il nostro desio a quei dolci raggi tacitamente.
743 Dis1 | languida, sì che al riposo non desse impaccio e fosse atta al
744 Dis2 | portata la belleza e la destreza; le quali ella suol tor
745 Dis2 | fuori i membri svelti e destri, che li mostri ben collocati
746 Dis2 | Selvaggia, ne darai il destrissimo piede per la nostra chimera.~
747 Dis2 | dove si posa lo agile e destro, insieme con un certo che,
748 Dis1 | animali; ché ben vi deve dettar la imaginazione che le sarebbono
749 Dis2 | grandeza quasi simili ai già detti fiori; e furon chiamate
750 Dis1 | conscienzia di quella feccia che deturpa e ’mbratta la purità e netteza
751 Intro| la eleganzia è niente, devevano pure accettare la buona
752 Dis2 | in secco disse: – Uh, che di' tu, fanciulla mia! Or non
753 Dis1 | e aveva seco quel chiaro diamante che con la foglia di molte
754 Dis1 | capelli] VERDESPINA. Se la Diambra (che quando non le paresse
755 Dis2 | maggior finimento, noi le diamo la grazia, la leggiadria
756 Intro| laberinto io sono, in che dibattito io mi ritrovo per aver raccolti
757 Dis1 | pezi de' fatti miei; ma dicano pur, donne mie, ciò che
758 Dis1 | in un membro semplice, e dicasi ch'ella ricerca una unione
759 Dis1 | avvertire che, se alcuno vi dicesse che quella cosa del dividere
760 Dis1 | aver molta prosunzione, non dicessero che, per venir questo nome
761 Dis1 | quella Appollonia che voi diceste l'altro dì, che parve sì
762 Intro| già trovavano una donna e dicevanle: – Tu non sai? Il tale ha
763 Dis1 | essere men pratiche di voi. Dicevi adunque, in risposta della
764 Dis1 | propriamente, ma più tosto dichiarando, diciamo che la belleza
765 Dis1 | Platone, non accadrebbe che vi dichiarassi adesso questo passo; o se
766 Dis2 | nondimeno io vi prego che voi dichiariate la sua belleza, almeno per
767 Dis2 | a lui; ché sapete che e’ dicon spesso, come il Petrarca
768 | dieci
769 Dis1 | Alla statura dell'uomo diede adunque lo stare diritto,
770 Dis1 | banda, oltre a che cuopre e difende li due vitali canaletti,
771 Dis1 | volentieri di voi, per lodar, per difendervi dal latrare di questi sciocchi,
772 Intro| rispondendo quattro parole in mia difensione, dico che le prime hanno
773 Dis1 | alzandosi, mostrano di porsi in difesa de' medesimi occhi. Ma ritornando
774 Dis1 | che e' fussero muniti e difesi da ogni pericolo di quelle
775 Dis1 | imperfetto, per un poco di difettuzo ch'ella ha nella misura
776 Dis1 | uniscano, sono tra loro differenti e discrepanti. Dico concordia
777 Dis1 | che con essi più tosto si difficultava l'uso del l'audito che no;
778 Dis1 | comune; e anche percioché si difficulti l'entrata a molte bestiuole
779 Dis1 | cose un poco meglio, non diffinendo propriamente, ma più tosto
780 Dis1 | ma la dichiarazione delle diffinizioni della belleza.~MONA LAMPIADA.
781 Dis1 | parlaste con quelle donne sì diffusamente, che mona Agnoletta mia
782 Dis1 | fare nella bocca la prima digestione e aiutarlo a passare nel
783 Dis1 | alberga più in voi, più si dilata in voi e in voi più si considera,
784 Dis2 | vuole essere d'una biancheza dilavata, senza alcuno splendore,
785 Dis1 | desiderabile, così riguardevole e dilettevole così, perciò che la fusse
786 Dis2 | quando son lunghe, schiette, dilicate e che un pochetto si vadano
787 Dis2 | la gola con la sua pelle dilicatissima svelta, che penda più nel
788 Dis1 | occhi nostri con tanta lor diligenza, con tanto sodisfacimento
789 Dis2 | che nel vero io mi son dilungata un poco troppo da casa;
790 Dis1 | che pure troppo ci siamo dilungati dalla materia. Ma ben d'
791 Dis2 | apparire eziandio una certa dimensione, che paia un picciol solco
792 Dis1 | cominciare, un contento che se ne dimentica e se ne lascia se medesimo.
