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ATTO SECONDO Scena sedicesima ed ultima. Il Priore degli Spedalieri, Coro, e Popolo:tutti accorrendo. Poi Valdeburgo | «» |
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IL PRIORE
Chi veggio? La Regina!
TUTTI
Regina!
ARTURO
Quale! ov'è?
(Vivamente percosso).
IL PRIORE
Tu l'hai presente... Mirala;
Onora Agnese in lei.
Spenta è Isemberga, e riedere,
Regina, al soglio dèi.
Mi annunzia il lieto evento
Con questo foglio il Re.
ARTURO
Sovra il mio corpo spento
(si scuote e si precipita innanzi ad Agnese)
Ritorna al soglio.
(Si trafigge).
TUTTI
(inorriditi)
Ahimè!
ALAIDE
Arturo! Arturo!
(Per accorrere a lui).
VALDEBURGO
(arrestandola)
Scostati.
Deh! si soccorra.
TUTTI
Ei muore.
ALAIDE
Muore!! D'Agnese è vittima,
Del mio funesto amore...
IL PRIORE
Regina!
VALDEBURGO
Agnese?
TUTTI
(confortandola)
Calmati,
Riedi, deh! riedi in te.
ALAIDE
(nell'estrema disperazione)
Or sei pago, o ciel tremendo...
Or vibrato è il colpo estremo...
Più non piango - più non temo
Tutto io sfido il tuo furor.
Morte io chiedo, morte attendo;
Che più tarda, e in me non piomba?...
Solo il gelo della tomba
Spegner puote un tanto amor!
TUTTI
Ah! lo spirto l'abbandona...
Ciel perdona - un tanto error.
(Alaide si abbandona fra le braccia del Coro).
Fine del melodramma.
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