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STRULEY
Geronio ancor non viene,
Ogni indugio m'è peso!
M'è sacro ogni momento.
Ah sì! Vedremo!
Furibondo mio cor,
Per poco aspetta: sarai contento appieno,
Avrai vendetta.
Tu provi un palpito per la dimora,
Io sento un aspide che mi divora,
Male tue smanie finir vedrò.
Se tu insensibile ti mostri al pianto.
Se sovra i gemiti riporto il vanto,
L'idea che m'agita compir saprò.
Ehi! Geronio.
GERONIO
Potea sorprendervi qualcuno.
STRULEY
Ebbene? avrebbe in me ravvisato
un semplice cacciator: obbligato
dall'infanzia a lasciar queste terre,
perché piacque così all'ingiusto padre
di Adelson, che fece proscrivere la mia
famiglia, io torno la seconda volta in
Irlanda senza timore di esservi
riconosciuto. Ebbene hai tu niente a
dirmi? è ancora Nelly ritirata nella sua
solitudine?
GERONIO
Sempre: durante l'assenza di Adelson
non è uscita dal suo appartamento.
STRULEY
Questa ingrata nipote a me appartiene:
i vincoli della natura mi dichiarano
suo tutore: la feci una volta rapire,
e seppe essa sedurre il suo custode
per tornare a Milord, profittando
della mia assenza! ma ora non fuggirà
per la seconda volta.
Saprò assalirla nelle sue stanze istesse.
GERONIO
Nol voglia il Cielo! sareste allora
vittima de' domestici di Milord.
STRULEY
Geronio! l'astuzia, che ti si legge in fronte,
mi ti ha fatto preferire ad ogni altro
per ministro del mio disegno. Rammenta,
che senza la mia autorevole protezione tu
come disertore saresti polvere a quest'ora.
I miei raggiri ti hanno introdotto in questa
casa come un domestico di Adelson.
Pensa a non deludere le mie speranze.
GERONIO
Dal mio canto, o Signore...
STRULEY
Io voglio Nelly nelle mie mani, e in
questo giorno medesimo.
O la tua vita, o Nelly in mio potere.
Addio.
(Esce).
GERONIO
Maledetta la mia diserzione!
o morir salutato da quattro palle
di moschetto, o esser scellerato, e
traditore senza la propria inclinazione!
(Esce).
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