793 Dis1 | Per lei si vede l'uomo dimenticarsi di se stesso, e, veggendo
794 Dis1 | di dichiarare. Non ve lo dimenticate di dire che e' fu Platone;
795 Dis1 | ricordarmeli, ché io me li era dimenticati, ancor che e’ ne sia stata
796 Dis2 | vedi quello ch'io mi era dimenticato! Ma e' ne fu cagion la Selvaggia,
797 Dis1 | Or torniamo agl'uomini dimezati e alle donne divise, che
798 Dis2 | le loro estremità, vanno diminuendo, con una certa dolceza,
799 Dis2 | con ugual tratto sempre diminuiscano; ma quando al fine della
800 Dis2 | spessi, le accresce, le diminuisce, le allarga, le strigne,
801 Dis2 | fine una certa diminuzione diminuita in angulo ottuso: come è
802 Dis2 | verso il lor fine una certa diminuzione diminuita in angulo ottuso:
803 Dis1 | importa un segno, un piglio, dimonstrante la malattia del cuore e
804 Dis1 | son piene, facilmente lo dimostrano), dice adunque questo proverbio:
805 Dis1 | produce vivo e acceso colore e dimostrante l'intrinseco di se medesima
806 Dis1 | non siate così avare di dimostrarlo qualche volta; imparate
807 Dis1 | avercela voi così apertamente dimostrata, noi ne siamo assai bene
808 Dis1 | vecchia sì, e molto bene lo dimostrate, non col viso, che è fresco
809 Dis1 | per me li credo), per la dimostrazion del suo contento, rider
810 Dis1 | che la mala abitudine si dimostri con la fiacheza e rarità".
811 Dis2 | oltre a quel che si è detto, Dione, scrittor greco nobilissimo,
812 Dis1 | io non so, se io avessi a dipigner una Venere, se io volessi
813 Dis2 | è quel colore acceso che dipinge la grana, i coralli, i rubini,
814 Dis1 | Zeusi, il quale, dovendo dipingere la bella Elena alli Crotoniati,
815 Dis2 | effetto che io non ho saputo dipingervela col rozo penello delle mie
816 Dis2 | Orecchi, che col color si dipingon più simili ai balasci che
817 Dis2 | che mai fossero, non pur dipinte, ma imaginate; però ciascuna
818 Dis2 | il collo d'oro e d'ostro dipinto. Piace la gola con la sua
819 Dis2 | della quale bisogna miglior dipintor di me, miglior colori e
820 Intro| ho avuto ancora agio di dirgnene, né le ho saputo far tanto
821 Dis1 | naso al cominciamento della dirizatura, che è la fine della fronte;
822 Dis2 | bambagie e co' suoppanni e, per dirlo ad un tratto, con la industria
823 Dis1 | che così vi piace, mano a dirvela, ma più succintamente che
824 Intro| io mi son poi guasto co' disagi ed ella s' è mantenuta pe'
825 Intro| stessa, mentre leggeva il Discacciamento e la prima giornata di quegli
826 Dis1 | furono quelle donde sete discese voi, che avete il marito
827 Dis1 | professione, ancora che ella non disconverrebbe a qual si sia spirito elevato,
828 Dis1 | essenza della cosa che si discorre, e con ciò sia che rade
829 Dis1 | ragionare, tutto il mio discorrere, i pensier mei tutti rivolgo
830 Dis1 | publico adesso questi suoi discorsi, i quali mi vietò già, egli
831 Dis1 | che pur troppo ci siamo discostati da casa; e diciamo che della
832 Dis2 | intende dal principio della discriminatura insino ai confini delle
833 Dis1 | onorevolmente, ch'io la disdicessi, né voglio io cominciar
834 Dis1 | poi che nulla ti si può disdire.~ ~ ~ ~Vedete le linee,
835 Dis1 | poi che voi venite a fare, disegnateci anche quella riquadratura
836 Dis1 | misure di questi scrupolosi disegnatori, nondimeno, s'ella ride,
837 Dis1 | alla testa, la quale io vi disegnerò così lo meglio ch'io potrò,
838 Dis1 | quali pel troppo correre si disertarono tutti quanti; sì che e'
839 Dis1 | consiglio, non volendo però disfar del tutto la generazione
840 Dis1 | scrigno fa grazia, alla donna disgrazia. Questo non può venire d'
841 Dis1 | insin che e' giunga al disiderato luogo.~Solvesi la statura
