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La festa dell'Assunta
Il fatto poi che la sede apostolica, erede dell'ufficio affidato al Principe
degli apostoli di confermare nella fede i fratelli (cf. Lc 22,32), con la sua
autorità rese sempre più solenne questa festa, stimolò efficacemente i fedeli
ad apprezzare sempre più la grandezza di questo mistero. Così la festa
dell'Assunzione dal posto onorevole che ebbe fin dall'inizio tra le altre
celebrazioni mariane, fu portata in seguito fra le più solenni di tutto il
ciclo liturgico. Il Nostro predecessore s. Sergio I, prescrivendo la litania o
processione stazionale per le quattro feste mariane, enumera insieme la
Natività, l'Annunciazione, la Purificazione e la Dormizione di
Maria.10 In seguito s. Leone IV volle aggiungere alla festa, che già si
celebrava sotto il titolo dell'Assunzione della beata Genitrice di Dio, una
maggiore solennità, prescrivendone la vigilia e l'ottava; e in tale circostanza
volle partecipare personalmente alla celebrazione in mezzo a una grande
moltitudine di fedeli.11 Inoltre che già anticamente questa festa fosse
preceduta dall'obbligo del digiuno appare chiaro da ciò che attesta il Nostro
predecessore s. Niccolò I, ove parla dei principali digiuni «che la santa
chiesa romana ricevette dall'antichità ed osserva tuttora».12
Ma poiché la liturgia della chiesa non crea la fede cattolica, ma la
suppone, e da questa derivano, come frutti dall'albero, le pratiche del culto,
i santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi rivolti al popolo
in occasione di questa festa non vi attinsero come da prima sorgente la
dottrina; ma parlarono di questa come di cosa nota e ammessa dai fedeli; la
chiarirono meglio; ne precisarono e approfondirono il senso e l'oggetto,
dichiarando specialmente ciò che spesso i libri liturgici avevano soltanto
fugacemente accennato: cioè che oggetto della festa non era soltanto
l'incorruzione del corpo esanime della beata vergine Maria, ma anche il suo
trionfo sulla morte e la sua celeste «glorificazione», a somiglianza del suo
unigenito Gesù Cristo.
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