Arnoldo
Oh figlia! il primo amplesso
a te fia dato; ed il primier sorriso,
che a suo ritorno il genitore allegri,
quel della figlia sia.
(S'avvicina alla casa)
Coro
(D'Arnoldo udiste?)
Arnoldo
(fermandosi)
Il nome mio! che fia?
Coro
Ahi! tristo frutto e amaro
dal suo valore ha colto,
e quanto avea di caro,
un seduttor gli ha tolto;
se rea di tanto eccesso
la figlia sua si fa.
Arnoldo
(mostrandosi, con forza)
Mia figlia!
Coro
(riconoscendolo)
Ah! è desso!
Arnoldo
Sì, son desso, v'arrestate!
Desso io son che compiangete.
Coro
(Ah! che dir?)
Arnoldo
Che fu?... Parlate...
Coro
(Sventurato!)
Arnoldo
Voi tacete?...
< Se v'è un padre, a lui m'appello;
quello io prego... Ahi! parli quello!
Del mio cor la fiera ambascia
ei può solo immaginar. >
Coro
< Deh! tacer, partir ne lascia;
va tua figlia a interrogar. >
Arnoldo
< Io v'intendo. Oh! mio furore!
Sì, v'intendo... (avvampo ed ardo!) >
Dite solo il seduttore,
dite il nome del codardo!
Coro
I
Favorito egli è di Carlo,
II
È un possente...
Tutti
Egli è Olivier.
(Arnoldo metta la destra sulla spada, e mesto s'allontana)
Coro
Dove corri?
Arnoldo
A trucidarlo.
Coro
E il puoi forse?
Arnoldo
È vero... è ver!
(retrocede)
Coro
(sottovoce circondandolo)
Non sai tu, del nostro duca
legge v'ha, che danna a morte
qual che sia che seduca
vergin nata in umil sorte.
Quella invoca, e vendicata
tanta offesa appien sarà.
Arnoldo
E mia figlia! ah! sventurata
vendicar chi mai potrà?
Era pura, come in cielo
puro è il raggio d'una stella,
come il sol che i fiori abbella,
l'abbelliva l'onestà.
Ah! la colpa stese un velo
su quel astro di mia vita!
Ah! la rosa è inaridita,
e mai più non sorgerà.
Ma vendetta! Pera l'empio
che ogni gioia m'avvelena!
Coro e Arnoldo
Pera, pera; e sia d'esempio
la sua morte ai seduttor!
Sappia il Duca, il mondo apprenda
il delitto e insiem la pena:
non v'ha legge, che difenda,
che protegga il malfattor.
Coro
Sì, vendetta!
Pera l'empio! E sia d'esempio
la sua morte ai seduttor!