842 Dis2 | cosa che in bella donna si disideri, voi, mona Lampiada, le
843 Dis2 | tutta la bocca, come io la disidero; la Selvaggia delle labbra,
844 Dis2 | dolceza il core di chi lo mira disiosamente.~ ~[Dei denti e della lingua]
845 Dis1 | stanno per forza e vivonvi disperate. La terza sorte, che erano
846 Dis2 | altri ovati, che a me non dispiace. Le palpebre, quando son
847 Dis1 | belle, non li ricompensa il dispiacer di quella sola brutta.~MONA
848 Dis2 | fianchi; che penso non vi dispiacerà, anzi vi parrà che la natura
849 Dis1 | potete accorgere quanto dispiacere arrechi seco la brutteza,
850 Dis1 | molto amico e tanto posso disporre di lui ch'io uso dire che
851 Dis1 | membra, le malattie e le male disposizioni del corpo e la perturbazione
852 Dis2 | vago ordine non si avrà disposti i capegli e con dolce maestria
853 Dis1 | che quello si abbia, non dispregiando per questo la belleza di
854 Dis1 | veneree azioni; l'altra la dissero figliuola del Cielo, con
855 Dis1 | fine della fronte; e tanta distanzia è dalla estremità del labbro
856 Dis1 | che tanto è lungo l'uomo, distendendo le braccia in croce, dall'
857 Dis2 | circondino; nello alzarsi vuol distendersi tutta e quasi imitare la
858 Dis2 | bassi o più crespi o più distesi o più folti o manco spessi,
859 Dis2 | segno di rivoltura mostrarla distinta con un poco quasi di soprasalto
860 Dis1 | essempio di voi altre più distintamente parleremo.~ ~[Dei capelli]
861 Dis2 | linee chiare, rare, ben distinte, ben segnate, non intrigate,
862 Dis2 | Venere e di Mercurio, ben distinti, ma non troppo alti; la
863 Dis1 | LAMPIADA. Deh, di grazia, ditecela ora che il tempo ci avanza,
864 Intro| accorrere per cenni; ma ditele che guardi il mio core a
865 Dis2 | ch'ormai ne sarà tempo. Ma ditemi il vero, non vi par egli
866 Dis1 | mira forza gli è che ne divenga vago, cioè disideroso; e
867 Dis1 | tempo e con modestia, fa diventare la bocca un Paradiso; oltre
868 Intro| vergogni, ecco ch'io son diventato rosso; pur nondimeno per
869 Dis1 | quello che essi erano vaghi divenuti. La terza, bello. Il Petrarca
870 Dis1 | vago, cioè disideroso; e divenutone disideroso, per cercarla
871 Dis1 | di più membri diversi e diversamente da sé e in sé, e secondo
872 Intro| quando la mia colei e io ci dividemmo, noi eravamo tutti a due
873 Dis1 | dividerli e' verrebbe loro a divider le forze e l'ardire. E così
874 Dis1 | dicesse che quella cosa del dividere è una favola da veglia,
875 Dis1 | uno due, pensando che nel dividerli e' verrebbe loro a divider
876 Dis2 | segno che mostri quasi di dividerlo in due parti, che quel poco
877 Dis1 | intervallo, ma misurato, li divideva l'un dall'altro; con le
878 Dis1 | pensieri, e con la mente divien vagabondo. È adunque vagheza
879 Dis1 | belleza della propria spezie divinamente e per virtù o sceleratamente
880 Dis1 | è mal capace delle cose divine; degli scelerati e viziosi
881 Dis1 | piena di misteri alti e divini e che la vuol significare
882 Dis1 | che con una sembianza di divinità rapisce la virtù visiva
883 Dis2 | mobilità delle palpebre, fa una divisa che mostra male; e la vicina
884 Dis2 | altro ragionamento io ve lo divisai pienamente, non accade al
885 Dis1 | uomini dimezati e alle donne divise, che pur troppo ci siamo
886 Dis2 | due, che faranno dieci o dodici e un mazo?" E cominciarono
887 Dis2 | fontana di tutte le amorose dolceze, la quale disidera più tosto
888 Dis1 | mettono in mezo quasi una dolcissima fonticella; come ha quella
889 Dis1 | non ho cagione alcuna di dolermi, non desiderando da lei
890 Intro| o male; alcune altre si dolevano che io ne avessi tenuto
891 Dis1 | contento; e quando io mi dolgo di lei, io mi ciancio; perciò
