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2) Chi vuole che la stella della pace spunti e si fermi sulla società,
rifiuti ogni forma di materialismo, che non vede nel popolo se non un gregge di individui, i quali, scissi e senza interna consistenza,
vengono considerati come materia di dominio e di arbitrio;
cerchi di comprendere la società come un'unità
interna, cresciuta e maturata sotto il governo della Provvidenza, unità la
quale, nello spazio ad essa assegnato e secondo le sue peculiari doti, tende,
mediante la collaborazione dei diversi ceti e professioni, agli eterni e sempre
nuovi fini della cultura e della religione;
difenda la indissolubilità del matrimonio; dia alla
famiglia, insostituibile cellula del popolo, spazio, luce, respiro, affinché
possa attendere alla missione di perpetuare nuova vita e di educare i figli in
uno spirito, corrispondente alle proprie vere convinzioni religiose; conservi,
fortifichi o ricostituisca, secondo le sue forze la propria unità economica,
spirituale, morale e giuridica: curi che i vantaggi materiali e spirituali
della famiglia vengano partecipati anche dai domestici; pensi a procurare ad
ogni famiglia un focolare, dove una vita familiare, sana materialmente e
moralmente, riesca a dimostrarsi nel suo vigore e valore; curi che i luoghi di
lavoro e le abitazioni non siano così separati, da rendere il capo di famiglia
e l'educatore dei figli quasi estraneo alla propria casa; curi soprattutto, che
tra scuole pubbliche e famiglia rinasca quel vincolo di fiducia e di mutuo
aiuto, che in altri tempi maturò frutti così benefici, e che oggi è stato
sostituito da sfiducia colà ove la scuola, sotto l'influsso o il dominio dello
spirito materialistico, avvelena e distrugge ciò che i genitori avevano
istillato nelle anime dei figli.
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