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  • ATTO SECONDO
    • Scena prima. Alfonso e Don Gasparo
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Scena prima. Alfonso e Don Gasparo

 

Alfonso
Giardini d'Alcazar, de' mauri regi
care delizie, oh, quanto
alla vostr'ombra riandar m'è grato
i dolci sogni dell'amore,
onde s'inebria il cor.

Gasparo
Del vinto il tetto
è premio al vincitor, per te la fede
trionfa, e Ismael fugge e paventa.

Alfonso
Sì, di Marocco i regi
e di Granata insiem, vider la luna
a Tariffa crollar.

Gasparo
Fu la tua gloria,
signor.

Alfonso
Fu mia? Non mai.
Fu Fernando, fu quel garzon valente,
che un giorno sol fe' noto,
che rannodò l'armata
salvando il suo signor. Ogg'io l'attendo
a Siviglia e innanzi a tutti
il suo valore d'onorar desio.

Gasparo
Della tua sposa or giunse
sdegnoso il genitor.

Alfonso
(con impazienza)
Alcun gli fea
già chiaro il mio pensiero.

 




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