892 Dis1 | vel mostra tutto il dì nel dolore di esso animo, che bene
893 Dis1 | in risposta della vostra domanda, che, se voi aveste letta
894 Dis1 | dì sono ch'io ne senti’ domandare con una grande istanza,
895 Dis1 | cotal volte il capo col domandarvi; ch'io sono una di quelle
896 Dis1 | vostra naturale modestia; e domandate, non perciò ch'io insegni
897 Intro| come di sopra e massime la domenica mattina quando io mi son
898 Dis1 | universalmente, rispetto agli officii domestici ed esercizii familiari che
899 Dis2 | fiori come per un certo domestico ornamento, in vece delle
900 Intro| la croce addosso. Ma che domin sarà? Quando io morissi
901 Dis2 | a colui al quale furono donate certe piante, che, mentre
902 Dis2 | sempre larga e liberale donatrice delle sue grazie allo universale
903 Dis1 | sì; e così contrastavamo donnescamente –. A cui disse Celso: –
904 Dis2 | predicatori a noi altre donnicciuole dicono degli esempi, per
905 Dis1 | la belleza è il maggior dono che facesse Iddio all'umana
906 Dis1 | prime donne, egli li fece doppi di membra, cioè con quattro
907 Dis2 | le grazie ne’ particolari doppiamente, ma a fatica una per uno,
908 Dis2 | sapere che ordinariamente si dorme più in su la tempia destra
909 Dis2 | mostrando che gli antichi dormivano in terra e, per non li guastare,
910 Dis1 | degli occhi al mezo del dorso del naso; e tanta vuole
911 Dis2 | famiglia, con tutte le celesti dote, col balteo, col velo, con
912 Dis1 | quinte essenzie, se ben son dotte, sottili e ingeniose, nondimeno
913 Dis1 | Sono stati nondimeno molti dotti e valenti uomini, i quali
914 Dis1 | filosofo e l'artefice, tra 'l dottore e 'l mercatante è una grandissima
915 Dis1 | imitando Zeusi, il quale, dovendo dipingere la bella Elena
916 Dis1 | ancora i brutti, i quali doverebbono sempre andare in maschera,
917 Dis1 | son la più vecchia, io non doverei esser tenuta prosuntuosa,
918 Intro| penso senza molta difficultà doverne essere iscusato. Perciò
919 Dis1 | quella con chi voi fate da dovero.~CELSO. Verdespina gentile,
920 Intro| potuto comandare, ch'io dovessi dar fuori un mio dialoghetto,
921 Dis1 | alcuno altro senso; però doviamo pensare che la natura gli
922 Dis1 | mestieri che ell'abbiano il dovuto colore, cioè quello ch'era
923 Dis1 | donne come al fondaco de' drappi e de' panni, che vi si spaccia
924 Dis2 | certa grazia, dalla banda dritta e aprirlo dalla manca, quasi
925 Dis2 | cantando le belleze della sua druda, quando e' disse: ~ ~La
926 Dis1 | insieme la vista di tutt'a dua li occhi in guisa che, senza
927 Intro| dal mettervi le seconde, dubitando non l'avessero per male
928 Dis1 | mona Lampiada allora: – Non dubitate ch'ella non dirà cosa alcuna.
929 Intro| Eccellentissimo Signor Cosimo Duca meritissimo di Fiorenza.~
930 Dis2 | non pare altro se non un ducato d'oro stato nell'acqua forte;
931 Intro| Caterina Cibo, degnissima duchessa di Camerino, non senza dimostrazione
932 Dis1 | il quale termina in quel duoi monticelli che si mettono
933 Dis1 | giovani si conviene; e così durarono, insino che fu ora che ognuno
934 Dis2 | cotesta vostra che avete durato due dì a farla e non ha
935 Dis2 | quel poco del tempo che le duravano, e per colore e per grandeza
936 Dis1 | non vi si potendo, per la dureza e rigorosità di quelle ossa,
937 Dis1 | non furono assodate con duri e solidi ossi, con ciò sia
938 | é
939 Dis2 | ha simili al color dell’ebano, sottili e con li peli corti
940 Dis1 | savi per la prima e più eccellente cosa che sia tra i subietti
941 Intro| regnante lo Illustrissimo ed Eccellentissimo Signor Cosimo Duca meritissimo
942 Dis1 | Elena, la quale con le sue eccessive belleze mosse mille greche
