Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Paolo VI
Incontro 10 febbraio 1975

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per attivare i link alle concordanze

« PENSIAMO A TUTTI VOI . . . »

E pensiamo a tutti voi, carissimi parroci, a voi responsabili della vita pastorale, spirituale di Roma; a tutti i vice-parroci, che anch’essi si moltiplicano: « dilatentur spatia caritatis ». E poi, ai quartieri dove sembra che ci sia quasi una emarginazione, come oggi si dice, quasi una trascuranza. Tutte le sere la nostra preghiera finisce quasi per fare il giro di questa circonferenza romana, e deve così salutare tutti questi confratelli che sono là con i poveri, con gli sfrattati, con i bisognosi, e consacrano la loro vita in una zona, dove è poco facile vivere tranquilli e felici. Abbiate voi un supplemento della mia benedizione, proprio per questa vostra elezione, per questa vostra particolare condizione di vita pastorale.

E poi? È sufficiente l’organizzazione parrocchiale di Roma? Ecco, vedete, bisogna essere realisti. Quando io sono venuto a Roma, ripeto, la prima volta, la Città aveva, sì e no, 300 mila abitanti, Adesso ha più di 3 milioni, si è decuplicata. Si sono forse decuplicate le forze ecclesiastiche che lavorano in Roma? Sono diminuite, forse, non cresciute. Quanti sono i preti che vengono dalla diocesi? Ecco un grande problema che vi consegno; cercate, pregate il Signore perché mandi operai alla sua messe, che vi mandi qualche vocazione, perché questa Roma non sia deserta dai ministri del Vangelo e della grazia di Dio. E grazie, grazie a tutti i religiosi, che si offrono ad integrare, a completare la vita pastorale di Roma. Sono ormai la maggioranza. Io li guardo con grande affezione e con grande rispetto. So c e cosa significa per loro, che hanno un programma ha stabilito, una fisionomia particolare di preghiera, di abitudini, di organizzazione, il trasferirsi nel campo pastorale, che ha tutt’altre regole ed esigenze. Siccome questo sacrificio è fatto da molte famiglie religiose, e in genere, non mi smentisca il Cardinale Vicario, fatto molto bene, allora io devo davvero ringraziare e benedire anche voi religiosi, per quello che fate a questa cara e diletta diocesi romana.

E poi tutte le altre opere. Quanti sono quelli che esercitano il ministero, direi, volontariamente? Sono molti, per fortuna. La Curia comincia, anzi continua ad abituarsi a desiderare di portare il suo concorso: chi in una chiesa, chi in un convento, chi in una scuola, ecc., ma insomma c’è una espansione della carità pastorale, che invade anche questo complesso così difficile e così prezioso che è l’organizzazione della Curia romana per i bisogni universali del mondo. Ma però, anche essa non resta insensibile ai bisogni immediati della popolazione romana, ed anche a questi che esercitano il loro ministero in maniera sussidiaria, ma fedele ed ordinata, vada il nostro grande e cordiale saluto ed incoraggiamento.




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) Copyright 1996-2007 EuloTech SRL