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ATTO SECONDO Scena undicesima. Il Conte di Montolino, Isoletta e Arturo; indi Valdeburgo e Alaide. Isoletta ha in capo una corona di rose |
I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio
MONTOLINO
Dolce di un padre al cor suona la voce,
Che plaude al lieto evento, onde son paghi
Dell'Armorica i voti, e il desìr mio.
ISOLETTA
(Impallidisce Artur).
ARTURO
(Dove son io!).
MONTOLINO
Siate presenti al rito,
Ed ai paterni augurj unisca i suoi
La sincera amistà, l'amor, la fede.
(Esce dalla folla Valdeburgo.
Una donna coperta d'un gran velo si presenta
da lontano e si nasconde dietro i monumenti
dell'atrio, non veduta da alcuno. Arturo si
accorge di Valdeburgo, e gli corre incontro).
ARTURO
Valdeburgo!
VALDEBURGO
(Coraggio: ella ti vede).
ISOLETTA
Arturo!
ARTURO
(senza badare a Isoletta)
(Io tremo... il piede
(a Valdeburgo)
Mi sostiene a fatica.)
ISOLETTA
Artur! non m'odi?
(Avvicinandosi a lui).
Né un guardo sol, né un detto
A me rivolgi?...
ARTURO
Io... sì... t'ascolto... io debbo
(Scuotendosi).
A te sola pensar... ed in te sola
Sono assorti i miei sensi.
(Suona la squilla del tempio, il quale s'illumina).