943 | eccettuato
944 Dis1 | particolari, con le quali sarà eccitata la detta belleza, saranno
945 Dis1 | e bisognando che per la eccitazione della belleza universale
946 Dis1 | uno splendore, il quale si ecciti per occulta via da una certa
947 Dis1 | picciolo creino, o vero eccitino o risultino in questa bellezza;
948 Dis1 | bene avete fatto.~CELSO. Eccotelo qui, poi che nulla ti si
949 Dis1 | e della lungheza.~CELSO. Eccovelo qui.~ ~ ~ ~
950 | eccovi
951 Dis1 | il fuoco nel tempio della efesia Dea. E questi tutti, o volete
952 | eglino
953 | Eh
954 Intro| dell'ingegno sono debili, la eleganzia è niente, devevano pure
955 Dis2 | lode di quello quella bella elegia, avendo avuto tanta bella
956 Dis1 | temperato dagli umori e con gli elementi composto, si ritrova la
957 Intro| sono, e voi non sete né Elene né Veneri, e non dico di
958 Dis1 | più eleganti fanciulle ne elesse cinque, delle quali togliendo
959 Intro| sostegno della mia vecchieza, eletta per riposo delle mie fatiche,
960 Dis1 | disconverrebbe a qual si sia spirito elevato, anzi gli sarebbe un grande
961 Dis2 | brodoni scempi! Non s'accorgon elleno che quel fodero fa gonfiar
962 Intro| lo stil mio è basso, la eloquenzia è poca, le forze dell'ingegno
963 Dis2 | tempo lascia questo nostro emispero; ché ben sapete che non
964 Dis1 | diletta; se la tace, ell'empie altrui di ammirazione; s'
965 Dis1 | noi non nascesse qualche emulazione che fosse cagion di scandolo;
966 Dis2 | proverbio latino dice: "Est homo emunctis naribus", che significa: "
967 Dis2 | quelle spine appuntate che entran tra la carne e l'unghia;
968 Dis1 | quando pur qualcuna ve ne entrasse, vi ritrova una certa materia
969 Dis1 | percioché si difficulti l'entrata a molte bestiuole che vi
970 | eravamo
971 Dis1 | chiamati Ermafroditi, quasi da Erma, che vuol dire Mercurio,
972 Dis1 | nulla e furono chiamati Ermafroditi, quasi da Erma, che vuol
973 Intro| a chi sa di me un minimo erroruzo, che, palesandolo, mi faciano
974 Dis1 | memoria della lor colpa ed esagitate dalla prova dei mille testimoni
975 Dis1 | veggendo una cosa divina, è esagitato dal celeste furore, e finalmente
976 Dis1 | corpo e la perturbazione ed esagitazione degli umori di quello. Né
977 Dis1 | accioché ch'indi possano esalare le dette superfluità; della
978 Dis1 | Mercurio fu il segatore ed Esculapio il maestro di rassettarci
979 Dis1 | più agiatamente potessero esequir il loro officio. Feceli
980 Dis1 | agli officii domestici ed esercizii familiari che per vostra
981 Dis1 | metta ad ogni fatica, si esponga ad ogni pericolo per ritrovare
982 | essendosi
983 Dis1 | contemplare sempre la omnipotente essenzia d'Iddio e fruir la sua divina
984 Dis1 | di amore e altre quinte essenzie, se ben son dotte, sottili
985 | esserci
986 | esservi
987 | Est
988 Dis2 | lungo, e più si potevano estendere verso il viso, furon chiamati
989 Dis2 | dolcemente rilevandosi dalle estreme parti, viene in modo crescendo,
990 Dis1 | intrinseco di se medesima estrinsecamente, così le perfette membra
991 Intro| chi ha detto che non all'età mia né alla mia professione
992 Dis1 | Aristotele nel quinto dell’Etica, conosciuto che noi abbiamo
993 Dis1 | Achille Patroclo, e Niso Eurialo; chi impudicamente, come
994 Dis1 | come Orfeo per la cara Euridice, e Caio Gracco nobile Romano
995 Dis1 | natura sono creati per una evaporazione delle cose superflue del
996 Dis2 | gherofani o di persa; ed evene di quelle che paiono un
997 Intro| gnene avesse detto per me, facciale anche adesso quest'altra
998 | facciamo
999 Dis1 | che ivi a non molti dì, facendomi replicare da lui medesimo
1000 | facessero
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