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VALDEBURGO
Ti trovo alfin.
(Incontrandosi).
ARTURO
Tu di me in traccia?
VALDEBURGO
Tutti
Sono in traccia di te. Stupisce ognuno
Che delle nozze tue fugga tu stesso
Il lieto festeggiar; ma un cor ne geme,
Un cor non preparato a tal ferita.
ARTURO
Oh Valdeburgo! a me tu porgi aita.
Io d'Isoletta apprezzo
La candid'alma, la beltà ne ammiro,
Il dolce favellar, gli atti soavi;
Ma...
VALDEBURGO
Prosegui.
ARTURO
Io non l'amo.
VALDEBURGO
Ah! tu l'amavi.
Sì, tu l'amavi, Arturo,
Pria che i tuoi sensi affascinar sapesse
Donna indegna di te, proscritta, oscura,
E infame forse; tal d'intorno è grido,
Tal ogni labbro con orror ne parla.
ARTURO
O amico, odila pria di condannarla.
Vuoi tu del cieco volgo
Prestar fede alle accuse?
VALDEBURGO
E tu più cieco
Al desìo che t'illude? Ah! squarcia, amico,
Squarcia la benda alfin: ricovra in seno
Dell'innocenza: ella t'attende ancora,
Bella senza prestigi, e a te sorride...
ARTURO
E tu vedi, o crudel, vedi Alaide
Sì: questa grazia imploro,
Valdeburgo in te... Vedila e poi,
Se consigliar mi puoi
Che per sempre io la fugga... io tel prometto...
La fuggirò.
VALDEBURGO
La tua promessa accetto.