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Introduzione
PIO VESCOVO
servo dei servi di Dio
a perenne memoria1
Il munificentissimo Dio, che tutto può e le cui disposizioni di provvidenza
sono fatte di sapienza e d'amore, nei suoi imperscrutabili disegni contempera
nella vita dei popoli e in quella dei singoli uomini dolori e gioie, affinché
per vie diverse e in diverse maniere tutto cooperi in bene per coloro che lo
amano (cf. Rm 8,28).
Il Nostro pontificato, come anche l'età presente, è assillato da tante cure,
preoccupazioni e angosce, per le presenti gravissime calamità e l'aberrazione
di molti dalla verità e dalla virtù; ma Ci è di grande conforto vedere che,
mentre la fede cattolica si manifesta pubblicamente più attiva, si accende ogni
giorno più la devozione verso la vergine Madre di Dio, e quasi dovunque è
stimolo e auspicio di una vita migliore e più santa. Per cui, mentre la
santissima Vergine compie amorosissimamente l'ufficio di madre verso i redenti
dal sangue di Cristo, la mente e il cuore dei figli sono stimolati con maggiore
impegno a una più amorosa contemplazione dei suoi privilegi.
Dio, infatti, che da tutta l'eternità guarda Maria vergine, con particolare
pienissima compiacenza, «quando venne la pienezza del tempo» (Gal 4,4), attuò
il disegno della sua provvidenza in tal modo che risplendessero in perfetta
armonia i privilegi e le prerogative che con somma liberalità ha riversato su
di lei. Che se questa somma liberalità e piena armonia di grazie dalla chiesa
furono sempre riconosciute e sempre meglio penetrate nel corso dei secoli, nel
nostro tempo è stato posto senza dubbio in maggior luce il privilegio della
corporea assunzione al cielo della vergine Madre di Dio Maria.
Questo privilegio risplendette di nuovo fulgore fin da quando il nostro
predecessore Pio IX, d'immortale memoria, definì solennemente il dogma
dell'immacolata concezione dell'augusta Madre di Dio. Questi due privilegi
infatti sono strettamente connessi tra loro. Cristo con la sua morte ha vinto
il peccato e la morte, e sull'uno e sull'altra riporta vittoria in virtù di
Cristo chi è stato rigenerato soprannaturalmente col battesimo. Ma per legge
generale Dio non vuole concedere ai giusti il pieno effetto di questa vittoria
sulla morte se non quando sarà giunta la fine dei tempi. Perciò anche i corpi
dei giusti dopo la morte si dissolvono, e soltanto nell'ultimo giorno si
ricongiungeranno ciascuno con la propria anima gloriosa.
Ma da questa legge generale Dio volle esente la beata vergine Maria. Ella
per privilegio del tutto singolare ha vinto il peccato con la sua concezione
immacolata; perciò non fu soggetta alla legge di restare nella corruzione del
sepolcro, né dovette attendere la redenzione del suo corpo solo alla fine del
mondo.
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