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VALDEBURGO
(Che far vuoi tu? Rammenta
I giuramenti tuoi).
ARTURO
(Misero!).
ISOLETTA
E quale
(Osservando Arturo con somma ansietà)
Sul tuo volto pallor? Che volgi in mente?
ARTURO
Non so... Qual uom demente,
Non conosco me stesso... Ah! quel ch'io soffro
Immaginar non può pensiero umano.
VALDEBURGO
(Infedel!)
ARTURO
Ma son tuo... Ecco la mano.
Stringila omai... ti affretta
Pria che tolta ti venga.
(Isoletta stende la mano tremando. Si mostra
Alaide: le sfugge un sospiro, e piega il capo
su un monumento).
ALAIDE
Ah!
ARTURO
(veggendo Alaide)
Cielo!
ISOLETTA
È fredda...
Fredda come il tuo cor... Oh! Arturo! Arturo!
Perché mi hai lusingata?
Non più Imene per me... non sono amata!
(Si copre il volto lagrimando. Valdeburgo la sostiene).
VALDEBURGO
Sì! tu il sei.
(Con fermezza, prendendo per un braccio Isoletta,
e dando un'occhiata di rimprovero ad Arturo).
ISOLETTA
Nol fui giammai.
Dal mio ciglio è il vel caduto.
ARTURO
Oh! Isoletta!... tu non sai...
ISOLETTA
Io so tutto.
ALAIDE
(Oh! cielo, ajuto!).
(A4)
VALDEBURGO, ISOLETTA, ARTURO e ALAIDE
(Sei presente ad Alaide...
(Ad Arturo).
Ella t'ode, o mancator).
(Qual sarà dolor che uccide,
S'io resisto al mio dolor!).
ARTURO
Deh! perdona...
ISOLETTA
Taci, Arturo
Infelice io non vo' farti:
Da' miei mali i tuoi misuro...
Sciolto sei... da me ti parti.
Lungi, o rose: a me si addice
Trista benda di squallor.
(Si strappa la ghirlanda nuziale. Alaide si
scuote e si avanza risolutamente).
ALAIDE
Ferma.
VALDEBURGO
(È dessa).
ARTURO
(Oh! me infelice!).
ISOLETTA
A che vieni?
ALAIDE
A farti cor.
(Raccoglie la ghirlanda).
ISOLETTA
Chi sei tu, che in tal momento
Hai per me cotanto zelo?...
ALAIDE
La Straniera.
(Scoprendosi).
ISOLETTA
(attonita)
Oh mio spavento!
ALAIDE
(li prende entrambi per mano)
All'altar vi chiama il cielo:
Ubbidite: - me seguite...
Là comincia il vostro amor.
(Alaide strascina seco nel tempio Arturo ed
Isoletta, senza dar loro il tempo di riaversi.
Valdeburgo li segue).