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I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio
Accorrono da varie parti il signor di
Montolino, Osburgo, ed altri Cavalieri
ecc. Isoletta è tremante appoggiata a
Valdeburgo.
MONTOLINO
Qual rumor!
Che mai veggo? figlia!...
(Veggendo Isoletta, e accorrendo a lei).
ISOLETTA
Ah! padre!
Odi tu? sciagura a noi.
MONTOLINO e CORO
E tu pur di vili squadre
Il terror divider puoi?
ISOLETTA
La Straniera!... Arturo!... oh! ambascia!
Trema il cor, né sa perché.
OSBURGO, MONTOLINO e CORO
Lo spavento al volgo lascia;
Troppo indegno egli è di te.
(Isoletta si avvicina a Valdeburgo,
e conducendolo in disparte li dice
con somma passione).
ISOLETTA
Oh tu, che sai gli spasimi
Di questo cor piagato,
Tu solo puoi comprendere,
Se giusto è il mio terror.
Deh! per pietà, confortami,
Conduci a me l'ingrato;
Oppur mi assisti a reggere
Al peso del dolor.
VALDEBURGO
Nascondi altrui le lagrime,
Acqueta il cor turbato;
Io spero, io voglio riedere
A te consolator.
Ma se restar tu vittima
Dovessi di un ingrato,
Un seno dove piangere
Nel mio ti resta ancor.
CORO, MONTOLINO, OSBURGO
Ritorna ai Giochi, e mostrati
Con volto men turbato;
Non far che il nostro giubbilo
Rattristi il tuo timor.
(Isoletta parte con Valdeburgo seguitata dal Coro.
A poco a poco la scena rimane vuota).