II.
ATTEGGIAMENTI NEI CONFRONTI
DEL PROBLEMA DELLE UNIONI OMOSESSUALI
5. Nei confronti del
fenomeno delle unioni omosessuali, di fatto esistenti, le autorità civili assumono
diversi atteggiamenti: a volte si limitano alla tolleranza di questo fenomeno;
a volte promuovono il riconoscimento legale di tali unioni, con il pretesto di
evitare, rispetto ad alcuni diritti, la discriminazione di chi convive con una
persona dello stesso sesso; in alcuni casi favoriscono persino l'equivalenza
legale delle unioni omosessuali al matrimonio propriamente detto, senza
escludere il riconoscimento della capacità giuridica di procedere all'adozione
di figli.
Laddove lo Stato assuma una politica di
tolleranza di fatto, non implicante l'esistenza di una legge che esplicitamente
concede un riconoscimento legale a tali forme di vita, occorre ben discernere i
diversi aspetti del problema. La coscienza morale esige di essere, in ogni
occasione, testimoni della verità morale integrale, alla quale si oppongono sia
l'approvazione delle relazioni omosessuali sia l'ingiusta discriminazione nei
confronti delle persone omosessuali. Sono perciò utili interventi discreti e
prudenti, il contenuto dei quali potrebbe essere, per esempio, il seguente:
smascherare l'uso strumentale o ideologico che si può fare di questa
tolleranza; affermare chiaramente il carattere immorale di questo tipo di
unione; richiamare lo Stato alla necessità di contenere il fenomeno entro
limiti che non mettano in pericolo il tessuto della moralità pubblica e,
soprattutto, che non espongano le giovani generazioni ad una concezione erronea
della sessualità e del matrimonio, che le priverebbe delle necessarie difese e
contribuirebbe, inoltre, al dilagare del fenomeno stesso. A coloro che a
partire da questa tolleranza vogliono procedere alla legittimazione di
specifici diritti per le persone omosessuali conviventi, bisogna ricordare che
la tolleranza del male è qualcosa di molto diverso dall'approvazione o dalla
legalizzazione del male.
In presenza del riconoscimento legale delle
unioni omosessuali, oppure dell'equiparazione legale delle medesime al
matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest'ultimo, è doveroso
opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di
cooperazione formale alla promulgazione o all'applicazione di leggi così
gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione
materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il
diritto all'obiezione di coscienza.
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