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La liturgia delle chiese d'oriente e d'occidente
Ma in modo più splendido e universale questa fede dei sacri Pastori e dei
fedeli cristiani è manifestata dal fatto che fin dall'antichità si celebra in
Oriente e in Occidente una solenne festa liturgica: di qui infatti i santi
padri e i dottori della chiesa non mancarono mai di attingere luce, poiché,
come è ben noto, la sacra liturgia, «essendo anche una professione delle
celesti verità, sottoposta al supremo magistero della chiesa, può offrire
argomenti e testimonianze di non piccolo rilievo, per determinare qualche punto
particolare della dottrina cristiana».7
Nei libri liturgici, che riportano la festa sia della Dormizione sia
dell'Assunzione di santa Maria, si hanno espressioni in qualche modo
concordanti nel dire che quando la vergine Madre di Dio salì al cielo da questo
esilio, al suo sacro corpo, per disposizione della divina Provvidenza,
accaddero cose consentanee alla sua dignità di Madre del Verbo incarnato e agli
altri privilegi a lei elargiti. Ciò è asserito, per portarne un esempio
insigne, in quel Sacramentario che il Nostro predecessore Adriano I,
d'immortale memoria, mandò all'imperatore Carlo Magno. In esso infatti si
legge: «Degna di venerazione è per noi, o Signore, la festività di questo
giorno, in cui la santa Madre di Dio subì la morte temporale, ma non poté
essere umiliata dai vincoli della morte colei che generò il tuo Figlio, nostro
Signore, incarnato da lei».8
Ciò che qui è indicato con la sobrietà consueta della Liturgia romana, nei
libri delle altre antiche liturgie, sia orientali, sia occidentali, è espressa
più diffusamente e con maggior chiarezza. Il Sacramentario gallicano,
per esempio, definisce questo privilegio di Maria «inspiegabile mistero, tanto
più ammirabile, quanto più è singolare tra gli uomini». E nella liturgia
bizantina viene ripetutamente collegata l'assunzione corporea di Maria non solo
con la sua dignità di Madre di Dio, ma anche con altri suoi privilegi,
specialmente con la sua maternità verginale, prestabilita da un disegno
singolare della Provvidenza divina: «A te Dio, re dell'universo, concesse cose
che sono al disopra della natura; poiché come nel parto ti conservò vergine,
così nel sepolcro conservò incorrotto il tuo corpo, e con la divina traslazione
lo conglorificò».9
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