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  • ATTO TERZO
    • Scena settima. Tutta la corte, Gasparo, Alfonso, Fernando
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Scena settima. Tutta la corte, Gasparo, Alfonso, Fernando

 

Coro
Già nell'augusta cella,
di cui la volta splende,
voce soave appella
gli sposi al sacro altar.

Regni in que' petti eterno
l'amor che sì l'accende,
spanda favor superno
d'ogni dolcezza un mar.

Fernando
Ah! che da tanta gioia
inebriato è il cor: sogno avverato!
Insperato favor! Poss'io del pari
ir de' più grandi al fianco.

Alfonso
A ognun sia noto
quant'io t'onori. O tu che mi salvasti,
tu vincitor de' mauri... di Zamòra
conte e marchese di Montreal...
(Fernando fa un atto di sorpresa)
Ti eleggo.
Quest'ordin t'abbi ancora.
(Si distacca dal collo un ordine di cavalleria e lo pone a quello di Fernando che nel riceverlo pone un ginocchio in terra)

Gasparo e Coro
Ebben, che parvi?

Cavaliere
I re son generosi.

Gasparo
Il prezzo è questo
dell'onta e dell'infamia!

Cavaliere
Dunque, vero è l'imen?

Gasparo
Suocero e rege
si consigliaro insieme, e il patto indegno
dovrà del veglio rattemprar lo sdegno.

Un Cavaliere
Ma vien Leonora.

Gasparo (ironicamente)
Oh, la novella illustre!

 




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