Felice Romani
La straniera
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ATTO SECONDO

Scena settima. Arturo, indi Valdeburgo

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Scena settima. Arturo, indi Valdeburgo

 

Foresta come alla Scena viri dell'Atto Primo.

ARTURO
A tempo io giungo... Ei non partì... qui trasse
La soffrente Alaide - Udirmi, udirmi
Dovranno entrambi, o di mia man trafitto
Vedermi qui... sulle vietate soglie.
Vadasi or tosto -Ahi! qual timor mi coglie!
Con qual cor, con qual fronte
Di Valdeburgo sosterrò l'aspetto,
Io sciagurato, io tinto
Del sangue dell'amico?... Ebben, vendetta
Prenda di me qual vuol, purch'ei m'ascolti,
Pur che un istante sol vegga il mio pianto!
(Va per entrare: si presenta Valdeburgo).

VALDEBURGO
Tu qui!

ARTURO
Deh! Valdeburgo...

VALDEBURGO
E osar puoi tanto?
Chi ti conduce a me?

ARTURO
Dolor, rimorso
Vergogna, amor, tutti gli affetti insieme,
Che più straziano un cor. - Oh! tu, che amico
Mi hai stretto al sen, del mio soffrire estremo
Tu non avrai pietade? A me per sempre
Chiuder vorrai le braccia?

VALDEBURGO
Il sangue sparso
Fra noi s'innalza, e ci divide, e tronca
Ogni legame, che nostr'alme unia.
Lasciami.

ARTURO
Non andrai... mi uccidi in pria.
(Arrestandolo).

VALDEBURGO
Che vuoi da me? Che ardisci
Sperar ancor?

ARTURO
Il tuo perdono, e quello
Dell'offesa Alaide.

VALDEBURGO
Il mio... s'ei puote
Consolarti un istante... io nol ricuso;
Quel d'Alaide... solo in ciel l'avrai.

ARTURO
Ch'io l'implori da lei...

VALDEBURGO
Da lei! giammai.

ARTURO
E chi potria vietarmi?
Ch'io mi prostri al suo piè?

VALDEBURGO
Tu il chiedi? Il vieta
D'Alaide la vita, e la sua pace.
Egra, languente giace,
Priva di sensi quasi...

ARTURO
Ella! gran Dio!
Sgombrami il passo... io son furente, insano...

VALDEBURGO
Fermati, e un'altra volta arma la mano.
Sulla salma del fratello
T'apri il passo, a lei t'invia:
Del mio sen tu sai la via,
Non ti resta che ferir.

ARTURO
Ah! pietà... non io favello;
È un amore disperato...
È il dolor d'un cor piagato,
È l'angoscia del morir.

VALDEBURGO
Infelice!

ARTURO
A te mi prostro...
(Supplichevole).
Ch'io la vegga un solo istante!

VALDEBURGO
Vanne dunque, e reca, o mostro,
Morte a lei col tuo sembiante...
Leggi in volto alla giacente
Il terror di te presente;
Da quel labbro scolorito
Odi un muto maledir...

ARTURO
Ah! non più... così abborrito?...

VALDEBURGO
Tu lo merti...

ARTURO
Oh! rio martir!

VALDEBURGO
Tu togliesti alla dolente
Ogni speme di riposo...
Tu tradisti un'innocente,
Che ti amò, ti elesse a sposo...
Un amico hai tu trafitto...
Violato onore e ...
Qual ti resta a far delitto?
Chi più reo sarà di te?

ARTURO
Ah! non sai d'un cor ardente
Il delirio tormentoso...
Offuscata è la mia mente,
Per me il cielo è tenebroso...
Altra luce non vegg'io
Che Alaide innanzi a me.
Ah! morir, morir desio,
Se più guida a me non è.

VALDEBURGO
Forsennato! e insisti ancora?

ARTURO
Che far debbo? chi mi regge?

VALDEBURGO
Alaide all'ultim'ora
Ti favella e a te legge...

ARTURO
Parla... parla...

VALDEBURGO
Estingui in petto
Un dannato e cieco affetto...
D'Isoletta alfin pietoso,
Porgi a lei la man di sposo,
E tranquilla e consolata
Alaide ancor vivrà.

ARTURO
Viva, ah! viva, e sia placata...
Il mio cor s'immolerà.
Ma in mercede almen di questo
Sacrificio a cui m'appresto...
Sia presente in quel momento...
Mi sostenga nel cimento...
La virtù, ch'io non avrei,
Un suo sguardo a me darà.

VALDEBURGO
E ubbidir prometti a lei?

ARTURO
Lo prometto.

VALDEBURGO
Ebben verrà.
Tergi il pianto, e vanne omai
A mertar perdono e pace:
Del coraggio, che non hai,
All'altar sarai capace...
Il tuo cor rigenerato
Nuovi sensi acquisterà...
La memoria del passato
Come sogno sparirà.

ARTURO
Ah! se me non vuoi spergiuro,
Se a soffrir mi vuoi capace,
Non parlarmi del futuro,
Non offrirmi un ben fallace...
Quanto io sono sventurato
Il tuo core appien lo sa...
La memoria del passato.
Sol con me morir potrà.
(Partono).


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