|
Fernando
(andandogli incontro)
Sire, io ti deggio
mia fortuna, mia vita,
di conte il nome, ogni splendor novello,
dovizie, dignità, beni supremi
che l'uom desia: ma tu volesti, oh Dio!
darli al prezzo crudel dell'onor mio!
Alfonso
Oh ciel! di quell'alma
il puro candor,
perduto ha la calma,
si cangia in furor.
L'oltraggio che scende
sul capo d'un re,
immobil mi rende,
tremante mi fe'!
Fernando
Un giuro, dell'alma
m'ha spento il candor,
più rendermi in calma
non puote l'onor;
le pene che intende
rivolger su me,
ricadan tremende
sul capo del re.
Leonora
Se il ver, di quell'alma
turbava il candor,
perché nella calma
serrommi al suo cor?
Ah! l'ire che intende
rivolger sul re,
crudeli, tremende
ricadan su me.
Baldassarre
Un giuro, a quell'alma
già spense il candor,
a renderla in calma
deh! torni l'onor.
L'oltraggio che scende
sul capo del re
immobil lo rende,
tremante lo fe'!
Gasparo e Coro
Oh ciel! di quell'alma
il puro candor,
perduto ha la calma
si cangia in furor.
L'oltraggio che scende
sul capo del re
immobil lo rende,
tremante mi fe'!
Alfonso
Orsù, Fernando, ascoltami.
Fernando
Il tutto è a me svelato.
Leonora
(Ei non sapea... mio fato!)
Fernando
Manto d'infamia a tessermi;
me sol sceglieva il re.
Alfonso (con collera)
Marchese!...
Fernando
Io tal non sono:
Ogni pregiato nome
saprà calcar mio piè.
(ai Cavalieri)
Signori; a onor tornatemi;
bersaglio della sorte
io vado incontro a morte,
e il solo nome ognor
avrò del genitor.
Leonora
(a Don Gasparo)
(Ines, rispondi, ov'è?)
Gasparo
(Ines! rinchiusa in carcere...)
Leonora
(Or tutto è noto a me).
Fernando
(si toglie dal collo l'ordine ricevuto dal re)
Quest'ordin venerato,
prezzo d'infamia, io rendo;
il brando profanato,
(trae la spada)
de' tuoi nemici al ciglio
tanto finor tremendo
io spezzo innanzi a te,
ché dono ei fu del re.
Maledetta è l'ora e il giorno,
che in me cadde un tanto scorno,
che compenso a' miei sudori
mi gittasti infamia ed or;
serba, ah serba, i tuoi tesori,
lascia solo a me l'onor.
Leonora
(al re)
Grazia, ah sire! in questo giorno
per noi cadde in tanto scorno;
(si volge poi a Fernando che la respinge)
nobil alma, i tuoi furori,
sono strali al mio cor;
la vendetta che tu implori,
ben l'avrai, ma m'odi ancor.
Alfonso
Troppo, ah! troppo in questo giorno
cadde in me d'oltraggio e scorno,
trema, ingrato, i miei furori
tu raddoppi e il mio dolor:
la vendetta che tu implori
nel rimorso è del mio cor.
Baldassarre
Maledetta è l'ora e il giorno
che in noi cadde un tanto scorno,
che intrecciato cogli allori
serto fu di disonor,
(a Fernando)
vieni, o figlio, e a' tuoi furori
renda calma il genitor.
Gasparo e Coro
Su noi cadde in questo giorno
il rimorso e insiem lo scorno;
lo spregiammo, e d'alti onori
degno è assai quel nobil cor;
vanne, o prode, e a' tuoi furori
renda calma il genitor.
Movimento generale, Fernando esce seguito da Baldassarre, i Cavalieri si
dividono rispettosamente per lasciarlo passare; e gli s'inchinano innanzi.
|