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APRILE

L’homo che nasce nel mese
d’aprile,
sara prosontuoso, & audace,
ardito molto, d’animo virile.
Sara in comprar, & vender
perspicace,
sotile, astuto, & non sara bugiardo,
ma sempre nel parlar suo verace.
Sara grazioso, e ancor forte, e
gagliardo.
in mercatura sarà aventurato
sara secreto con molto riguardo.
Piaghe di ferro havra, ma
vendicato
sara poi quello, & fàttoli gran danno
sara in sua robba, e non sara avisato.
Et ricco lui le femmine faranno
con diligentia ciò che il vorrà fare
ridurrà al bon fine: e ancor havranno
Dificultate i suoi parenti a
stare
o vivere con lui, che verso a quelli
scarso sera poi volentieri dare
Vorrà dil suo, più ch’alli suoi fratelli
a soi compagni e con strane persone
vivera, abbandonando tutti quelli
Che di casa
saranno, e sua magione
l’altrui torra per forza alcuna volta
andra in varia e longinqua regione.
A lui ventura havra la fronte
volta
dopo trent’anni imperio debe havere
sopra persone, & obbedienza molta.
Havra: ma dopo questo
al mio parere
da li dodeci anni intorno ai venti,
alcune infirmatati debbe havere.
Anco forza sera che se contenti
nelli quaranta, & se fuori di questa
noia andara, voglio che si contenti
Che sara
ricco, & niuna cosa mesta
havra per fin al ponto della morte
anni sessanta quattro a viver resta.
Al mondo onde di questo si
conforte.
APRILE
La donna ch’in
sto mese sara nata
sollecita, studiosa, e diligente.
a tutte le sue cose sara data
Sapra ben lavorare e finalmente
di quanto quella havra principio dato,
tutto al fin redurra perfettamente
Strani loghi havera quella
cercato:
e in eta essendo d’anni vintiduoi
violentia d’animali havra portato
Havra figlioli, & guardisi da
poi
dal foco imperoche patir potrebbe
qualche molestia: & poi piu d’un de’ soi
Havra mariti, & maritar si debbe
nei quatordeci anni pria costei:
& qualche infirmita haver potrebe
Che la prima ne
gli anni dece e sei,
ne li otto e dece hara poi la seconda
nei trentatre se scampara anco in lei:
Milior ventura conviene ch’abonda
ma che non caschi d’alto habisi cura
un’altra cosa non convien ch’asconda
Nulla cosa costei per sua natura,
di quanto sapr dir, terra celato.
ma d’ogni cosa senza averne cura
Havera senza dubio palesato.
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