Parte,  Par.

 1 Pro     |             domanda al lettore, quale uomo colto del nostro tempo,
 2   1,   1|               e conoscente, sebbene l'uomo soltanto sia capace d'accoglierla
 3   1,   3|              patrimonio speciale dell'uomo. Tale capacità, che lui
 4   1,   6|         aggiuntasi esclusivamente all'uomo — ed è in se stesso a dir
 5   1,   6|              irragionevole anche nell'uomo. La ragione non può che
 6   1,   7|               appartiene soltanto all'uomo: classe che ha per materia
 7   1,   8|              è la conoscenza che fa l'uomo signore della terra, non
 8   1,   8|               è dunque penetrata nell'uomo, unico fra tutti gli abitatori
 9   1,   8|             non intuitivo, che  all'uomo la riflessione, per cui
10   1,   8|          irragionevoli. Molto anche l'uomo li supera in potenza e in
11   1,   8|           solo nel presente, mentre l'uomo per di più vive contemporaneamente
12   1,   8|           animale sente e intuisce; l'uomo per di più pensa e sa: entrambi
13   1,   8|               di movimento e suono: l'uomo comunica all'altro uomo
14   1,   8|             l'uomo comunica all'altro uomo pensieri, per mezzo del
15   1,   8|             morte solo nella morte: l'uomo s'appressa di ora in ora
16   1,   8|           Soprattutto per questo ha l'uomo filosofie e religioni: ma
17   1,   8|        spirito, che è privilegio dell'uomo in confronto dell'animale
18   1,   8|              facoltà e proprietà dell'uomo, e finalmente ciò che non
19   1,   8|             distintivo fra animale ed uomo, i concetti universali astratti,
20   1,   8|              distinguono la vita dell'uomo da quella dell'animale.
21   1,   9|               solo nello spirito dell'uomo, toto genere diversa dalle
22   1,   9|             che per mezzo di quelli l'uomo produce, sono materia di
23   1,   9|             tutto ciò che distingue l'uomo dall'animale, va spiegato
24   1,   9|            concreta, sono i concetti «uomo, pietra, cavallo», etc.
25   1,  12|               l'attenzione confonde l'uomo. Perciò selvaggi e uomini
26   1,  12|               falsi estremi; mentre l'uomo semplice li coglie immediatamente,
27   1,  12|            concetti astratti. Ciascun uomo ha la sua immediata fisiognomica
28   1,  12|           espressione appunto tutto l'uomo, medesimo. Quindi, per quanto
29   1,  13|               all'umorismo. Perciò un uomo duro d'orecchi può, come
30   1,  14|               privilegio concesso all'uomo dalla ragione. L'esame generale
31   1,  14|       frammento sta al tutto. Ciascun uomo, sia per esperienza, sia
32   1,  15|            pietra, quanto quella dell'uomo; non può dar conto della
33   1,  15|           conoscere e dell'agire dell'uomo. Così per esempio la gravità
34   1,  16|             propria, particolare dell'uomo soltanto, sia delle operazioni
35   1,  16|               quanto la condotta dell'uomo si distingua da quella dell'
36   1,  16|        conoscenza intuitiva. Quindi l'uomo conforme alla natura 
37   1,  16|        astratte.~Il privilegio, che l'uomo in grazia della ragione
38   1,  16|               corso della sua vita. L'uomo con ciò sta rispetto all'
39   1,  16|        notevole, anzi mirabile: che l'uomo, accanto alla propria vita
40   1,  16|           natura animale, e gridi all'uomo forte: σιδηρειον νυ τοι
41   1,  16|              più alto culmine a cui l'uomo può elevarsi col semplice
42   1,  16|             il grande privilegio dell'uomo — la ragione, che, mediatamente,
43   1,  16|              ragione potesse elevar l'uomo sopra a questo male, renderlo
44   1,  16|        maggiore o minore di ciò che l'uomo può raggiungere o evitare.
