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Felice Romani
Beatrice di Tenda

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  • ATTO PRIMO
    • Scena terza. Agnese
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Scena terza. Agnese

 

Appartamento di Agnese.
Agnese siede inquieta ad un tavolino: un liuto
è sovr'esso. Dopo alcuni momenti si alza, e va
spiando alla porta come persona che attende
qualcuno.
Verrà - non mente il paggio...
Gioir lo vide, e l'amoroso foglio
Premersi al cor - Oh! sì, verrà. - Ti calma,
Dubbiosa e timid'alma,
sospetto ti dia breve dimora;
Forse ogni loggia non è sgombra ancora.
Regna una volta, o sonno... E tu più tardo
Le tenebre a fugar t'affaccia, o giorno.
Silenzio - È notte intorno,
Profonda notte. -Del liuto il suono
Ti sia duce, amor mio.
(Prelude sul liuto, indi si arresta e porge
l'orecchio).
Udiamo. - Alcun s'appressa.




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