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AA.VV.
Adelia

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  • ATTO TERZO
    • Scena quinta. Adelia, damigelle, Odetta
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Scena quinta. Adelia, damigelle, Odetta

 

Adelia
Ah! mi lasciate. Ad Olivier fatale
è quell'ara... No, padre... arcano orrendo
me ne respinge... Ah! fatto egli è tiranno
della sua figlia: ah! mille volte pria
m'uccida il genitor... La vita mia
per te, mio bene, io do. Tu fremi! Irato
il guardo in me tu figgi!... ah! m'odi... ah! m'odi...
L'acciar pende su te... quel sì, che chiedi
è sentenza di morte... Ecco, a' tuoi piedi
cado presso a morir: t'amo... t'amai...
Serbo intatta la , che ti giurai.
(genuflette, e vi resta nella estrema estenuazione)

Damigelle
Infelice!... vaneggia.

Odetta
Oh! sorgi
(la erge da terra)

Adelia
(Smarrita ricerca intorno)
Il padre
ov'è?... dov'è Olivier?... si cerchi, ascolti
le mie discolpe. Ingiusta, orribil mano
mi svelle dal tuo sen: aita invano
cerco nel mio dolore...
Alla pietà per me chiuso è ogni core!
(con rancore represso)
Le nostr'anime che il cielo univa
chi mai dividere, audace, ardiva?
Ciel, tu de' barbari, deh! cangia il core,
deh! tu proteggi il nostro amore.
(resta estatica, finché viene scossa da lontane voci di gioia)




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