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La voce dei santi padri
Così s. Giovanni Damasceno, che si distingue tra tutti come teste esimio di
questa tradizione, considerando l'assunzione corporea dell'alma Madre di Dio
nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Era
necessario che colei, che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità,
conservasse anche senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Era
necessario che colei, che aveva portato nel suo seno il Creatore fatto bambino,
abitasse nei tabernacoli divini. Era necessario che la sposa del Padre abitasse
nei talami celesti. Era necessario che colei che aveva visto il suo Figlio
sulla croce, ricevendo nel cuore quella spada di dolore dalla quale era stata
immune nel darlo alla luce, lo contemplasse sedente alla destra del Padre. Era
necessario che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio e da
tutte le creature fosse onorata come Madre e Ancella di Dio».13
Queste espressioni di s. Giovanni Damasceno corrispondono fedelmente a
quelle di altri, affermanti la stessa dottrina. Infatti parole non meno chiare
e precise si trovano nei discorsi che in occasione della festa tennero altri
Padri anteriori o coevi. Così, per citare altri esempi, s. Germano di
Costantinopoli trovava consentanea l'incorruzione e l'assunzione al cielo del
corpo della Vergine Madre di Dio, non solo alla sua divina maternità, ma anche
alla speciale santità del suo stesso corpo verginale: «Tu, come fu scritto,
apparisci "in bellezza", e il tuo corpo verginale è tutto santo,
tutto casto, tutto domicilio di Dio; cosicché anche per questo sia poi immune
dalla risoluzione in polvere; trasformato bensì, in quanto umano, nell'eccelsa
vita della incorruttibilità; ma lo stesso vivo, gloriosissimo, incolume e
dotato della pienezza della vita».14 E un altro antico scrittore dice: «Come
gloriosissima Madre di Cristo, nostro Salvatore e Dio, donatore della vita e
dell'immortalità, è da lui vivificata, rivestita di corpo in un'eterna
incorruttibilità con lui, che la risuscitò dal sepolcro e la assunse a sé, in
modo conosciuto da lui solo».15
Con l'estendersi e l'affermarsi della festa liturgica, i pastori della
chiesa e i sacri oratori, in numero sempre maggiore, si fecero un dovere di
precisare apertamente e con chiarezza il mistero che è oggetto della festa e la
sua strettissima connessione con le altre verità rivelate.
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