|
Maria è la nuova Eva
Ma in particolare va ricordato che, fin dal secolo II, Maria Vergine viene
presentata dai santi padri come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo,
sebbene a lui soggetta, in quella lotta contro il nemico infernale, che, com'è
stato preannunziato dal protovangelo (Gn 3,15), si sarebbe conclusa con la
pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, sempre congiunti negli scritti
dell'apostolo delle genti (cf. Rm cc. 5 e 6; 1Cor 15,21-26.54-57). Per la qual
cosa, come la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e segno
finale di questa vittoria, così anche per Maria la lotta che ha in comune col
Figlio suo si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale:
perché, come dice lo stesso apostolo, «quando... questo corpo mortale sarà
rivestito dell'immortalità, allora sarà adempiuta la parola che sta scritta: è
stata assorbita la morte nella vittoria» (1Cor 15,54).
In tal modo l'augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da
tutta l'eternità «con uno stesso decreto»31 di predestinazione,
immacolata nella sua concezione, Vergine illibata nella sua divina maternità,
generosa Socia del divino Redentore, che ha riportato un pieno trionfo sul
peccato e sulle sue conseguenze, alla fine, come supremo coronamento dei suoi
privilegi, ottenne di essere preservata dalla corruzione del sepolcro, e, vinta
la morte, come già il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla
gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re
immortale dei secoli (cf. 1Tm 1,17).
|