6 Quando si indagano le cause delle odierne rovine, davanti a cui
l'umanità, che le considera, resta perplessa, si ode non di rado affermare che
il cristianesimo è venuto meno alla sua missione. Da chi e donde viene siffatta
accusa? Forse da quegli apostoli, gloria di Cristo, da quegli eroici zelatori
della fede e della giustizia, da quei pastori e sacerdoti, araldi del
cristianesimo, i quali attraverso persecuzioni e martirii
ingentilirono la barbarie e la prostrarono devota all'altare di Cristo,
iniziarono la civiltà cristiana, salvarono le reliquie della sapienza e
dell'arte di Atene e di Roma, adunarono i popoli nel
nome cristiano, diffusero il sapere e la virtù, elevarono la croce sopra i
pinnacoli aerei e le volte delle cattedrali, immagini del cielo, monumenti di
fede e di pietà, che ancora ergono il capo venerando fra le rovine dell'Europa?
No: il Cristianesimo, la cui forza deriva da Colui che
è via, verità e vita, e sta e starà con esso fino alla consumazione dei secoli,
non è venuto meno alla sua missione; ma gli uomini si sono ribellati al
Cristianesimo vero e fedele a Cristo e alla sua dottrina; si sono foggiati un
cristianesimo a loro talento, un nuovo idolo che non salva, che non ripugna
alle passioni della concupiscenza della carne, all'avidità dell'oro e
dell'argento che affascina l'occhio, alla superbia della vita; una nuova
religione senz'anima o un'anima senza religione, una maschera di morto
cristianesimo, senza lo spirito di Cristo; e hanno proclamato che il
Cristianesimo è venuto meno alla sua missione!
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