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MONTOLINO
Osburgo!... Io non divido
La sicurezza tua.
OSBURGO
Tu pur col volgo
Temerai la Straniera?
MONTOLINO
Arturo io temo.
Questo disprezzo estremo
D'Isoletta e di me, questo sì strano
De' suoi doveri oblio, d'onde in lui nato?
OSBURGO
Da un cor, ben tel diss'io, sempre agitato,
Un inquieto istinto
Di tristezza lo pasce, e lo trascina
Ove geme, l'affanno e la sventura.
Nelle vietate mura,
Ove nascosta ad ogni sguardo alberga
La bandita dal trono e dagli altari,
Agnese di Merania, osò l'insano
Con suo periglio penetrare un giorno,
Saper lo dèi.
MONTOLINO
Fama ne corse intorno.
Giusta lo spinse allora
Pietà d'Agnese, ché la sua caduta
Di stupore colmò l'Europa intiera.
Ma d'ignota Straniera
Perché tanto pensier?...
OSBURGO
Pietade istessa
Lo guida a lei, perché la crede oppressa.
MONTOLINO
Funesta al suo riposo
Indole è questa...
OSBURGO
E la lusinga e nutre
Questo Stranier, misterioso anch'esso,
Che di tanta amistade a lui si è stretto.
MONTOLINO
Ben dici: e aver sospetto
Dobbiam di tutti.
OSBURGO
E sovra tutti attento
Io veglio quindi ad ogni costo, sposo
Fia d'Isoletta tua l'unico germe
De' nostri Prenci...
MONTOLINO
Me possente a un tempo,
E te ricco farai. Purché si stringa
Codesto nodo, l'avvenir non curo.
OSBURGO
In me riposa - È ne' miei lacci Arturo.
(Partono).