Durante il precedente coro defila l'esercito del duca di Borgogna. Escono
schiere numerose di cittadini. Comparisce Carlo con splendido corteggio: ha
Oliviero al fianco.
Carlo
Miei prodi, è vostro il merito
se vincitore io torno.
L'onor con voi dividere
degg'io di sì bel giorno.
Ore felici e liete
insiem con me godrete.
Presto a novelle glorie
l'onor vi chiamerà.
Arnoldo con un foglio in mano, trascinando Adelia, si avanza.
Oliviero
(scorgendoli)
Ciel!... che veggio!
Arnoldo
(genuflesso)
Al tuo cospetto
soffri, o sire, un padre in pianto.
Carlo
Sorgi, Arnoldo! E donde aspetto
triste hai tu, dimesso tanto?
Parla!
Arnoldo
Ascolta.
Oliviero
(Io son perduto!)
Adelia
(Lassa me! più cor non ho!)
Arnoldo
Una figlia, un sol sostegno
di mia vita io possedea.
Mentre in campo a pro' del regno
io sudava e combattea,
un crudel fra questi alteri
tuoi baroni e cavalieri,
un crudel me la rapia,
seducea quel puro cor.
Carlo
Un fra miei! chi tanto ardia?...
Tremi, tremi il malfattor!
Arnoldo
Io m'appello al cor di Carlo:
vuo' giustizia...
Carlo
Tu l'avrai.
Noma il reo.
Adelia
Deh! non nomarlo.
Carlo
Parla: il vuo'.
Arnoldo
Vicin tu l'hai.
Oliviero
Io son quello.
Carlo
Tu? che ascolto!
Oliviero
Ma non vil, non seduttor
io l'amai dal primo istante
che s'offerse agli occhi miei.
L'amo ancor d'amor costante,
il mio bene è posto in lei:
le giurai mia fé di sposo,
e mia fé le serberò.
Carlo
E tant'osi?
Oliviero
No... non oso;
solo imploro, e grazia avrò.
Carlo
Non sai tu qual havvi editto,
qual v'ha pena al tuo delitto.
Oliviero
Morte: il so...
Adelia
Gran Dio!
Carlo
Non sai
quale imene a te serbai?
Non sai tu di qual faresti
stirpe illustre il disonor?
Ed unirti a lei potresti?...
Morrai prima.
Adelia
Ah! mio signor!
Se funesto a' giorni suoi
esser debba l'amor mio,
vi rinunzio a' piedi tuoi:
la sua man più non desio.
Viva, viva e d'altrui fia sposo.
< Con lui sol sii tu pietoso: >
io col padre andrò lontana
a morire di dolor.
Coro
Nobil core!
Arnoldo
Taci, insana!
Morte poi, ma pria l'onor.
Odi, o Duca: in questo foglio,
di tua man vergato intero,
difensore del tuo soglio
tu m'appelli.
Carlo
È vero.
Coro
(È vero!)
Arnoldo
Qual favor mi fia più grato
d'assentirmi hai tu giurato.
Carlo
Lo rammento.
Coro
(Lo rammenta!)
Arnoldo
Resti dunque ogn'ira spenta,
altro premio io non ti chiedo,
che la mano d'Olivier.
Carlo
La sua mano! E quali opporre
puoi tu stemmi ai stemmi suoi?
Arnoldo
Quei, che niuno a me può tôrre:
le ferite del guerrier.
Coro
Che dirà? Ne' torbid'occhi
lo stupore è sculto e l'ira.
Oliviero, Adelia e Arnoldo
Giusto ciel! pietà lo tocchi!
Miti sensi al cor gl'ispira
la mia vita e la mia morte,
ciel pietoso! è in man di te.
Coro
Da magnanimo, da forte
parla Arnoldo; udir si de'.
Carlo
Tanto ardir!... ma la sua sorte
è decisa, immota ell'è.
Ascoltate. Un sommo esempio
di giustizia io darvi intendo.
Nel mio tetto, nel mio tempio
pria che annotti io tutti attendo:
ne' miei lari il rito angusto,
l'imeneo compito io vo'.
Coro
Viva il duca, viva il giusto!
La clemenza in lui parlò.
Arnoldo, Adelia e Oliviero
Sire! ah sire! il mio contento
proferir mi vieta accento.
Carlo
Fia palese all'universo,
se mia fé serbare io so.
Adelia e Oliviero
(ad Arnoldo)
Or che il prence ha perdonato,
or che illeso è il vostro onore,
tu sereno, tu placato
benedici il nostro amore.
Deh! ne abbraccia, e altar primiero
sia per noi del padre il cor.
Ah! non fia nel mondo intero
un gioir del mio maggior.
Arnoldo
Sì! venite al sen paterno,
abbracciarvi or m'è concesso:
si! vi stringa amore eterno,
fausto il cielo invoco adesso:
le vostre alme ei benedica
col mio labbro, col mio cor.
Sollevar la fronte antica
onorata io posso ancor.
Carlo
(Il furor, che in sen mi bolle,
colmo è omai: l'audace il volle.
Dell'offesa, dell'oltraggio
la vendetta fia maggior.)
Coro
Viva il giusto, viva il saggio
di sua fé mantenitor.
Carlo si muove: tutti lo seguono al grido di replicati evviva.