45   1,  16|              di questa proprietà dell'uomo, ogni desiderio tosto muore
46   1,  16|          Imperocché ogni volta che un uomo in qualsiasi modo perda
47   1,  16|          etica stoica tendeva a far l'uomo partecipe in altissimo grado
48   2,  19|           fenomeno visibile in quanto uomo o animale. Se io quindi
49   2,  19|               conosciuto, perché nell'uomo la volontà si manifesta
50   2,  21|          nella meditata condotta dell'uomo. La gran differenza, che
51   2,  23|             palese, come volontà dell'uomo; e la volontà fu detta libera,
52   2,  23|              di ciascun fenomeno, e l'uomo nella sua attività, come
53   2,  23|              una volontà soltanto all'uomo, e tutt'al più agli animali;
54   2,  23|              classe di fenomeni. Nell'uomo l'individualità si afferma
55   2,  24|               può essere scusato nell'uomo. Un giorno potrebbero perfino
56   2,  24|               è ad esso, quel che all'uomo è la volontà; e, come questa,
57   2,  24|                dato il carattere dell'uomo, doveva necessariamente
58   2,  24|               seguire. Ma dell'aver l'uomo questo carattere, anzi della
59   2,  24|               alcuna. Quel ch'è per l'uomo il suo proprio imperscrutabile
60   2,  24|               animali, e perfino dell'uomo. Ci si accordò tacitamente
61   2,  24|       presupposto; e chiamandosi nell'uomo carattere, nella pietra
62   2,  24|            pietra il più debole, nell'uomo il più alto grado di visibilità,
63   2,  25|             pietra, una maggiore nell'uomo: imperocché il rapporto
64   2,  25|            della terra, ed anche dell'uomo; poi d'altra parte — in
65   2,  25|      grandezza dello spirito in quest'uomo così piccolo, che può avvertire
66   2,  26|               modo del carattere dell'uomo; solo i loro singoli fenomeni
67   2,  26|               in particolar modo nell'uomo, come gran distinzione di
68   2,  26|           sicurezza la condotta di un uomo; perché con la ragione è
69   2,  26|        simmetrici e costanti che nell'uomo40. Inoltre è da considerar
70   2,  26|           individuale, distinguente l'uomo da tutti gli animali, il
71   2,  26|            mentre codesta scelta nell'uomo — e in modo istintivo, indipendente
72   2,  26|        passione. Così, mentre ciascun uomo va guardato come un fenomeno
73   2,  26|           animali si allontanano dall'uomo; le piante finalmente non
74   2,  26|         determinano il carattere dell'uomo, ma soltanto la manifestazione
75   2,  26|            fondato su ragione. Che un uomo sia cattivo, un altro buono,
76   2,  26|             il destino ha posto quell'uomo, dall'ambiente, dagl'influssi
77   2,  26|           dalla volontà, di cui quell'uomo è manifestazione. Di ciò
78   2,  27|             motivo nel movimento dell'uomo: ma mancare non può mai.
79   2,  27|        organismo di un animale o dell'uomo non sarebbe quindi, filosoficamente
80   2,  27|              e dal cristallo fino all'uomo. Questa conoscenza è dai
81   2,  27|               la pianta, l'animale, l'uomo. Adunque dalla contesa di
82   2,  27|               immaginari, dai quali l'uomo è spinto a tenere una condotta
83   2,  28|          perfetta obiettivazione nell'uomo, non potrebbe tuttavia questa
84   2,  28|          essenza di esso. L'idea dell'uomo doveva, per apparir nel
85   2,  28|            presupposti dall'idea dell'uomo, come i fiori dell'albero
86   2,  28|               della quale è vertice l'uomo. Se si amano i paragoni,
87   2,  28| manifestazione accompagna quella dell'uomo con la stessa necessità,
88   2,  28|           possono definire l'eco dell'uomo, e dire: animali e piante
89   2,  28|            quinta e terza minore dell'uomo, il regno inorganico è l'
90   2,  28|                in virtù della quale l'uomo per la propria conservazione
91   2,  28|     condizione fondamentale. Presso l'uomo, il carattere empirico ha
92   2,  28|               carattere empirico dell'uomo, ma anche quello d'ogni
93   2,  28|              tutte le sue azioni, e l'uomo, infine, va studiato bene
94   2,  28|              è tanto più ingenuo dell'uomo, quanto la pianta è più
95   2,  28|               fosse più nuda che nell'uomo, dov'è rivestita di tanta
96   2,  28|              carattere d'ogni singolo uomo può, in quanto è affatto
97   2,  29|               ragione. Quindi ciascun uomo ha sempre finalità e motivi,
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