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Pontificio Consiglio per la Famiglia
Clonazione: scomparsa della genitorialità

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  • 3. Verso il divieto globale e simultaneo di ogni clonazione umana?
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3. Verso il divieto globale e simultaneo di ogni clonazione umana?

È ovvio che l'applicazione della scienza all'ambito della procreazione umana riguarda l'intera società, e non solo la comunità scientifica. Per questo, abbastanza presto, sono iniziati gli sforzi per giungere ad una legislazione nella quale, senza coartare il legittimo sviluppo della scienza, si tracciassero in maniera definita i confini etici e legali della sua applicazione e si vietasse un'eventuale clonazione dell'essere umano. Negli ultimi anni sono state varate, in alcuni Paesi, leggi nelle quali la clonazione umana riproduttiva è severamente vietata, malgrado siano state fino ad ora permesse le ricerche sulla clonazione umana quando sono svolte per fini di ricerca e terapeutici (come nel Regno Unito).

In altri Paesi, invece, è stato vietato ogni genere di clonazione (Germania), oppure si sono iniziate le procedure parlamentari verso un divieto di qualsiasi tipo di clonazione (Stati Uniti) 11. È certo che la preoccupazione per questa tematica è crescente, e i tentativi per giungere ad un divieto della clonazione umana, non solo a livello nazionale, ma anche mediante gli strumenti del diritto internazionale, si sono intensificati.

Il punto di partenza di questo dibattito è stata la decisa volontà di proibire la clonazione umana riproduttiva. Dal 1993, il Comitato Internazionale di Bioetica 12 si è occupato di tale questione. La Conferenza Generale dell'UNESCO ha approvato una "Dichiarazione universale sul genoma umano e i diritti umani", adottata poi dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel 1998, nella quale si afferma che la clonazione con finalità riproduttiva è contraria alla dignità umana 13.

Durante la 56ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite (12/12/2001), si è decisa la costituzione di un Comitato, che prosegue ancora i suoi lavori, per giungere alla messa al bando della clonazione mediante uno strumento giuridico internazionale, in particolare, una Convenzione internazionale 14. All'inizio si era pensato solo ad una proibizione della clonazione riproduttiva. Nell'agosto 2001, Germania e Francia hanno chiesto al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, un progetto per vietarla in tutto il mondo. Alla fine del 2001, la clonazione riproduttiva era stata vietata in 24 Paesi, tra i quali Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna, India, Giappone, Brasile e Sudafrica.

L'evoluzione recente della situazione internazionale e l'iniziativa di alcuni Paesi, favorevoli non solo ad un divieto della clonazione riproduttiva (proposta di bando parziale), ma ad una proibizione globale e simultanea della clonazione, sia a scopo di riproduzione che di ricerca e terapia (proposta di bando totale), rappresentano un cambiamento significativo  nei  lavori  verso  una Convenzione internazionale contro la clonazione.

In particolare, sono state importanti, a questo riguardo, la legge degli Stati Uniti, del 27/2/2003, di bando totale della clonazione, (attualmente allo studio nel Senato), la risoluzione del "Bundestag" tedesco, del 7/2/2003, di promuovere iniziative internazionali di bando totale (e non solo parziale come fino ad ora), il progetto francese, del 30/1/2003, di riforma della legge sulla biomedicina, con il bando totale (ancora in discussione), e la richiesta di bando totale del Parlamento Europeo, del 10/4/2003 (allo studio adesso della Commissione Europea). Tutte iniziative recenti che tendono ad una messa al bando di ogni clonazione e non solo di quella riproduttiva. Questa diversa atmosfera internazionale, in confronto a quella di pochi anni fa, si è affermata attualmente, con un'iniziativa promossa dagli Stati Uniti e dalla Spagna, presentata alle Nazioni Unite, allo scopo di raggiungere una Convenzione internazionale di bando totale della clonazione 15.

Ci sono precedenti di strumenti internazionali tendenti a ottenere questo divieto. Nell'ambito del Consiglio d'Europa, dopo l'accordo di Parigi (12/1/1997), sono iniziati i lavori per una Convenzione contro la clonazione. Il Parlamento Europeo ha accolto e fatto sua questa iniziativa del Consiglio d'Europa per un "divieto esplicito di ogni clonazione umana" e, nel frattempo, ha fatto richiesta "ai ricercatori e ai medici che partecipano alla ricerca sul genoma umano di non intervenire in nessun caso nella clonazione di esseri umani fino all'entrata in vigore di una proibizione giuridicamente vincolante" 16. La Convenzione europea sui diritti umani e la biotecnologia o "Convenzione di Oviedo", così come il Protocollo addizionale sul divieto di clonazione di esseri umani, è stata il frutto di questi lavori e ha vietato specificamente "la costituzione di embrioni umani a fini di ricerca" (art. 18.1). La ratifica della Convenzione di Oviedo da parte di alcuni Stati europei, quindi, era già iniziata nel 1999.

Il Parlamento europeo si è pronunziato nuovamente il 22 novembre 2001 in favore della proibizione di ogni tipo di clonazione umana, questa volta in tutto il mondo. Si è trattato di un emendamento ad un rapporto sulla biotecnologia in cui il Parlamento, "ripete insistentemente che vi dovrebbe essere un divieto universale e specifico a livello delle Nazioni Unite della clonazione di esseri umani in qualsiasi tappa di formazione e sviluppo". Il Parlamento invitava allora la Commissione Europea e gli Stati membri del Parlamento Europeo a procedere in questo senso. Sia nell'aprile 2002, sia nel febbraio 2003, i parlamentari, nelle votazioni, si sono mostrati favorevoli ad un divieto della clonazione con lo scopo di estrarre dall'embrione le cellule staminali. Il "Bundestag" (febbraio 2003) ha chiesto al Governo tedesco di cambiare la posizione della Germania alle Nazioni Unite, schierandosi in favore del bando totale della clonazione, perché essa rappresenta un attacco contro la dignità umana, premesso che non c'è una distinzione morale sostanziale tra clonazione riproduttiva e terapeutica, poiché in ambedue si luogo alla creazione di embrioni umani viventi.

 




11 House of Representatives, legge HR 534, febbraio 2003



12 Si tratta di un organismo del sistema delle Nazioni Unite, creato nell'ambito dell'UNESCO



13 Risoluzione 53/192



14 Ad Hoc Committee on an International Convention against the Reproductive Cloning of Human Beings



15 "non è possibile controllare l'efficacia della clonazione umana a fine riproduttore se non si vieta anche quella terapeutica... un divieto parziale potrebbe dar luogo alla comparsa di un affare clandestino di clonazione a fine riproduttivo, con l'instaurarsi di un commercio illegale di oociti... il principio giuridico di precauzione deve assicurare la protezione della parte più debole, in questo caso, l'embrione umano... l'esperienza accumulata nella clonazione di animali ha reso noto una molto ridotta efficacia delle tecniche utilizzate e rischi considerevoli di malformazione e difformità dell'embrione... Opporsi alla clonazione umana non equivale ad un rifiuto del progresso della scienza, né di quello della ricerca genetica. La clonazione non è l'unica strategia di ricerca per lo sviluppo della medicina rigeneratrice... una scommessa generica in favore della ricerca sulle cellule staminali adulte aiuterebbe a sfruttare le loro possibilità e dimostrare la loro efficacia". Memorandum contro la clonazione terapeutica. Delegazione di Spagna presso le Nazioni Unite, febbraio 2002.



16 Risoluzione del Parlamento Europeo del 12 marzo 1997 ( 2 e 11).






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