Felice Romani
La straniera
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ATTO PRIMO

Scena decima. Arturo, Alaide

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Scena decima. Arturo, Alaide

 

Mentre si avviano verso la capanna di Alaide,
vedesi ella stessa uscire dalla foresta.

ARTURO
Eccola.

ALAIDE
Cielo!
(Veggendo Valdeburgo).

VALDEBURGO
Agn...
(Correndo a lei).

ALAIDE
Taci!
Ah! qual gioja...
(Si abbandona nelle braccia di Valdeburgo
che la stringe).

ARTURO
(Oh sospetto!).
(Guardando entrambi turbato).

VALDEBURGO
Arturo! sgombra
(accorgendosi dell'agitazione d'Arturo)
I dubbi tuoi: de' miei prim'anni io vedo
La compagna in costei.
Credi.

ARTURO
Tel credo.
Poiché la stringi al seno,
Ella è scolpata assai: libero io posso
Senza rimorso amarla.
(Si appressa con trasporto ad Alaide.
Valdeburgo lo prende per un braccio e lo
allontana).

VALDEBURGO
Ah! fuggi: più che mai tu dèi scordarla.

ARTURO
Io! che mai dici?...

ALAIDE
Ahi! misera!

VALDEBURGO
Fuggir, fuggir la dèi.

ARTURO
Parla: perché?

VALDEBURGO
Nol chiedere.

ARTURO
È forse colpa in lei?

VALDEBURGO
No.

ARTURO
D'altri amante è forse?

VALDEBURGO
No.

ARTURO
D'altri sposa?

VALDEBURGO
No.

ARTURO
Dunque chi puote opporse?

VALDEBURGO
Tutto...

ALAIDE
Ah! non dirlo.

ARTURO
(con impeto)
Il so.
Tu sol t'opponi, o perfido...
Omai squarciato è il velo.
(Per impugnare la spada).

ALAIDE
Cessa...

VALDEBURGO
Insensato? ascoltami.

ARTURO
Tu mi tradisci.

ALAIDE
Oh! cielo!

ARTURO
Almen tu parla, aita!
(Ad Alaide).
La mente mia smarrita.
Pronunzia un solo accento:
, che rival non ho.

ALAIDE
Deh! m'odi...

ARTURO
Un solo accento.
(Con tutto l'impeto della gelosia).
Rival mi è desso?

ALAIDE
Ah! no.
(Un momento di silenzio. Alaide si volge come
supplichevole a Valdeburgo che la guarda
fisamente come in aria di rimprovero, Arturo
si avvicina a lui).

VALDEBURGO
No: non ti son rivale;
Non io ti tolgo a lei:
Necessità fatale
Ti vieta amar costei:
Ti arrendi al prego estremo
Di chi ti è amico ancor.

ARTURO
Ah! se non mi è rivale,
Che vuol da me costui?
Per qual poter fatale
Tremi dinanzi a lui?
Qualunque ei sia, nol temo.
Il mio potere è amor.

ALAIDE
No: tu non hai rivale...
Io più non amo, il sai...
Ma se di me ti cale,
Lasciami in pace omai.
Per me disastro estremo
È il tuo funesto amor.

VALDEBURGO
Poiché senno in lui non resta,
virtù di cavalier, Tu mi siegui.
(Ad Alaide).

ARTURO
(snuda la spada)
Arresta, arresta;
Un di noi quì dee cader.

VALDEBURGO
Sconsigliato!
(Ponendo la mano sulla spada).

ALAIDE
Ah! ver non sia...
La tua vita, Arturo, è mia.

ARTURO
Oh! Alaide! parla, imponi,
Qual più vuoi di me disponi.
Tutto, fuor che altrui lasciarti,
Tutto Artur per te farà.

ALAIDE
Cedi adunque, ah! cedi e parti...

ARTURO
Ti vedrò?

ALAIDE
Lo giuro... Va.

(A3)
ARTURO
Cedo, cedo; a te m'involo,
Ma un accento mi conforti.
Dimmi almeno, dimmi solo
Che perdoni a' miei trasporti,
Che la smania non t'offende,
Il tumulto del mio cor.

ALAIDE
Mi vedrai, mia n'avesti,
Ma deh! va, se amor mi porti...
Tu mi perdi se più resti,
Se rinnovi i tuoi trasporti...
Da te sol, da te dipende
Ogni ben ch'io spero ancor.

VALDEBURGO
Vanne alfine, o sciagurato,
Al dover più non opporti,
Arrossir, in te tornato,
Tu dovrai de' tuoi trasporti!
Del furore che t'accende
Proverai rimorso in cor.
(Si dividono e partono per diversa via).


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